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Harry Potter e La Pietra Filosofale (2184 citazioni)
Harry Potter e La Camera dei Segreti (3199 citazioni)
Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban (4329 citazioni)
Harry Potter e il Calice di Fuoco (6144 citazioni)
Harry Potter e l'Ordine della Fenice (9042 citazioni)
Harry Potter e il Principe Mezzosangue (5824 citazioni)
Harry Potter e i Doni della Morte (6958 citazioni)
Le fiabe di Beda il Bardo (289 citazioni)
Il Quidditch Attraverso i Secoli ( citazioni)
Gli Animali Fantastici: Dove Trovarli ( citazioni)
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   Anche ‘Brocklehurst Mandy’ fu assegnata a Pecoranera, ma ‘Brown Lavanda’ fu la prima nuova Grifondoro e il tavolo all'estrema sinistra esplose in un evviva generale; tuttavia Harry notò che i fratelli gemelli di Ron fischiavano.
Il cappello Parlante (Cap. 7 Harry Potter 1)

   Hermione non si presentò alla lezione successiva e non si fece vedere per tutto il pomeriggio. Mentre si avviavano verso la Sala Grande per la festa di Halloween, Harry e Ron sentirono Calì Patil dire alla sua amica Lavanda che Hermione stava piangendo nel bagno delle femmine e voleva essere lasciata in pace. A questa notizia, Ron si sentì ancora più imbarazzato, ma un attimo dopo erano nella Sala Grande, dove le decorazioni per Halloween fecero loro dimenticare Hermione.
Halloween (Cap. 10 Harry Potter 1)

    Dean Thomas, che fino a quel momento aveva guardato fuori dalla finestra, uscì dalla trance con un sussulto; Lavanda Brown rialzò la testa che aveva appoggiato sulle braccia e a Neville scivolò il gomito giù dal banco.
La scritta sul muro (Cap. 9 Harry Potter 2)

   «Tu, cara» disse a Lavanda Brown, che era la più vicina e si ritrasse sulla sua sedia, «ti dispiace passarmi la teiera d'argento, quella grande?»
Artigli e foglie di tè (Cap. 6 Harry Potter 3)

   Lavanda, sollevata, si alzò, prese un'enorme teiera dallo scaffale e la pose sul tavolo davanti alla professoressa Cooman.
Artigli e foglie di tè (Cap. 6 Harry Potter 3)


   Lavanda prese a tremare.
Artigli e foglie di tè (Cap. 6 Harry Potter 3)

   Non era l'unico a non aver capito. Dean Thoinas alzò le spalle e Lavanda Brown lo guardò perplessa, ma quasi tutti gli altri si portarono le mani alla bocca, orripilati.
Artigli e foglie di tè (Cap. 6 Harry Potter 3)

   che Lavanda Brown si portò le mani alla bocca. Tutti fissavano Harry: tutti tranne Hermione, che si era alzata ed era alle spalle dell'insegnante.
Artigli e foglie di tè (Cap. 6 Harry Potter 3)

   Hermione rise. Harry si sentì un po' meglio. Era più difficile aver paura di un mucchietto di foglie di tè lontano dalla debole luce rossa e dal profumo troppo intenso dell'aula della professoressa Cooman. Non tutti erano convinti, comunque. Ron aveva ancora l'aria preoccupata, e Lavanda sussurrò: «Ma allora, la tazza di Neville?»
Artigli e foglie di tè (Cap. 6 Harry Potter 3)

   «Oooooh!» strillò Lavanda Brown, indicando il lato opposto del recinto.
Artigli e foglie di tè (Cap. 6 Harry Potter 3)

   Dietro di lui tutti trattennero il respiro. Lavanda e Calì sussurrarono: «Oooh, no, Harry, ricordati le foglie di tè!»
Artigli e foglie di tè (Cap. 6 Harry Potter 3)

   «Riddikulus!» gridò Ron con rabbia, e le zampe del ragno scomparvero; la bestia prese a rotolare su se stessa; Lavanda Brown strillò balzando all'indietro; il corpo rotolò fino ai piedi di Harry, che levò la bacchetta, pronto, quando...
Il Molliccio nell'armadio (Cap. 7 Harry Potter 3)

   «Chissà come mai il professor Lupin ha paura delle sfere di cristallo» si chiese Lavanda pensierosa.
Il Molliccio nell'armadio (Cap. 7 Harry Potter 3)

   Harry era arrivato a temere anche le ore che trascorreva nella torretta soffocante della professoressa Cooman, decifrando forme e simboli sbilenchi, cercando di ignorare gli enormi occhi dell'insegnante che si riempivano di lacrime tutte le volte che lo guardava. La professoressa Cooman non riusciva a piacergli, anche se gran parte della classe la trattava con un rispetto che sconfinava nella reverenza. Calì Patil e Lavanda Brown avevano cominciato a frequentare la torre all'ora di pranzo, e tornavano sempre con un irritante atteggiamento di superiorità, come se sapessero cose ignote agli altri. Avevano cominciato anche a parlare sottovoce quando si rivolgevano a Harry, come se fosse sul letto di morte.
La fuga della Signora Grassa (Cap. 8 Harry Potter 3)

   Lavanda Brown era in singhiozzi. Calì le teneva un braccio attorno alle spalle e spiegava qualcosa a Seamus Finnigan e a Dean Thomas, entrambi molto seri.
La fuga della Signora Grassa (Cap. 8 Harry Potter 3)


   «Che cosa è successo, Lavanda?» chiese Hermione ansiosa, mentre lei, Ron e Harry si univano al gruppo.
La fuga della Signora Grassa (Cap. 8 Harry Potter 3)

   «Oh» esclamò Hermione. «Mi dispiace, Lavanda».
La fuga della Signora Grassa (Cap. 8 Harry Potter 3)

   «Dovevo aspettarmelo!» disse Lavanda in tono tragico. «Lo sapete che giorno è oggi?»
La fuga della Signora Grassa (Cap. 8 Harry Potter 3)

   Ora tutta la classe era riunita attorno a Lavanda. Seamus scosse la testa, compunto. Hermione esitò, poi disse:
La fuga della Signora Grassa (Cap. 8 Harry Potter 3)

