Tom Riddle - Le origini del male By Caleel

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La dinastia dei Gaunt
L'infanzia nell'orfanatrofio
L'arrivo a Hogwarts e l'anello di Orvolson
Gli Horcrux
La caduta
La linea temporale degli Horcrux

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Se c'è un personaggio la cui lunga storia merita una attenta analisi, questo è sicuramente è Tom Riddle.
Per comprendere al meglio la singolare condizione che ha portato alla nascita di Tom Riddle, dobbiamo fare un passo indietro, e risalire alla madre Merope Gaunt e alla sua famiglia. Per agevolare ulteriormente la narrazione, seguiremo passo per passo il percorso che Harry Potter fece nel pensatoio durante il Principe Mezzosangue e cominceremo dunque da Bob Ogden e dalla Dinastia dei Gaunt.


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La dinastia dei Gaunt link



Il primo ricordo degli avi di Voldemort Harry lo scopre attraverso gli occhi di Bob Ogden, un impiegato dell'Ufficio Applicazione della Legge sulla Magia.
Ci troviamo nei pressi di Little Hangleton, il villaggio dove si trovava la mansione dei Riddle nella quale Voldemort alloggiava all'inizio del Calice di Fuoco.
Ogden raggiunge l'abitazione dei Gaunt, una catapecchia in malora, con i muri ricoperti di muschio e il tetto distrutto dalle intemperie.
Qui facciamo la conoscenza degli ultimi discendenti della famiglia Gaunt: Orvoloson è un vecchio tarchiato, dal carattere arrogante e violento, il figlio Orfin non è molto diverso, più giovane e alto, ma propenso alla violenza e al maltrattamento per il puro divertimento. E infine, c'è Merope.
La figlia di Orvoloson, fin dal primo incontro, ci viene presentata come un personaggio tristemente squallido. E' tenuta praticamente in cattività, obbligata a restare in quella catapecchia insieme al fratello e al padre abusivo. Nonostante sia una strega, le sue capacità magiche sono terribilmente limitate, tanto che Orvoloson la chiama ‘maganò'.
Ogden si trova li per conto del ministero per convocare Orfin ad un'udienza, in seguito ad un suo attacco ad un babbano.
Qui Orvoloson monta su tutte le furie, perché ritiene non ci sia nulla di sbagliato nell'assalire un babbano, in quanto essi non sono altro che feccia.
E qui emerge anche la caparbietà del vecchio riguardo la purezza del sangue. Orvoloson sventola davanti al naso dell'impiegato un grande anello, recante il blasone dei Paverell. Non è altro che l'anello contenente la pietra della resurrezione, e che successivamente Voldemort trasformerà in un Horcrux. Ma non è l'unico. In un impeto di rabbia, Orvoloson si scaglia contro la figlia Merope, trascinandola per la catenella che porta al collo, mostra un medaglione dorato che apparteneva allo stesso Salazar Serpeverde, e che poi diventerà un altro Horcrux.
A questo punto, l'attenzione di tutti viene distolta da un rumore di zoccoli e da alcune voci fuori dalla casa.
Si tratta di Tom Riddle, un giovane e affascinante babbano che abita in paese e che era solito passare a dorso di cavallo davanti alla casa dei Gaunt.
Qui Orfin rivela l'amore segreto che Merope provava per il giovane Riddle, e si scopre che il babbano assalito da Orfin era proprio lui. Ma per Orvoloson, ciò si rivela troppo. Lui, un Purosangue ossessionato dalle proprie discendenze e dalla purezza della sua linea genealogica, non poteva sopportare l'idea che la figlia sbavasse dietro ad un sudicio babbano con le vene sporche.
Si scaglia sulla figlia, cercando di strangolarla, quando Ogden interviene mandando all'aria il vecchio. L'uomo riesce a scappare e si smaterializza al Ministero, tornando pochi minuti dopo con i rinforzi. Orvoloson e suo padre cercarono di dare battaglia, ma vengono sopraffatti entrambi, portati via, e condannati dal Wizengamot. Orfin viene condannato a 3 anni ad Azkaban, Orvoloson a 6 mesi.
Merope, ritrovandosi libera per la prima volta nella sua vita, può finalmente inseguire i suoi sogni. Senza l'abuso ossessivo del padre e del fratello, le sue abilità magiche sembrano ritornare.
Merope riesce a somministrare un filtro d'amore a Tom Riddle, ed insieme i due scappano, creando non poco scompiglio nel piccolo villaggio di Little Hangleton.
I due si sposano, e Merope rimane incinta. Dopo circa un anno, la strega decide di smettere di somministrargli il filtro d'amore. E' convinta che dopo tutto questo tempo passato insieme, e l'attesa di un bambino, abbiano scaturito in Tom Riddle un amore sincero per lei. Ma si sbaglia. Una volta libero, Riddle l'abbandona e se ne torna alla dimora di famiglia a Little Hangleton, lasciando Merope da sola a Londra, senza il becco di un quattrino, e prossima al parto.
Certo, Merope rimaneva pur sempre una strega, ma sembra che fosse terribilmente instabile agli sbalzi emotivi. Quando il marito l'abbandonò, il dolore per l'amore perduto sembrò privarla dei suoi poteri. Per non morire di fame, Merope vendette l'unica cosa di valore che possedeva: il medaglione di Serpeverde, accettando una modestissima somma di denaro, appena 10 galeoni.
La notte del 31 dicembre 1926 Merope arrivò barcollando sulle scale di un orfanatrofio. Fu accolta dentro, e un'ora dopo nacque il suo bambino, un maschio. Dopo un'altra ora, morì.
Il suo ultimo desiderio fu che il figlio assomigliasse al padre, e chiese che venisse chiamato Tom, come tale, e Orvoloson, come il nonno, e che il cognome, fosse Riddle.

