Palude di Queerditch

    Pagina Catalogata come Scherzi e Giochi Magici - Quidditch


Palude di Queerditch Harry Potter - PotterPedia.it


La conoscenza dei rudimentali esordi del Quidditch si deve agli scritti della strega Gertie Keddle, che visse ai margini della palude di Queerditch nell'undicesimo secolo. Per nostra fortuna, ella tenne un diario oggi conservato al museo del Quidditch di Londra.
Gli estratti sono stati tradotti dall'originale sassone.

« ”Martedì. Caldo torrido. Quelli la dall'altra parte della palude l'hanno fatto ancora.
Hanno giocato a un gioco stupido sui loro manici di scopa. Una grossa palla di cuoio è finita tra i miei cavoli.
Ho stregato quello che è venuto a riprenderla. Mi piacerebbe vederlo volare con le ginocchia al rovescio, quel grosso maiale peloso.”

“Martedì. Umido. Stata nella palude a raccogliere ortiche.
Quegli idioti con la scopa giocavano ancora. Ho guardato un po' nascosta dietro una roccia.
Hanno una palla nuova. Se la tirano e cercano di farla finire negli alberi ai due capi della palude.
Una stupidaggine inutile”

“Martedì. Vento. Gwenog è venuto a bere un tè di ortiche, poi mi ha invitato ad uscire per un giretto.
Siamo finite a guardare quelle teste vuote che giocano sulla palude. C'era quel grosso stregone che abita sulla collina.
Ora hanno due gorsse pietre pesanti che volano in giro e cercano di buttarli giù dalle scope. Purtroppo mentre guardavo non è succcesso.
Gwenog mi ha detto che ha giocato spesso anche a lei. Tornata a casa disgustata.”
(QA)
»


Gli estratti dal diario di Gertie rivelano molto più di quanto la strega potesse immaginare.
Innanzitutto la palla che atterrò nel suo orto di cavoli era di cuoio, come la moderna Pluffa. Secondo la strega gli uomini cercavano “di farla finire negli alberi ai due estremi della palude”, in apparenza un modo primitivo di segnare punti.
Terzo: ci fornisce una vaga idea dei predecessori dei Bolidi.
Non si trovano altre allusioni al lo sport giocato nella Palude di Queerditch fino a un secolo più tardi, quando il mago Goodwin Kneen vi assistette per la prima e, tanto affascinato, lo scrisse al cugino Olaf.

«
“Caro Olaf,
Come stai? Io bene, ma Gunhilda ha un po' di varicella di drago.
La sera di sabato scorso abbiamo giocato una vivace partita a Kwiffitch, anche se la povera Gunhilda non ce l'ha fatta a giocare da Acchiappatore, e abbiamo dovuto usare Radolf il fabbro al suo post.
La squadra di Ilkley ha giocato bene anche se non era alla nostra altezza, perchè noi ci siamo allenati intensamente tutto il mese e abbiamo segnato quarantadue volte.
Radolf si è preso un Blodder in testa perchè il vecchio Ugga non è stato abbastanza rapido con la sua clava.
Le nuove botti per segnare hanno funzionato bene.
Tre da ogni parte, su pali: ce le ha regalate Oona della locanda. Ci ha servito idromele gratis per tutta la serata perchè abbiamo vinto.
Gunhilda si è un po' arrabbiata perchè sono tornato molto tardi. H dovuto schivare un paio di iettature perfide ma ora ho di nuovo tutte le dita al loro posto.
Ti spedisco questa mia col gufo migliore che ho, spero ce la faccia,.

Tuo cugino
Goodwin” »


Notevoli sono i progressi del gioco nel corso di un secolo.
La moglie di Goodwin avrebbe dovuto giocare da Acchiappatore, probabilmente il termine antico per Cacciatore.
Il Blooder che colpì Radulf il fabbro avrebbe dovuto essere intercettato da Ugga, che evidentemente ricopriva il ruolo del Battitore, visto che aveva una clava/mazza.
Le reti non sono più alberi ma botti montate su pali.
Tuttavia manca l'elemento fondamentale: il Boccino d'oro. L'aggiunta di questa palla da gioco non avvenne fino alla metà del tredicesimo secolo.








Info
Stai guardando TID 4210
(EID 131 - REV 3 By Charlotte_Mills)
September 21, 2017

R0 R1 R2 R3

9897 visualizzazioni

Modifica