   «Be', non necessariamente da una volpe» disse Lavanda, alzando gli occhi pieni di lacrime verso Hermione, «ma naturalmente avevo paura che morisse...»
La fuga della Signora Grassa (Cap. 8 Harry Potter 3)

   «N... no!» singhiozzò Lavanda. «E... era solo un cucciolo!»
La fuga della Signora Grassa (Cap. 8 Harry Potter 3)

   «Be', cercate di vederla con un po' di logica» disse Hermione rivolta al resto del gruppo. «Voglio dire, Binky non è nemmeno morto oggi, è solo che a Lavanda la notizia è arrivata oggi...»
La fuga della Signora Grassa (Cap. 8 Harry Potter 3)

   Lavanda ululò.
La fuga della Signora Grassa (Cap. 8 Harry Potter 3)

   «Non badare a Hermione, Lavanda» disse Ron ad alta voce. «A lei non importa niente degli animali degli altri».
La fuga della Signora Grassa (Cap. 8 Harry Potter 3)

   «Buona giornata a voi!» disse la familiare voce velata, e la professoressa Cooman fece il suo solito ingresso teatrale dall'ombra. Calì e Lavanda tremavano dall'eccitazione, i volti illuminati dal brillio lattiginoso della loro sfera.
La finale di Quidditch (Cap. 15 Harry Potter 3)


   «Insomma!» disse la professoressa Cooman mentre tutti si voltavano verso di loro. Calì e Lavanda erano scandalizzate. «Cosi interferite con le vibrazioni della preveggenza!» L'insegnante si avvicinò al tavolo e scrutò la loro sfera di cristallo. Harry si senti sprofondare il cuore in petto. Era si
La finale di Quidditch (Cap. 15 Harry Potter 3)

   La professoressa Cooman alzò gli occhi enormi verso Hermione. Calì sussurrò qualcosa a Lavanda, e anche loro guardarono Hermione sprezzanti. La professoressa Cooman si alzò e squadrò Hermione con inequivocabile ira.
La finale di Quidditch (Cap. 15 Harry Potter 3)

   «Oooooh!» esclamò Lavanda all'improvviso, facendo sobbalzare tutti. «Oooooh, professoressa Cooman, mi è appena venuto in mente! L'aveva visto, che se ne sarebbe andata, vero? Vero, professoressa? 'Verso Pasqua, uno di noi ci lascerà per sempre!' L'ha detto secoli fa, professoressa!»
La finale di Quidditch (Cap. 15 Harry Potter 3)

   Lavanda e Calì sembravano profondamente colpite, e si avvicinarono per far posto all'insegnante al loro tavolo.
La finale di Quidditch (Cap. 15 Harry Potter 3)

   E corse giù per la scala a chiocciola incontro a Lavanda.
La profezia della professoressa Cooman (Cap. 16 Harry Potter 3)

    «Bleah!» strillò Lavanda Brown, facendo un balzo indietro.
Malocchio Moody (Cap. 13 Harry Potter 4)

    «Bleah!» disse di nuovo Lavanda. «Hagrid, che cos’è quella cosa a punta?»
Malocchio Moody (Cap. 13 Harry Potter 4)

    «Ah, certi hanno il pungiglione» disse Hagrid entusiasta (Lavanda ritrasse in fretta la mano dal contenitore). «Mi sa che sono i maschi… le femmine hanno delle cosette per succhiare sulla pancia… per succhiare il sangue, credo».
Malocchio Moody (Cap. 13 Harry Potter 4)

    La sua voce si fece quasi un sussurro. Ron si voltò verso Harry con gli occhi al cielo, e Harry gli rispose con uno sguardo impassibile. La professoressa Cooman li oltrepassò e sedette in una gran poltrona coi braccioli davanti al camino, di fronte alla classe. Lavanda Brown e Calì Patil, che nutrivano una profonda ammirazione per la professoressa Cooman, sedevano su pouf, molto vicino a lei.
Malocchio Moody (Cap. 13 Harry Potter 4)

    Seamus e Dean, che lavoravano lì accanto, ridacchiarono forte, anche se non abbastanza da coprire gli squittii eccitati di Lavanda Brown. «Oh, professoressa, guardi qui! Credo di avere un pianeta inaspettato! Oooh, che pianeta è, professoressa?»
Malocchio Moody (Cap. 13 Harry Potter 4)


    «Posso dare anch’io un’occhiata a Urano, Lavanda?» disse Ron.
Malocchio Moody (Cap. 13 Harry Potter 4)

    Lavanda sobbalzò e arrossì. Stava mostrando a Calì il suo oroscopo completo sotto il banco. Evidentemente l’occhio magico di Moody riusciva a vedere attraverso il legno massiccio, oltre che dietro la testa.
Le Maledizioni Senza Perdono (Cap. 14 Harry Potter 4)

    Parecchie mani si alzarono esitanti, comprese quelle di Ron e di Hermione. Moody indicò Ron, anche se il suo occhio magico era ancora puntato su Lavanda.
Le Maledizioni Senza Perdono (Cap. 14 Harry Potter 4)

    Moody chiamò gli studenti uno alla volta e scagliò contro ciascuno la Maledizione Imperius. Harry rimase a guardare i suoi compagni mentre, uno dopo l’altro, venivano obbligati a fare le cose più straordinarie: Dean Thomas fece per tre volte il giro della stanza a balzi, cantando l’inno nazionale; Lavanda Brown imitò uno scoiattolo; Neville si esibì in una serie di esercizi ginnici piuttosto stupefacenti che certo non sarebbe stato in grado di eseguire in condizioni normali. Nessuno di loro parve in grado di opporsi, e ciascuno di loro si riprese solo quando Moody ebbe sciolto l’incantesimo.
Beauxbatons e Durmstrang (Cap. 15 Harry Potter 4)

    «Quanto credete che saranno grandi i cavalli di Durmstrang?» chiese Seamus Finnigan a Harry e Ron sporgendosi di fianco a Lavanda e Calì.
Beauxbatons e Durmstrang (Cap. 15 Harry Potter 4)