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L'infanzia nell'orfanatrofio link



L'ultimo desiderio di Merope sembrò avverarsi: il piccolo Tom crebbe ad essere la copia esatta del suo padre babbano. Ma ereditò un tratto anche dalla famiglia della madre, ovvero la violenza e la malvagità.
Costretto a crescere in un orfanatrofio, abbandonato e dimenticato da tutti, Tom comincia ad imporsi sugli altri fin dalla più tenera età.
E' cattivo con i suoi compagni, non si fa scrupoli nel maltrattarli o derubarli, pur di impossesarsi di quello che vuole, nè nel far capitare loro incidenti spiacevoli.
Tom ovviamente non sa di essere un mago, ma ciononostante riesce a sfruttare i suoi poteri magici per ferire gli altri.
Il percorso di Harry attraverso i ricordi lo fa arrivare proprio sulla porta dell'orfanatrofio in questione, questa volta attraverso gli occhi di un giovane Albus Silente, arrivato a Londra per reclutare Tom nella scuola di magia e stregoneria di Hogwarts.

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Per prima cosa, Silente si sofferma a parlare con la signora Cole, la responsabile dell'orfanatrofio, informandola del suo interesse verso il futuro di Tom, e chiedendole delle informazioni a riguardo.
La donna gli racconta di come sua madre sia morta poche ore dopo il parto, di come Tom sia rimasto orfano, e del suo comportamento che arriva a spaventare gli altri bambini.
Non nega il fatto che sia però molto difficile soprenderlo. Tom non si fa mai beccare, ma se a qualche bambino capita di litigare con lui, il giorno dopo gli capita qualcosa di brutto.
La signora Cole racconta anche un episodio particolarmente interessante accaduta durante la gita estiva.
I bambini vengono portati, una volta all'anno, in campagna o al mare, e durante una di queste uscite, Tom e due altri bambini si sono avventurati in una caverna per esplorare. Quei due bambini non sono più stati gli stessi dopo quella escursione, per quanto Tom avesse giurato che nulla fosse successo la dentro.
La seguente è solamente una mia personale teoria, ma mi piace pensare che quella caverna fosse proprio la stessa dove Voldemort avrebbe poi nascosto il medaglione di serpeverde...
Nonostante tutti questi racconti spiacevoli sul conto del giovane Tom Riddle, Silente è comunque interessato a parlargli.
Viene condotto nella sua piccola stanza, e rimasti soli, Silente gli spiega di come lui sia un professore interessato a iscriverlo alla sua scuola.
Tom è però molto ostile e riservato. Pensa che Silente sia un dottore mandato dalla signora Cole, e che Hogwarts non sia altro che un manicomio dove essere ricoverati.
Ma Silente, pazientemente, gli spiega che Hogwarts non è un manicomio, ma una scuola di magia.
La reazione di Tom è molto singolare.
Rimane fermo per un secondo, assimilando la nuova notizia, ma si dimostra subito molto fiducioso, ora che finalmente ha capito cosa siano i suoi poteri.
A differenza di Harry, Tom crede subito al fatto che sia un mago, dicendo che aveva sempre saputo di essere speciale, di essere migliore degli altri.
Ma non si fida di Silente, e vuole che anche lui gli dimostri la sua natura magica.
Per tutta risposta, questi agita la sua bacchetta incendiando l'armadio di Tom.
Il bambino guarda subito con avidità la bacchetta di Silente, capendo all'istante che si tratta di un oggetto che gli avrebbe permesso di esercitare al meglio i suoi poteri, e chiede subito dove può procurarsene una.
Per tutta risposta, Silente gli fa notare che qualcosa sta cercando di uscire dal suo armadio, e aprendolo, Tom rivela una miriade di oggetti rubati agli altri bambini, come un yo-yo, un ditale d'argento e un'armonica a bocca tutta arrugginita.
Silente spiega a Tom che il furto non è tollerato ad Hogwarts, e che a scuola gli verrà insegnato non solo a usare la magia, ma anche a controllarla. Gli consegna poi un borsellino pieno di galeoni spiegandogli che dovrà recarsi a Diagon Alley per provvedere all'aquisto del materiale scolastico.
Si offre di accompagnarlo, ma Tom rifiuta all'istante dicendo che non ha bisogno del suo aiuto.
Fin da subito, si dimostra totalmente autonomo, incline all'isolamento e privo di amici. Non vuole aiuto o compagnia per andare a Diagon Alley, preferisce agire da solo, esattamente con farà poi il Voldemort adulto.
Silente gli spiega come arrivare al Paiolo Magico, e di chiedere di Tom il barista una volta li.
Anche qui Tom ha una reazione strana, non gli piace il fatto che qualcun'altro condivida il suo stesso nome. In quel momento, dimostra il suo disprezzo per qualunque cosa lo leghi ad altre persone, qualunque cosa lo renda ordinario, motivo per cui poco anni dopo si sbarazzerà del suo nome e creerà la maschera di Lord Voldemort.
Infine, quando Silente si appresta ad andarsene, Tom gli rivela un ultimo dettaglio: è capace di parlare con i serpenti.
Questa singolare abilità da rettilofono colpì Silente, ma non lo fece preoccupare più di tanto ai tempi.
Come spiega anche ad Harry, i suoi poteri erano sorprendentemente sviluppati per un mago così giovane, e aveva già scoperto di poterli in qualche modo controllare e cominciato a usarli con consapevolezza contro gli altri, per punire, spaventare, e ferire.
E soprattutto, il giovane Tom Riddle amava collezionare trofei, aspetto che si rivelerà fondamentale con il procedere degli anni.