    Harry notò che i suoi occhi passavano in rassegna Dean (che aveva un brutto taglio sulla guancia), Lavanda (che aveva i vestiti bruciacchiati), Seamus (che aveva parecchie dita scottate) e poi si posarono sulle finestre della capanna, dietro le quali si trovava gran parte della classe, i nasi schiacciati contro il vetro, aspettando il via libera.
Il Fronte di Liberazione degli Elfi Domestici (Cap. 21 Harry Potter 4)

    Sia Calì che Lavanda si portarono le mani alla bocca, terrificate.
Il Fronte di Liberazione degli Elfi Domestici (Cap. 21 Harry Potter 4)

    Lavanda Brown fece una risatina acuta. Calì Patil le diede una gomitata forte nelle costole, il viso contratto mentre cercava di non scoppiare a ridere a sua volta. Entrambe si voltarono verso Harry. La professoressa McGranitt le ignorò, cosa che Harry giudicò profondamente ingiusta, dal momento che aveva appena rimproverato lui e Ron.
La Prova Inaspettata (Cap. 22 Harry Potter 4)

    Lavanda rise più forte, la mano premuta sulla bocca per soffocare il rumore. Harry questa volta capì che cosa c’era da ridere: la professoressa McGranitt, che portava i capelli in una stretta crocchia, aveva l’aria di non averli mai lasciati giù.
La Prova Inaspettata (Cap. 22 Harry Potter 4)

    Ma Harry aveva appena visto Calì e Lavanda entrare dal buco del ritratto. Era giunto il momento di un’azione decisa.
La Prova Inaspettata (Cap. 22 Harry Potter 4)

    «Grazie» disse Harry, sollevato. «Lavanda… tu ci vieni con Ron?»
La Prova Inaspettata (Cap. 22 Harry Potter 4)

    Silente sorrise allegramente mentre i campioni si avvicinavano al suo tavolo, ma Karkaroff ostentava un’espressione molto simile a quella di Ron mentre guardava Krum e Hermione avvicinarsi. Ludo Bagman, che per l’occasione indossava una veste di un viola acceso a grandi stelle gialle, batteva le mani con l’entusiasmo degli studenti; e Madame Maxime, che aveva sostituito la sua solita uniforme di satin nero con un abito dall’ampia gonna di seta color Lavanda, applaudiva educatamente. Ma il signor Crouch, Harry notò all’improvviso, non c’era. Il quinto posto del tavolo era occupato da Percy Weasley.
Il Ballo del Ceppo (Cap. 23 Harry Potter 4)

    «Oh, è così bello!» sussurrò Lavanda Brown. «Come ha fatto? Devono essere difficilissimi da catturare!»
Lo Scoop di Rita Skeeter (Cap. 24 Harry Potter 4)

    Quel giorno era riuscito a catturare due puledri di unicorno. A differenza degli esemplari adulti, erano d’oro puro. Calì e Lavanda furono rapite alla loro vista, e anche Pansy Parkinson dovette fare uno sforzo per nascondere quanto le piacevano.
La Seconda Prova (Cap. 26 Harry Potter 4)

    Luna si allontanò da loro per raggiungere il tavolo di Corvonero. Quando furono a quello di Grifondoro, Ginny fu chiamata da alcuni compagni del quarto anno e andò con loro. Harry, Ron, Hermione e Neville si sedettero vicini a metà del tavolo tra Nick-Quasi-Senza-Testa, il fantasma di Grifondoro, e Calì Patil e Lavanda Brown; queste ultime rivolsero a Harry saluti fin troppo amichevoli, dai quali capì che avevano smesso di parlare di lui un attimo prima. Ma Harry aveva preoccupazioni più importanti: guardò oltre le teste degli studenti il tavolo degli insegnanti, lungo la parete in fondo alla Sala.
La nuova canzone del Cappello Parlante (Cap. 11 Harry Potter 5)

    Ci fu una pausa, poi Harry disse molto piano, in modo che Neville, Calì e Lavanda non sentissero: «Forse non è ancora tornato. Sapete… la sua missione… quella cosa che doveva fare in estate per Silente».
La nuova canzone del Cappello Parlante (Cap. 11 Harry Potter 5)

    «Sarò sua amica, basta che non mi presti mai quel cardigan» sussurrò Calì a Lavanda, e tutt’e due furono scosse da risatine silenziose.
La nuova canzone del Cappello Parlante (Cap. 11 Harry Potter 5)

    «Sì, anche Lavanda la pensa così».
La Professoressa Umbridge (Cap. 12 Harry Potter 5)

    Ron trattenne il fiato; Lavanda Brown emise un gridolino; Neville scivolò giù dallo sgabello. La professoressa Umbridge, tuttavia, non batté ciglio. Fissava Harry con aria di cupa soddisfazione.
La Professoressa Umbridge (Cap. 12 Harry Potter 5)

    «Oooooh» fecero Calì e Lavanda, irritando profondamente Harry. Sembrava che Hagrid non avesse mai mostrato loro creature impressionanti; bisognava ammetterlo, i Vermicoli erano stati un po’ noiosi, ma le salamandre e gli Ippogrifi si erano rivelati decisamente interessanti e gli Schiopodi Sparacoda forse anche troppo.
Punizione con Dolores (Cap. 13 Harry Potter 5)

    «Ehm… bene» disse Harry imbarazzato. Luna portava a mo’ di orecchini quelli che sembravano due rapanelli arancioni, cosa che Calì e Lavanda sembravano aver notato, perché ridacchiavano tutte e due indicando i suoi lobi.
Punizione con Dolores (Cap. 13 Harry Potter 5)

    «Potete anche ridere» Luna alzò la voce, evidentemente convinta che Calì e Lavanda ridessero per le sue parole invece che per i suoi accessorii, «ma la gente una volta credeva che non esistessero cose come il Cannolo Balbuziente o il Ricciocorno Schiattoso!»
Punizione con Dolores (Cap. 13 Harry Potter 5)

    Luna le lanciò uno sguardo incendiario e se ne andò furibonda, con i rapanelli che dondolavano all’impazzata. Calì e Lavanda non erano le sole a ululare dal ridere, ora.
Punizione con Dolores (Cap. 13 Harry Potter 5)

    «Ehm… grazie mille, Ernie» rispose Harry, colto alla sprovvista, ma compiaciuto. Ernie poteva anche essere pomposo all’occasione, ma Harry apprezzava profondamente un voto di fiducia da parte di uno senza rapanelli penzolanti dalle orecchie. Le parole di Ernie avevano cancellato il sorriso dalla faccia di Lavanda Brown, e quando Harry si voltò per parlare con Ron e Hermione colse l’espressione di Seamus, a un tempo confusa e spavalda.
Punizione con Dolores (Cap. 13 Harry Potter 5)

    Fece per tornare al suo posto, vide che la professoressa Umbridge era seduta proprio lì accanto e virò subito in direzione di Calì e Lavanda, già immerse nella discussione dell’ultimo sogno di Calì.
L'Inquisitore Supremo di Hogwarts (Cap. 15 Harry Potter 5)

    «Be’, è un buon inizio» disse Ron, sollevando una lunga coda di topo che si agitava e rimettendola nella scatola con cui Lavanda stava passando.
L'Inquisitore Supremo di Hogwarts (Cap. 15 Harry Potter 5)

    Davanti c’erano Neville, Dean e Lavanda, seguiti da Calì e Padma Patil con (lo stomaco di Harry fece un salto mortale all’indietro) Cho e una delle sue amiche ridoline; poi (da sola, e con aria così svagata che pareva fosse capitata lì per caso) Luna Lovegood; poi Katie Bell, Alicia Spinnet e Angelina Johnson, Colin e Dennis Canon, Ernie Macmillan, Justin Finch-Fletchley, Hannah Abbott e una ragazza di Tassorosso con una lunga treccia di cui Harry non sapeva il nome; tre ragazzi di Corvonero che era abbastanza sicuro si chiamassero Anthony Goldstein, Michael Corner e Terry Steeval; Ginny, seguita da un ragazzo alto, biondo e magro con il naso all’insù che Harry riconobbe vagamente come un membro della squadra di Quidditch di Tassorosso, e a chiudere la fila Fred e George Weasley con il loro amico Lee Jordan, tutti e tre muniti di grossi sacchetti di carta gonfi della mercanzia di Zonko.
Alla Testa di Porco (Cap. 16 Harry Potter 5)

    Justin Finch-Fletchley fischiò; i fratelli Canon si scambiarono un’occhiata attonita e Lavanda Brown disse piano: «Wow!» Harry cominciava a sentire un po’ caldo sotto il colletto; era deciso a guardare ovunque tranne che dalla parte di Cho.
Alla Testa di Porco (Cap. 16 Harry Potter 5)

    «Oh, mi è sempre piaciuta tanto quella civetta, è così bella» sospirò Lavanda rivolta a Calì.
Decreto Didattico Numero Ventiquattro (Cap. 17 Harry Potter 5)

    «Professoressa» disse Calì Patil in un bisbiglio (lei e Lavanda avevano sempre ammirato la Cooman). «Professoressa, c’è qualcosa… che non va?»
Decreto Didattico Numero Ventiquattro (Cap. 17 Harry Potter 5)

    Ron ridacchiò. Lavanda gli scoccò un’occhiata disgustata.
Decreto Didattico Numero Ventiquattro (Cap. 17 Harry Potter 5)

    Ci fu un lieve colpo alla porta. Harry si voltò: Ginny, Neville, Lavanda, Calì e Dean erano arrivati.
L'esercito di Silente (Cap. 18 Harry Potter 5)

    Il ritorno di Hagrid al tavolo degli insegnanti, il giorno dopo a colazione, non fu salutato con entusiasmo da tutti gli studenti. Alcuni, come Fred, George e Lee, emisero ululati di gioia e si precipitarono fra i tavoli di Grifondoro e Tassorosso per andare a stringergli la mano enorme; altri, come Calì e Lavanda, si scambiarono occhiate cupe scuotendo la testa. Harry sapeva che molti di loro preferivano le lezioni della Caporal, e la cosa peggiore era che una piccolissima, obiettiva parte di lui era d’accordo: per lezione interessante la Caporal non intendeva un’ora in cui la gente rischiava di vedersi staccare la testa.
L'occhio del serpente (Cap. 21 Harry Potter 5)

    Ma rimase a guardare compiaciuta la Cooman che rabbrividiva e gemeva dondolandosi avanti e indietro in un crescendo di dolore. Harry sentì un singhiozzo soffocato alla sua sinistra e si voltò. Lavanda e Calì piangevano entrambe in silenzio, abbracciate. Poi sentì dei passi. La professoressa McGranitt si era avvicinata con passo sicuro alla Cooman, e ora le batteva con decisione sulla schiena, porgendole un grande fazzoletto.
Visto e imprevisto (Cap. 26 Harry Potter 5)

    «Non è un cavallo, è un centauro!» protestò Lavanda.
Il centauro e la spia (Cap. 27 Harry Potter 5)

    «Lo siamo!» disse Lavanda. «Siamo anche andate a trovarla e le abbiamo portato un mazzo di giunchiglie… di quelle carine, non quelle strombazzanti della Sprite».
Il centauro e la spia (Cap. 27 Harry Potter 5)

    «Non troppo bene, poverina» rispose Lavanda comprensiva. «Piange tutto il tempo e dice che preferirebbe lasciare il castello per sempre, piuttosto che restare sotto lo stesso tetto della Umbridge, e non so darle torto. La Umbridge si è comportata malissimo, vi pare?»
Il centauro e la spia (Cap. 27 Harry Potter 5)

    Dopo colazione, Hermione andò ad Aritmanzia, e Harry e Ron seguirono Calì e Lavanda nella Sala d’Ingresso, diretti a Divinazione.
Il centauro e la spia (Cap. 27 Harry Potter 5)

    «Branco?» chiese confusa Lavanda, e Harry intuì che pensava a una mandria di mucche. «Ma che cosa… oh!» Aveva capito. «Vuol dire che ci sono altri centauri?»
Il centauro e la spia (Cap. 27 Harry Potter 5)

    «Ma sarebbe spaventoso!» disse Lavanda, dalla cui bacchetta uscivano solo sputacchianti sbuffi di vapore argenteo. «E a me… ancora… non riesce!» aggiunse stizzita.
Il centauro e la spia (Cap. 27 Harry Potter 5)