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L'arrivo a Hogwarts e l'anello di Orvolson link



Arrivò l'inizio dell'anno scolastico e con esso arrivò Tom Riddle, un ragazzo tranquillo, con un'uniforme di seconda mano, che si mise in fila con gli altri del primo anno per essere Smistato. Fu assegnato alla Casa di Serpverde nello stesso instante in cui il Cappelo Parlante sfiorò la sua testa. Non si sa quanto tempo dopo Riddle apprese che il celebre fondatore della Casa sapeva parlare con i serpenti, forse quella sera stessa. La scoperta può soltanto averlo esaltato e aver accresciuto il suo senso di importanza.
Tuttavia, se spaventò o cercò di affascinare i compagni Serpeverde con esipizioni di serpentese in sala comune, no ne giunse voce al corpo insegnanti. Riddle non diede alcun segnale di arroganza o aggressività. Essendo un orfano di insolito talento e di bell'aspetto, fin dal suo arrivo attirò l'attenzione e la comprensione dei professori.
Sembrava Educato, tranquillo, e avido di sapere. Quasi tutti furono assai favorevolmente colpiti da lui, solo Silente non cedette ai suoi incanti e mantenne sempre un certo occhio di riguardo nei suoi confronti.
Col passare del tempo, Tom raccolse attorno a sè un gruppo di amici zelanti; definibili così perché, come già detto, Riddle non provava alcun affetto per loro.
Questo gruppo esercitava una sorta di fascino oscuro all'interno del castello. Erano una compagnia eterogenea: un misto di deboli in circa di protezione, ambiziosi in cerca di gloria condivisa, e di bruti che gravitavano attorno a un capo in grado di mostrare loro forme più sofisticate di crudeltà.
In altre parole, erano i precursori dei mangiamorte, e difatti alcuni di loro divennero i primi mangiamorte, dopo aver laschiato Hogwarts.
Strettamente controllati da Riddle, non furono mai sopresi a compiere aperte malefatte, anche se i loro sette anni a Hogwarts furono segnati da una serie di incidenti ai quali non furono mai collegati con piena soddisfazione. Il più grave di questi fu l'apertura della Camera dei Segreti, che culminò con la morte di Mirtilla Malcontenta.