    Nel frattempo Ron rileggeva gli appunti di due anni di Incantesimi con le dita infilate nelle orecchie e le labbra che si muovevano in silenzio; Seamus Finnigan era disteso a pancia in su sul pavimento e recitava la definizione di Incantesimo Essenziale, mentre Dean la controllava sul Libro Standard degli Incantesimi, Classe Quinta; le matite di Calì e Lavanda, che stavano provando alcuni semplici Incantesimi di Locomozione, si inseguivano sul tavolo.
I G.U.F.O. (Cap. 31 Harry Potter 5)

    Hermione, Calì e Lavanda lanciarono un urlo. Le figure attorno alla capanna avevano scagliato non meno di quattro Schiantesimi contro la professoressa McGranitt. I raggi rossi la colpirono quando era ancora a metà strada fra la capanna e il castello; per un momento fu avvolta da un alone luminoso di un rosso spettrale, poi si levò a mezz’aria, atterrò con un tonfo sulla schiena e non si mosse più.
I G.U.F.O. (Cap. 31 Harry Potter 5)

    «Spero solo che la professoressa McGranitt stia bene» mugolò Lavanda.
I G.U.F.O. (Cap. 31 Harry Potter 5)

    Le proteste di Hermione furono soffocate da una risatina acuta: Lavanda Brown evidentemente aveva trovato la battuta di Ron molto spiritosa. Li superò continuando a ridere e si voltò a guardare Ron, che sembrava piuttosto compiaciuto.
Il Principe Mezzosangue (Cap. 9 Harry Potter 6)

    Cinque minuti dopo, quando si alzarono dalla tavola di Grifondoro per scendere al campo di Quidditch, passarono accanto a Lavanda Brown e Calì Patil. Dopo quel che aveva detto Hermione, Harry non fu stupito di vedere che le due grandi amiche bisbigliavano con aria afflitta; piuttosto, lo sorprese il fatto che, quando Ron le affiancò, Calì diede all’improvviso una gomitata a Lavanda, che si voltò e rivolse a Ron un gran sorriso. Lui la guardò sbattendo le palpebre, poi sorrise a sua volta, incerto, e prese a camminare quasi a passo di marcia. Harry si trattenne dal ridere, ricordando che anche Ron l’aveva fatto dopo che Malfoy gli aveva spaccato il naso; Hermione invece fu fredda e distante lungo tutta la strada fino allo stadio sotto la fresca pioggerellina, e andò a sedersi nelle tribune senza augurare in bocca al lupo a Ron.
Una mano da Hermione (Cap. 11 Harry Potter 6)

    «In bocca al lupo!» urlò una voce dalle tribune. Harry si guardò attorno, aspettandosi di vedere Hermione, invece era Lavanda Brown. Avrebbe tanto voluto nascondersi il volto tra le mani, come fece lei un attimo dopo, ma pensò che come Capitano doveva mostrare un po’ più di fermezza, e così si voltò a guardare il provino di Ron.
Una mano da Hermione (Cap. 11 Harry Potter 6)

    Questa volta era davvero Hermione quella che correva verso di loro dalle tribune; Harry vide Lavanda allontanarsi immusonita dal campo a braccetto con Calì. Ron sembrava estremamente soddisfatto di sé e perfino più alto del solito; rivolgeva grandi sorrisi alla squadra e a Hermione.
Una mano da Hermione (Cap. 11 Harry Potter 6)

    Stavolta Harry non trovò nient’altro da dire. Non sembrava che Malfoy avesse potuto in alcun modo portare un oggetto Oscuro o pericoloso dentro la scuola. Guardò speranzoso Ron, che fissava con le braccia conserte Lavanda Brown.
Una mano da Hermione (Cap. 11 Harry Potter 6)

    «Su con la vita, Ron» gridò Lavanda. «Lo so che sarai bravissimo!»
Felix Felicis (Cap. 14 Harry Potter 6)

    Harry guardò. In un angolo, davanti a tutti, c’era Ron, avvinghiato così stretto a Lavanda Brown che era difficile dire quali mani erano di chi.
Felix Felicis (Cap. 14 Harry Potter 6)

    La porta alle loro spalle si spalancò. Con orrore di Harry, entrò Ron, ridendo e tirando Lavanda per la mano.
Felix Felicis (Cap. 14 Harry Potter 6)

    «Oops!» squittì Lavanda, e uscì indietreggiando, con una risatina. La porta si richiuse.
Felix Felicis (Cap. 14 Harry Potter 6)

    «Non dovresti lasciare Lavanda fuori ad aspettarti» disse calma. «Si chiederà che fine hai fatto».
Felix Felicis (Cap. 14 Harry Potter 6)

    Ron, che un tempo avrebbe preso queste deviazioni come motivo di gelosia più che di ilarità, si schiantava dalle risate. Anche se Harry preferiva di gran lunga questo nuovo Ron scherzoso e ridanciano al modello umorale e aggressivo delle ultime settimane, il progresso fu pagato a caro prezzo. Prima di tutto Harry dovette accettare la presenza frequente di Lavanda Brown, che sembrava ritenere sprecato ogni momento che passava senza baciare Ron; in secondo luogo, Harry si ritrovò ancora una volta a essere il migliore amico di due persone che probabilmente non si sarebbero mai più rivolte la parola.
Il voto infrangibile (Cap. 15 Harry Potter 6)

    L’orario di Hermione era così fitto che Harry riusciva a parlarle sul serio solo la sera, quando Ron era comunque così avvinto a Lavanda da non vedere nient’altro. Hermione si rifiutava di restare nella sala comune quando c’era Ron, così di solito Harry la raggiungeva in biblioteca, dove ovviamente dovevano sussurrare tutto il tempo.
Il voto infrangibile (Cap. 15 Harry Potter 6)

    Ma sbiancò all’improvviso: aveva avvistato Ron e Lavanda avvinghiati in una poltrona.
Il voto infrangibile (Cap. 15 Harry Potter 6)