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Per Silente, risultò molto difficile trovare molti ricordi di Riddle a Hogwarts.
Pochi di coloro che lo conobbero erano ancora disposti a parlare di lui, erano troppo spaventati.
Dopo lunghe e penose ricerche, arrivò ad una serie di conclusioni.
Scoprì prima di tutto che Riddle era ossessioanto dalla sua stirpe.
Questo era comprensibile, naturalmente: era cresciuto in un orfanatrofio ed era ovvio che desiderasse sapere come c'era arrivato. Pare che abbia cercato invato tracce di Tom Riddle Senior sugli scudi nella sala dei trofei, tra le liste dei prefetti nei vecchi documenti scolastici, perfino sui libri di storia della magia. Infine fu costretto ad accettare il fatto che il padre non aveva mai messo piede a Hogwarts. Fu allora molto probabilmente che abbandonò il suo nome per sempre, assunse l'identità di Lord Voldemort e cominciò le indagini sulla famiglia della madre che fino ad allora aveva disprezzato, la donna che era convinto che non potesse essere una strega, poiché aveva ceduto alla vergognosa debolezza umana della morte.
Aveva solo un nome su cui basarsi, Orvolosn, e dal personale dell'orfanatrofio aveva saputo che era il nome del padre di sua madre. Infine, dopo faticose ricerce in vecchi libri sulle famiglie magiche, scoprì l'esistenza del ramo sopravissuto dei Serpeverde. Nell'estate del suo sedicesimo anno, lasciò l'orfanatrofio e partì alla ricerca dei parenti Gaunt.
Quello che è successo succesivamente, lo sappiamo da uno dei ricordi che vide
Harry e Silente ritornare nella catapecchia dei Gaunt.
Il soffito era coperto di ragnatele, il pavimento foderato di terriccio; cibo muffito e marcrescente era disposto sul tavolo in un caos di pentole incrostate.
La sola luce venica da un'unica tremolante candela ai piedi di un uomo con capelli e barba così lunghi che non si distinguevano nè gli occhi nè la bocca.
Era afflosciato in una poltrona vicino al fuoco, e sembrava morto.
Ma poi qualcuno bussò forte alla porta e l'uomo si svegliò in un sussulto, alzando uan bacchetta nella destra e un corto pugnale nella sinistra.
La porta si aprì cigolando. Sulla soglia, con in mano una lanterna vecchio stile, c'era un bel ragazzo alto, pallido, dai capelli scuri che Harry riconobbe subito: Voldemort adolescente.
Il suo sguardo si spostò adagio per il tugurio e poi si posò sull'uomo in poltrona. Per qualche istante si guardarono, poi l'uomo si alzò barcollando, facendo sbatacchiare e tintittinare le numerose bottiglie vuote ai suoi piedi.
L'uomo fece per scagliarsi con Riddle, ma questi gli intimò di fermarsi in serpentese.
Di colpo, l'uomo si fermò, colpito dal fatto che lui parlasse la lingua dei serpenti.
Riddle chiese all'uomo dove fosse Orvoloson, e questo gli spiego che era morto da anni, e che lui era Orfin, suo figlio.
Si allontanò i capelli dal volto sporco per vedere meglio Riddle. Alla mano destra portava l'anello con la pietra nera appartenuto a Orvoloson.
Orfin disse di averlo scambiato per quel babbano, dato che era uguale a lui, il babbano che piaceva a sua sorella e che viveva nella casa grande sul colle.
Aggiunse poi che era tornato, dopo aver lasciato Merope, e sputando per terra disse che Merope li aveva derubati del medaglione di serpeverde.
A questo punto Voldemort si fece avanti, e in quel momento calò un'oscurità innaturale, che spense la lampada di Voldemort e la candela di Orfin, che spense tutto...
Il giorno dopo, Orfin si sarebbe svegliato disteso a terra, solo, e con l'anello di orvoloson che era sparito dal suo dito.
Intanto, nel villaggio di Little Hangleton una servetta correva lungo la strada principale, urlando che c'erano tre cadaveri nel salotto della grande casa: Tom Riddle Senior, sua madre e suo padre.
Le aututorià babbane erano perplesse. Probabilmente tutt'oggi ignorano come siano morti i Riddle, perché la maledizione Avada Kedavra non lascia tracce.
Il Ministero, d'altra parte, capì subito che si trattava di un assassinio magico. Sapevano anche che un nemico dichiarato dei Babbani viveva dall'altra parte della valle, ed era già stato incarcerato una volta per aver aggredito una delle persone assassinate.
Così il Ministero fece visita a orfin. Non ebbero bisogno di interrogarlo, di veritaserum o di legilimanzia. Ammise subito il delitto, rivelando particolari che solo l'assassino poteva conoscere. Era fiero, disse, di aver ucciso i Babbani, aveva aspettato per tutti quegli anni l'occasione giusta. Consengò la bacchetta, che subito fu riconosciuta come l'arma del delitto. E si lasciò portare ad Azkaban senza lottare.
Lo turbava solo il fatto che l'anello di suo padre fosse sparito. ‘Mi ucciderà per averlo perso' ripeteva continuamente. ‘Mi ucciderà perché gli ho perso l'annello'.
E a quanto pare furono le ultime parole che pronunciò.
Visse ciò che gli restava da vivere ad Azkaban, lamentando la perdita dell'ultimo cimelio di Orvoloson, e fu sepolto accanto alla prigione insieme alle altre povere anime che erano spirate dentro quelle mura.
Da quel che sembra, Voldemort gettò uno stupeficium sullo zio, gli prese la bacchetta e attraverò la valle diretto alla ‘casa grande sul colle'. La uccise l'uomo babbano che aveva abbandonato sua madre strega e, per buona misura, i nonni babbani, cancellando così gli ultimi indegni Riddle e vendicandosi del padre che non l'aveva mai voluto. Poi tornò nella catapecchia dei Gaunt, eseguì la complicata magia per innestare un falso ricordo nella mente delle zio, posò la bacchetta di Orfin accanto al proprietario privo di sensi, intascò l'anello e se ne andò.

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Gli Horcrux link



Dopo il ricordo appartenuto a Orfin, Silente mostra ad Harry quello da lui ritenuto il ricordo più importante che abbia mai raccolto, ovvero il ricordo distorto di Lumacorno. Per aggevolare il racconto, prenderemo direttamente in considerazione il ricordo completo.
Si ritrovarono davanti ad un Horace Lumacorno molto più giovane, con folti, lucenti capelli giallastri e baffi di un biondo zenzero.
Si trovavano nel suo ufficio, e sei o sette ragazzi nel cuore dell'adolescenza lo circondavano, seduti su poltrone più dure e basse della sua.
Riddle spiccava subito tra gli altri. Era il pià bello e il più disinvolto di tutti. Sulla mano destra portava l'anello nero e oro di Orvoloson: aveva già ucciso suo padre.
Rimasto da solo con Lumacorno, Tom gli chiese cosa sapesse degli Horcrux, e questi, un po' riluttante, gli spiegò come funzionassero.
La curiosità di Tom però si spinse ben oltre.
Riteneva che un solo Horcrux non fosse abbastanza sicuro, e chiese a Lumacorno se 7 per esempio non fosse il numero magico perfetto.
Ovviamente Lumacorno ne fu shockato, ma questa semplice affermazione servì a confermare i sospetti di Silente.
Voldemort aveva deciso di spezzare la sua anima in 7 pezzi, creando così 6 Horcrux.
Tom Riddle raggiunse il settimo anno di istruzione, ovviamente con il massimo dei voti in tutti gli esami. Attorno a lui, i compagni sceglievano il mestiere da intraprendere una volta lasciata hogwarts. Quasi tutti si aspettavo cose spettacolari da Tom Riddle, prefetto, Caposcuola, vincitore del premio speciale per i servigi resi alla scuola. Parecchi insegnanti, tra cui il professor Lumacorono, gli suggerirono di andare a lavorare al ministero della magia, si offrirono di procurargli dei colloqui, gli fornirono contatti utili.
Ma lui rifiutò tutte le offerte.
E dopo un po' di tempo, gli insegnanti vennero a sapere che voldemort lavorava da Magie sinister.
Ma quella non fu la sua prima scelta. Allora non lo sapeva quasi nessuno, ma Voldemort per prima cosa avvicinò il professor Dippet e chiese se poteva restare a Hogwarts come insegnante.
Le ragioni che lo spinsero a una tale richiesta si possono solo supporre.
Prima di tutto, Voldemort era più affezzionato a questa scuola di quanto lo sia mai stato a una persona. Hogwarts era il luogo in cui era stato più felice, il primo e l'unico in cui si era sentito a casa.
Secondo, il castello è una roccaforte di antica magia. Senza dubbio Voldemort ne aveva scoperto molti segreti, certamente più di gran parte degli studenti che vi transitano, ma forse sentiva che c'erano altri misteri da svelare, riserve di magia a cui attingere.
E terzo, da insegnante avrebbe avuto un enorme potere e un grandissimo ascendente sui giovani maghi e streghe.
Sicuramente Voldemort non pensava di passare il resto della sua vita a Hogwarts, ma probabilmente la vedeva come un utile terreno di reclutamento, e un luogo nel quale poter cominciare a construirsi un esercito.
Ma non ottenne il posto, il professor Dippet gli disse che diciott'anni erano troppo pochi, ma lo invitò a riproporsi dopo qualche anno, se avesse ancora desiderato insegnare.
Così Voldemort andò da Magie Sinister, e tutti gli insegnanti che l'ammiravano dissero che era sprecato, un giovane mago così talentuoso finire a fare il commesso in un negozio.
Ma voldemort era molto più di un commesso.