    Non nutriva grandi speranze però, e queste si affievolirono il giorno successivo, dopo una lezione di Trasfigurazione insieme ai due. Avevano appena affrontato l’argomento enormemente complesso della trasfigurazione umana: ciascuno davanti a uno specchio, dovevano cambiare il colore delle proprie sopracciglia. Hermione rise con insolenza del primo disastroso tentativo di Ron, che si fece spuntare un paio di spettacolari baffi a manubrio; Ron ricambiò con una feroce ma fedele imitazione di Hermione che saltava su e giù sulla sedia tutte le volte che la professoressa McGranitt faceva una domanda, imitazione che Lavanda e Calì trovarono tremendamente buffa e che spinse di nuovo Hermione sull’orlo delle lacrime. Al suono della campanella scappò via lasciando metà della sua roba in classe; Harry decise che tra Hermione e Ron al momento era lei ad aver più bisogno di aiuto, per cui le raccolse le cose e la seguì.
Il voto infrangibile (Cap. 15 Harry Potter 6)

    Ma Ron parve non aver sentito; Lavanda era appena arrivata con Calì. Si insinuò tra loro e gettò le braccia al collo di Ron.
Il voto infrangibile (Cap. 15 Harry Potter 6)

    «Ciao, Calì!» la salutò Hermione, ignorando del tutto Ron e Lavanda. «Vai alla festa di Lumacorno stasera?»
Il voto infrangibile (Cap. 15 Harry Potter 6)

    E se ne andò. Subito Lavanda e Calì si avvicinarono per discutere il nuovo sviluppo, con tutto quello che avevano sentito dire di McLaggen e che avevano sospettato di Hermione. Ron aveva un’espressione vacua e non disse nulla. Harry rimase in silenzio a meditare sugli abissi nei quali le ragazze possono sprofondare per amor di vendetta.
Il voto infrangibile (Cap. 15 Harry Potter 6)

    «E a proposito di finora insospettate virtù, Ronald» fece George, «che cos’è che ci ha detto Ginny di te e una signorina che si chiama… a meno che le nostre informazioni siano manchevoli… Lavanda Brown?»
Un Natale molto gelato (Cap. 16 Harry Potter 6)

    Era pura ipotesi, tuttavia, dal momento che non aveva avuto l’occasione di raccontare a Hermione quello che aveva origliato. Era sparita dalla festa di Lumacorno prima che lui tornasse, o così gli aveva detto un adirato McLaggen, ed era già andata a dormire quando lui era tornato in sala comune. Siccome lui e Ron erano partiti per la Tana molto presto la mattina dopo, aveva avuto appena il tempo di augurarle buon Natale e dirle che aveva novità molto importanti da raccontarle al ritorno dalle vacanze. Non era del tutto sicuro che lei l’avesse sentito, però; Ron e Lavanda alle sue spalle si stavano dando un addio decisamente non verbale.
Un Natale molto gelato (Cap. 16 Harry Potter 6)

    «È il regalo di Lavanda» rispose Ron, disgustato. «Non può mica pensare che io mi metta…»
Un Natale molto gelato (Cap. 16 Harry Potter 6)

    Ma in quel momento si levò un gridolino acuto: «Ronron!» Lavanda Brown sbucò fuori dal nulla e si gettò fra le braccia di Ron. Parecchi spettatori sogghignarono; Hermione ridacchiò e disse: «C’è un tavolo laggiù… vieni con noi, Ginny?»
Un ricordo lumacoso (Cap. 17 Harry Potter 6)

    «No, grazie, ho appuntamento con Dean» rispose lei, e Harry non poté fare a meno di notare che non sembrava molto entusiasta. Lui e Hermione si allontanarono da Ron e Lavanda avvinghiati in una sorta di wrestling verticale, e raggiunsero il tavolo libero.
Un ricordo lumacoso (Cap. 17 Harry Potter 6)

    Fissò un punto dall’altra parte della stanza, persa nei suoi pensieri, senza nemmeno accorgersi che Lavanda stava facendo il solletico a Ron. «Come sta Lupin?»
Un ricordo lumacoso (Cap. 17 Harry Potter 6)

    Harry e Ron si unirono alla folla di ragazzi che sgomitavano attorno al cartello e a turno scrivevano il proprio nome in fondo. Ron stava per firmare dopo Hermione quando Lavanda gli strisciò alle spalle, gli fece scivolare le mani sugli occhi e trillò: «Indovina chi è, Ronron?» Harry vide Hermione allontanarsi e la imitò, perché non aveva nessuna voglia di restare indietro con Ron e Lavanda, ma inaspettatamente Ron li raggiunse appena dopo il buco del ritratto, le orecchie rosso vivo e l’espressione scontenta. Senza una parola, Hermione accelerò per scendere con Neville.
Un ricordo lumacoso (Cap. 17 Harry Potter 6)

    Quando giunsero Harry e Hermione (Ron era sceso con Lavanda), scoprirono che le tavole erano scomparse. La pioggia frustava le alte finestre e il soffitto incantato vorticava cupo sopra di loro mentre si riunivano davanti ai professori McGranitt, Piton, Vitious e Sprite — i direttori delle Case — e a un piccolo mago che doveva essere l’Istruttore mandato dal Ministero. Era stranamente incolore, con ciglia trasparenti, capelli a ciuffi e un’aria eterea, come se un solo sbuffo di vento potesse soffiarlo via. Harry si chiese se le frequenti Smaterializzazioni e Materializzazioni avessero in qualche modo diminuito la sua sostanza, o se una struttura fragile fosse ideale per chiunque desiderasse svanire.
Sorprese di compleanno (Cap. 18 Harry Potter 6)

    Harry lo guardò a bocca aperta. Non se l’era aspettato e non era sicuro di volerlo sentire Va bene essere amici, ma se Ron cominciava a chiamare Lavanda ‘Lavlav’ avrebbe dovuto dire basta.
Sorprese di compleanno (Cap. 18 Harry Potter 6)

    Lavanda era in attesa vicino al buco del ritratto: una complicazione imprevista.
Sorprese di compleanno (Cap. 18 Harry Potter 6)

    E senza un’altra parola uscì. Harry cercò di imbastire un’espressione di scusa per Lavanda, ma forse gliene riuscì solo una di divertimento, perché lei sembrava più offesa che mai quando la Signora Grassa si richiuse alle loro spalle.
Sorprese di compleanno (Cap. 18 Harry Potter 6)