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Educato, di bell'aspetto e capace, ben presto si vide affidare compiti particolari, di un genere possibile solo in un posto come magie sinister, specializzato in oggetti insoliti e potenti. Voldemort veniva inviato a convincere le persone a vendere i propri tesori, e pare che fosse straordinariamente abile.
Il seguente ricordo riguarda proprio uno di questi compiti, e appartiene a Hokey, l'elfa domestica di una strega molto vecchia e molto ricca chiamata Hepzibah Smith.
Harry e Silente si ritrovano in un salotto, davanti ad una vecchia signorna immensamente grassa con una sontuosa parrucca rossiccia e drappeggiata in un completo rosa acceso.
Si stava guardandando in uno specchietto tempestato di pietre preziose e si dava il fard con un grosso pennello sulle guance già molto rosse, mentre una minuscola e antica elfa domestica lee allacciava strette pantolofole di satin ai piedi carnosi.
Un campanello tintinnò all'improvviso, e sia la padrona che l'elfa domestica sussultarono.
Quest'ultima tornò di li a poco, seguita da un alto giovane. Voldemort era vestito semplicemente, con un completo nero; i capelli erano un po' più lunghi di come li portava a scuola e aveva le guance incavate, ma tutto questo gli donava: era più attraente che mai.
Si fece strada nella stanza sovraffollata danto prova di esserci già stato più volte, e fece un profondo inchino davanti alla manina grassi di Hepzibah, sfiorandola con le labbra, e tirando fuori dal nulla un mazzo di rose.
I due iniziarono a conversare, e Tom rivelò di essere venuto in visita poiché il signor Burke, titolare del negozio, voleva aumentare l'offerta per l'armatura dei folletti.
Ma per tutta risposta, Hepzibah volle mostrargli un cimelio che non aveva mai rivelato a Burke, facendogli promettere che non gliene avrebbe mai parlato.
Tom acconsentì, e Hokey arrivò recando sulla testa due scatole di pelle.
La prima scatola conteneva una piccola coppa d'oro con due manici finemente lavorati.
Voldemort teste una mano dalle lunghe dita e prese la coppa per un manico, sollevandola dalla morbida imbottitura di seta. Una scintilla rossa parve balenare nei suoi occhi scuri.
La sua espressione avida si rispecchiò curiosamentte sul volto di Hepzibah, solo che gli occhietti di lei erano fissi sui bei tratti di Voldemort.
Osservando meglio l'incisione sulla coppa, notò che vi ci era inciso un tasso, e Hepzibah gli confermò che era appartenuta a Tosca Tassorosso.
Lei infatti altro non era che l'ultima discendente, e quella coppa veniva tramandata nella famiglia da generazioni.
Sfilò la coppa dall'indice di Voldemort e la depose con dolcezza nella scatola, troppo concentrata a sistemarla per accorgersi dell'ombra che attraverò il volto di Voldemort quando l'oggetto gli venne sottratto.
L'elfa prese la scatola, e Hepzibah rivolse la sua attenzione a quella molto più piatta che teneva ancora in grembo.
Fece scivolare indietro il fine fermaglio di filigrana e aprì la scatola. Li, sul liscio velluto cremisi, era adagiato un pesante medaglione d'oro.
Questa volta voldemorte tese la mano senza aspettare un invito, e alzò il medaglione verso la luce, fissandolo, e notando il marchio di serpeverde.
Questa volte non c'era da sbagliarsi: gli occhi di voldemort lampeggiarono di rosso, e le sue nocche sbiancarono attorno alla catena d'oro.
Hepzibah si protese per riprenderlo, ma voldemort lasciò che semplicemente gli scivolasse via dalle dita, e Hokey prese entrambe le scatole per riporle al sicuro.
Hepzibah Smith morì due giorno dopo questa scenetta.
Hokey l'elfa domestica fu accusata dal ministero di aver avvelenato per errore la cioccolata serale della padrona.
Senza dubbio, vi sono molti punti in comune tra questa morte e quella dei Riddle.
In entrambi i casi qualcun altro venne accusato, e questo qualcuno aveva un chiaro ricordo di aver provocato la morte.
Hokey ricrodava di aver messo nella cioccolata della padrona qualcosa che si rivelò non essere zucchero, ma un veleno letale e poco noto. Fu stabilito che non l'aveva fatto con intenzione, ma essendo vecchia e confusa.
Senz'ombra di dubbio, Voldemort aveva modificato la sua memoria così' come aveva fatto con Orfin. E proprio come con Orfin, il Ministero era prevenuto nei contronti di Hokey perché era un'elfa dometica.
Era vecchia, ammise di aver avvelenato la bevanda e nessuno al ministero si prese la briga di indagare più a fondo.
La sua memoria però provava che Voldemort sapesse dell'esistenza della coppa e del medaglione.
Quando Hokey fu condannata, la famiglia di hepzibah si era già resa conto che mancavano due dei suoi più preziosi tesori.
C'era voluto un po' di tempo per accertarlo, perché lei aveva un sacco di nascondigli, avendo sempre custodito gelosamente la sua collezione. Ma prima che fossero assolutamente certi che la coppa e il medaglio erano entrambi svaniti, il commesso di Magie Sinister, il giovane che così spesso aveva fatto visita a hepzibah e l'aveva affascinata tanto, aveva dato le dimissioni ed era sparito nel nulla.
I suoi superiori non avevano idea di dove fosse andato; erano sopresi quanto chiunque altro. E per lungo tempo non si vide nè si sentì più parlare di Tom Riddle.
Voldemort aveva commesso un altro omicidio, probabilmente il primo dopo l'assassinio dei riddle. Questa volte non uccise per vendetta, ma per profitto.
Voleva i due favolosi trofei che quella povera vecchia infatutata gli aveva mostrato.
Entrambi gli oggetti erano appartenuti a due fondatori di Hogwarts, e come ben sappiamo, gli oggetti scelti da Voldemort per diventare degli Horcrux furono sempre oggetti simbolici e pieni di significato.
Infine, l'ultimo ricordo che Silente mostra ad Harry riguarda una sua personale esperienza con Voldemort.
Dieci anni separano la memoria di Hokey da questa, dieci anni durante i quali si può solo immaginare che cosa fece Lord Voldemort.
Harry si ritrova nell'uficio di silente, con un albus molto simile a quello contemporaneo, anche se il suo volto era forse un po' meno segnato dalle rughe.
Fuori, nevicava. Fiocchi azzurini scendevano oltre la finestra nel buio e si accumulavano sul davanzale di fuori.
Il Silente più giovane sembrava in attesa di qualcosa, e infatti pochi instanti dopo si sentì bussare alla porta, e Voldemort entrò nella stanza.
I suoi tratti non erano quelli che Harry aveva visto affiorare dal vasto calderone di pietra al suo quarto anno; non erano così serpenteschi, gli occhi non erano ancora rossi, il volto non così simile a una maschera, ma non era più il bel tom riddle.
Silente lo saluta in maniera cordiale e gli offre da bere, per poi chiedergli a cosa deve il piacere della visita.
Voldemort rispose che era tornato per chiedere di nuovo quello che una volta era troppo giovane per ottenere, ovvero un posto da insegnante ad Hogwarts.
Ma Silente è titubante, e critica a Voldemort le sue azioni degli ultimi anni, nonchè la schiera di seguitori che si è creato negli anni. Si rifiuta di concedergli la cattedra di difesa contro le altri oscure, e aggiunge che sa bene che quello non è il vero motivo per cui Voldemort è tornato a Hogwarts.
Fatto curioso, da quanto Silente rifiutò quel posto a Tom Riddle, non riuscì mai a trattenere un insegnante di Difesa Contro le arti oscure per più di un anno, era come se Voldemort avesse maledetto quella cattedra.
Infatti a Voldemort non interessava più insegnare. La vera ragione per cui aveva sperato di potersi intrufolare a hogwarts era per poter cercare altri cimeli, possibilmente di Grifondoro e Corvonero, da trasformare in Horcrux.
Quattro oggeti dei quattro fondatori avrebbero esercitato sull'immaginazione di Voldemort un'attrattiva irressistibile.

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La caduta link



Giunto ormai ad altissimi livelli nella conoscenza delle Arti Oscure e dopo essere riuscito ad assicurare a quello che resta della sua anima l'immortalità rispetto al proprio corpo grazie agli Horcrux, Voldemort si rivela al mondo magico e inizia il suo regno di terrore con l'aiuto dei fedeli Mangiamorte e di creature oscure di cui si serve per diffondere morte e disperazione. Molte famiglie purosangue si fanno influenzare dalle idee di Voldemort e aderiscono ai suoi propositi totalitari, ma più tardi alcune di queste si tireranno indietro: ad esempio la famiglia Black, pur convinta della superiorità dei purosangue sugli altri maghi, non sosterrà ufficialmente Voldemort anche se alcuni suoi membri, come Regulus e Bellatrix, diverranno poi Mangiamorte.
Per combattere Voldemort e i suoi seguaci viene istituita (in parallelo ma in segreto rispetto all'attività degli Auror del Ministero della Magia) un'organizzazione detta Ordine della Fenice, fondata da Silente e composta da abili maghi e streghe (per la maggior parte Auror) diretti da quest'ultimo. Molti di questi vengono uccisi durante la prima guerra contro Voldemort. Il Ministero vede in prima linea nella lotta al Male il capo del Dipartimento per l'Applicazione della Legge Magica, Bartemius Crouch, che tra le iniziative adottate per stroncare le attività di Voldemort conferisce agli Auror il potere di usare le Maledizioni senza perdono contro i Mangiamorte senza dover scontare la pena prevista per un atto del genere, ovvero la reclusione a vita ad Azkaban.
All'apice del suo potere, viene improvvisamente fatta una profezia da una presunta veggente, Sibilla Cooman,
Essa afferma che alla fine del mese di luglio sarebbe nato, dai maghi che per tre volte avevano sfidato l'Oscuro Signore, un bambino che sarebbe stato in grado di vincere Voldemort perché quest'ultimo l'avrebbe indicato come suo eguale, ignorando tuttavia un potere posseduto dal bambino e a lui sconosciuto: "Nessuno dei due può vivere se l'altro sopravvive"