    Harry però non ebbe molto tempo per meditare sull’argomento, tra gli allenamenti di Quidditch, i compiti e il continuo pedinamento di Cormac McLaggen e Lavanda Brown.
Roba da elfi (Cap. 19 Harry Potter 6)

    Nel frattempo, Lavanda si avvicinava furtiva a Harry per parlare di Ron, cosa che Harry trovava quasi altrettanto estenuante delle conferenze sul Quidditch di McLaggen. All’inizio era molto seccata perché nessuno aveva pensato di dirle che Ron era in infermeria — «Insomma, sono la sua ragazza!» — ma purtroppo aveva deciso di perdonare a Harry questa dimenticanza ed era ansiosa di discutere con lui dei sentimenti di Ron, un’esperienza spiacevolissima che Harry avrebbe volentieri evitato.
Roba da elfi (Cap. 19 Harry Potter 6)

    «Be’, lo farei, ma quando vado a trovarlo è sempre addormentato!» rispose Lavanda, irritata.
Roba da elfi (Cap. 19 Harry Potter 6)

    «Hermione Granger continua ad andare a trovarlo?» domandò Lavanda all’improvviso.
Roba da elfi (Cap. 19 Harry Potter 6)

    «Essere avvelenato secondo te è interessante? Comunque… mi spiace, devo andare… sta arrivando McLaggen per parlare di Quidditch» e sfrecciò dentro una porta mascherata da muro e corse giù per la scorciatoia verso l’aula di Pozioni, dove grazie al cielo né Lavanda né McLaggen potevano seguirlo.
Roba da elfi (Cap. 19 Harry Potter 6)

    «Te l’ho detto» gli rispose Harry, con pazienza, «anche se fosse un fuoriclasse non vorrei averlo in squadra comunque. Dice sempre a tutti cosa fare, crede di poter giocare in qualunque ruolo meglio di noi. Non vedo l’ora di liberarmene. E, a proposito» aggiunse, alzandosi e prendendo la sua Firebolt, «vuoi smetterla di far finta di dormire quando Lavanda viene a trovarti? Anche lei mi sta facendo impazzire».
Roba da elfi (Cap. 19 Harry Potter 6)

    Tacque all’improvviso. Lavanda Brown era ai piedi della scalinata di marmo, minacciosa.
La richiesta di Lord Voldemort (Cap. 20 Harry Potter 6)

    «Andiamo» mormorò Harry a Hermione, e se la filarono, non prima di sentire la voce di Lavanda: «Perché non mi hai detto che uscivi oggi? E perché lei era con te?»
La richiesta di Lord Voldemort (Cap. 20 Harry Potter 6)

    Ron apparve a colazione mezz’ora dopo, immusonito e irritato e, anche se si sedette vicino a Lavanda, Harry non li vide scambiarsi una parola per tutto il tempo che rimasero insieme. Hermione si comportava con assoluta indifferenza, ma un paio di volte Harry notò un sorrisetto inesplicabile incresparle il viso. Per tutto il giorno fu di umore particolarmente buono, e quella sera in sala comune acconsentì perfino a controllare (in altre parole, a finire di scrivere) la ricerca di Erbologia di Harry, cosa che si era categoricamente rifiutata di fare fino a quel momento, perché sapeva che Harry poi avrebbe permesso a Ron di copiarla.
La richiesta di Lord Voldemort (Cap. 20 Harry Potter 6)

    Hermione arrossì, ma disse solo: «Non farti sentire da Lavanda».
La stanza delle necessità (Cap. 21 Harry Potter 6)

    «Mi piacerebbe che succedesse tra me e Lavanda» mugugnò Ron funereo, osservando Hermione che picchiettava con la punta della bacchetta le parole sbagliate, una a una. «Ma più butto lì che voglio finirla, più mi si attacca. È come stare con la piovra gigante».
La stanza delle necessità (Cap. 21 Harry Potter 6)

    Ron fu mogio per tutta la lezione. Quando la campana suonò la fine dell’ora, Lavanda raggiunse lui e Harry (Hermione si era misteriosamente dissolta al suo arrivo) e coprì Piton di insulti per la sua frecciata sulla Materializzazione. Ron parve soltanto irritarsi e si liberò di lei deviando nel bagno dei maschi con Harry.
La stanza delle necessità (Cap. 21 Harry Potter 6)

    «Non è Lavanda» fece Hermione, stufa.
Dopo il funerale (Cap. 22 Harry Potter 6)

    «Non è Lavanda!» sbuffò Hermione, spazientita.
Dopo il funerale (Cap. 22 Harry Potter 6)

    «Che cosa ci facevi lassù con lei?» strillò Lavanda Brown, attraversando Harry con lo sguardo per fissare Ron e Hermione che uscivano insieme dal dormitorio dei maschi. Harry senti Ron farfugliare qualcosa e si allontanò di corsa.
Dopo il funerale (Cap. 22 Harry Potter 6)

    «Ron, stai facendo nevicare» osservò Hermione paziente, afferrandogli il polso e spostando la traiettoria della bacchetta via dal soffitto, dal quale in effetti avevano cominciato a cadere grossi fiocchi bianchi. Lavanda Brown, notò Harry, scrutava torva Hermione da un tavolo vicino: aveva gli occhi molto rossi. Hermione lasciò andare subito il braccio di Ron.
Sectumsempra (Cap. 24 Harry Potter 6)

    Spazzolò via dalla spalla di Hermione un po’ di finta neve. Lavanda scoppiò a piangere. Ron, con aria immensamente colpevole, le voltò la schiena.
Sectumsempra (Cap. 24 Harry Potter 6)

    Dopo Incantesimi avevano una delle rare ore buche insieme e tornarono nella sala comune. Ron era decisamente allegro per la fine della stona con Lavanda e anche Hermione sembrava di buonumore, però quando le chiesero perché sorrideva rispose solo: «È una bella giornata». Nessuno dei due si accorse che una feroce battaglia infuriava nella mente di Harry:
Sectumsempra (Cap. 24 Harry Potter 6)