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La profezia viene pronunciata davanti ad Albus Silente nel pub Testa di Porco nel villaggio di Hogsmeade, ma è ascoltata solo nella sua prima parte anche da Severus Piton (allora un Mangiamorte fedele a Voldemort). È proprio Piton a rivelare al suo Signore l'esistenza di questa profezia e, benché fossero due i possibili soggetti (Neville Paciock, nato il 30 luglio dai coniugi Paciock, e Harry Potter, nato il 31 luglio), Voldemort era certo che fosse Potter e non Paciock ad essere il bambino della profezia, in quanto Harry era mezzosangue proprio come lui, mentre Neville era purosangue. Per tale motivo inizia una caccia ossessiva ai Potter.[14]
Voldemort si reca così di persona nella loro residenza, nel villaggio di Godric's Hollow, con l'intento di sterminare i Potter creando il sesto e ultimo Horcrux, al termine del quale la sua anima sarebbe stata divisa in sette parti e lui sarebbe diventato immortale. Dopo aver ucciso a sangue freddo un disarmato James, offre a Lily la possibilità di salvarsi se avesse rinunciato a difendere il bambino. Ella, però, rifiutandosi di fuggire, si frappone fra la maledizione ed Harry, fornendo al figlio, con il suo sacrificio d'amore, una protezione che neanche Voldemort avrebbe potuto scalfire. Così l'incantesimo si ritorce contro il suo creatore lasciando il bambino incolume. Da questo momento, secondo la profezia, Harry diventa a tutti gli effetti il prescelto che può sconfiggere Voldemort, in quanto designato, nell'atto di aggredirlo, eguale dallo stesso Signore Oscuro.
Dopo questo fatto il regno di terrore di Lord Voldemort cade. Negli anni successivi i Mangiamorte vengono quasi tutti assicurati alla giustizia e rinchiusi ad Azkaban. Tuttavia Bellatrix Lestrange, Barty Crouch Jr., Rodolphus Lestrange e Rabastan Lestrange, i Mangiamorte più fedeli, prima di essere imprigionati cercano di capire che fine abbia fatto il loro padrone, e tentano così di estorcere informazioni dai coniugi Frank e Alice Paciock, i quali vengono condotti alla follia dopo essere stati spietatamente torturati con la Maledizione Cruciatus.
Per tredici anni Voldemort vaga sulla Terra sotto forma di un'anima moribonda, meno che fantasma, con indosso un lungo mantello ed un grande cappuccio. Il potere degli Horcrux lo tiene comunque aggrappato alla vita, ma lui è costretto ad un lungo vagabondaggio per le foreste dell'Albania.

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La linea temporale degli Horcrux link



Fino a questo punto della sua storia, possiamo solo speculare sul percorso cronologico dei suoi Horcrux, in quanto non venne mai chiarita con precisione la tempestica con cui Voldemort li creò.
Sappiamo però che fosse sua abitudine attribuire morti importanti alla loro creazione, quindi si potrebbe provare a ricreare una linea temporale degli Horcrux.
Il primo Horcrux creato è stato il Diario di Tom Riddle, in seguito alla morte di Mirtilla Malcontenta nel 1943, dove il voldemort emerso dal Diario aveva 16 anni.
Probabilmente Voldemort aveva aspettato la conversazione con Lumacorno prima di creare il primo Horcrux, quindi questo deve essere accaduto in un punto tra settembre e dicembre del 1943.
Essendo che nell'estate del 43 aveva anche ucciso la famiglia dei Riddle, e si era impossessato dell'anello di orvoloson, questo deve essere diventato il suo secondo Horcrux, sempre nello stesso periodo.
Il terzo Horcrux è stato la coppa di Tosca Tassorosso, in seguito alla morte di Hezpibah Smith attorno al 1945-1946, quando voldemort aveva circa 20 anni.
Sul quarto Horcrux, il medaglione di serveperde, non si sa molto. Sembra sia stato creato in seguito all'assassinio di un vagabondo bannano, nello stesso periodo della coppa di Tassorosso.
Ora, apriamo una piccola parentesi riguardante il quinto Horcrux, ovvero il diadema di corvonero.
La storia di questo Horcrux è forse quella che meglio sappiamo, dato che è risaputo che Voldemort conoscesse la posizione del diadema già quando era a Hogwarts.
Nel 1956, a 30 anni, in seguito all'assassinio di un contadino albanese, lo transformò in un Horcrux.
Sembrerebbe che nella notte in cui Voldemort era tornato per chiedere la cattedra di difesa contro le arti oscure a Silente, avesse anche deciso di nascondere il diadema nella stanza delle necessità.
Per quel che riguarda il sesto Horcrux, Voldemort intendeva sicuramente usare la morte di Harry per creare l'ultimo.
La morte del prescelto annunciato dalla profezia sarebbe stata perfetta come simbologia.
Non si sa bene quale oggetto intendesse usare, ma in ogni caso, il suo piano fallì, poiché la maledizione rimbalzò distruggendolo, e rendendo Harry, incosapevolmente, il sesto Horcrux. Era il 1981, e voldemort aveva 55 anni.
Un dibatitto curioso assume la figura del professor Raptor.
Sembrerebbe infatti che questi possa essere considerato come una sottospecie di Horcrux temporaneo, in quanto l'anima di Voldemort aveva abitato il suo corpo usandolo come un contenitore, e soggiogandolo così alla sua volontà. Ma dato che non si tratta di un Horcrux ufficiale, lo escluderò dalla lista.

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Infine, l'ultimo e settimo Horcrux, che però Voldemort credeva fosse il sesto, è stata Nagini.
Bertha Jorkins era un'impiegata del ministero della magia che si trovava in Albania, dove Voldemort e Codaliscia si nascondevano in quel periodo. Capitata per caso nelle grinfie di Codaliscia, Voldemort la uccise e la usò per trasformare Nagini in un Horcrux. Era il 1994, e voldemort aveva 68 anni.
Nello stesso anno sarebbe rinato, tornando così al potere e reinstaurando in breve tempo un nuovo regno di terrore.









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(EID 46 - REV 0 By Stefano_Draems)
September 30, 2016

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