    La battaglia infuriava ancora dentro la sua testa: Ginny o Ron? A volte pensava che al Ron post-Lavanda non sarebbe importato granché se si fosse messo con Ginny; ma poi gli tornava in mente la faccia che Ron aveva fatto quando l’aveva vista baciare Dean, e si convinceva che avrebbe considerato un bieco tradimento anche se Harry l’avesse solo tenuta per mano…
Sectumsempra (Cap. 24 Harry Potter 6)

    «Schifoso ipocrita! E tu e Lavanda, che vi contorcevate dappertutto come due anguille?»chiese Ginny.
La veggente spiata (Cap. 25 Harry Potter 6)

   «Non è un libro come gli altri» spiegò Ron. «È oro puro: Dodici Passi Infallibili per Sedurre una Strega. Dice tutto quello che bisogna sapere sulle ragazze. Se solo l'avessi avuto l'anno scorso, avrei saputo come liberarmi di Lavanda e come cavarmela con... be', a me l'hanno regalato Fred e George e ho imparato un mucchio di cose. Ti sorprenderà, e non parla solo di trucchi con la bacchetta».
Il testamento i Albus Silente (Cap. 7 Harry Potter 7)

   Ci fu una pausa, e tutti cercarono di pensare a come aggirare il problema. Harry guardò la tomba di Dobby al di là della finestra. Luna stava sistemando accanto alla lapide un mazzetto di Lavanda in un vasetto di marmellata.
Villa Conchiglia (Cap. 25 Harry Potter 7)

   «... e hanno pensato che avrebbero gradito lavarsi, sì» aggiunse Lavanda Brown, che Harry non aveva ancora notato. Guardandosi intorno riconobbe molti visi conosciuti. C'erano tutt'e due le gemelle Patii, Terry Steeval, Ernie Macmillan, Anthony Goldstein e Michael Corner.
Il diadema perduto (Cap. 29 Harry Potter 7)

   «No!» strillò Hermione, e con un fragoroso colpo di bacchetta spedì Fenrir Greyback lontano dal corpo di Lavanda Brown, che si muoveva appena. Lui urtò contro la balaustra di marmo e cercò di rimettersi in piedi. Poi, con un abbacinante lampo bianco e uno schianto, una sfera di cristallo gli cadde sulla testa, abbattendolo al suolo, immobile.
La bacchetta di Sambuco (Cap. 32 Harry Potter 7)

    Non sapeva di essere osservato da una vecchietta che viveva in una baracca ai margini dei giardini della reggia. Si chiamava Baba ed era la Lavandaia che si occupava di mantenere le lenzuola del palazzo morbide, profumate e candide. Da dietro le lenzuola stese ad asciugare, Baba vide il ciarlatano strappare due rametti da uno degli alberi del Re e poi sparire dentro il palazzo.
BABÀ RABA E IL CEPPO GHIGNANTE (Cap. 4 Harry Potter 8)

    Una mattina, il ciarlatano e il Re stolto stavano agitando i loro rametti, saltellando in cerchio e cantando rime insensate, quando una fragorosa risata raggiunse le orecchie del Re. Baba la Lavandaia li stava guardando dalla finestra della sua baracca, e rideva così forte che presto non ebbe più la forza di reggersi in piedi e sparì alla vista.
BABÀ RABA E IL CEPPO GHIGNANTE (Cap. 4 Harry Potter 8)

    «Devo essere molto ridicolo, se una vecchia Lavandaia ride tanto a vedermi!» disse il Re. Smise di saltellare e agitare il rametto e aggrottò la fronte. «Sono stanco di tutti questi esercizi! Quando sarò pronto a eseguire veri incantesimi di fronte ai miei sudditi, Fattucchiere?»
BABÀ RABA E IL CEPPO GHIGNANTE (Cap. 4 Harry Potter 8)

    Cercando uno sfogo alla sua paura e alla sua rabbia, il ciarlatano si avvicinò alla finestra di Baba la Lavandaia. Guardò dentro e vide la vecchietta seduta a un tavolo, intenta a pulire una bacchetta. In un angolo dietro di lei, le lenzuola del Re si stavano lavando da sole in un catino di legno.
BABÀ RABA E IL CEPPO GHIGNANTE (Cap. 4 Harry Potter 8)

    «Erigerete un monumento a Baba sopra a questo ceppo, in memoria sempiterna di una povera Lavandaia e della vostra stoltezza!» dichiarò il ceppo.
BABÀ RABA E IL CEPPO GHIGNANTE (Cap. 4 Harry Potter 8)

    Quando i giardini furono deserti, da un buco tra le radici del ceppo uscì un vecchio coniglio robusto e baffuto, che stringeva una bacchetta tra i denti. Baba Raba saltellò fuori dai giardini e andò molto lontano, la statua d'oro della Lavandaia sorse sul ceppo d'albero e da allora in quel regno mai più una strega o un mago furono perseguitati.
BABÀ RABA E IL CEPPO GHIGNANTE (Cap. 4 Harry Potter 8)

    La fiaba di Baba Raba, inoltre, ci offre una delle prime apparizioni letterarie di un Animagus, poiché Baba la Lavandaia possiede la rara abilità magica di trasformarsi in animale a proprio piacimento.
BABÀ RABA E IL CEPPO GHIGNANTE (Cap. 4 Harry Potter 8)

    Che sia esistita una Lavandaia capace di trasformarsi in un coniglio è dubbio; tuttavia, alcuni storici della magia hanno avanzato l'ipotesi che Beda si sia ispirato alla famosa fattucchiera francese Lisette de Lapin, condannata per stregoneria a Parigi nel 1422. Con grande meraviglia dei suoi carcerieri Babbani, che furono accusati di averla aiutata a scappare, Lisette sparì dalla propria cella la notte prima dell'esecuzione. Non è mai stato provato che Lisette fosse un Animagus e che sia riuscita a passare attraverso le sbarre della finestra della cella, ma poco tempo dopo un grosso coniglio bianco fu visto attraversare la Manica a bordo di un calderone sul quale era issata una vela, e in seguito un simile coniglio divenne un fidato consigliere alla corte di Enrico VI.[15]
BABÀ RABA E IL CEPPO GHIGNANTE (Cap. 4 Harry Potter 8)