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Harry Potter e La Pietra Filosofale (2184 citazioni)
Harry Potter e La Camera dei Segreti (3199 citazioni)
Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban (4329 citazioni)
Harry Potter e il Calice di Fuoco (6144 citazioni)
Harry Potter e l'Ordine della Fenice (9042 citazioni)
Harry Potter e il Principe Mezzosangue (5824 citazioni)
Harry Potter e i Doni della Morte (6958 citazioni)
Le fiabe di Beda il Bardo (289 citazioni)
Il Quidditch Attraverso i Secoli ( citazioni)
Gli Animali Fantastici: Dove Trovarli ( citazioni)
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Ricerca di Goblin e di Folletto


   Erano giunti a un edificio bianco come la neve che svettava sopra le piccole botteghe. Ritto in piedi, dietro un portale di bronzo brunito, con indosso un'uniforme scarlatta e oro, c'era...
‘Proprio così, quello è un Folletto’ disse Hagrid tutto tranquillo, mentre salivano gli scalini di candida pietra diretti verso di lui. Il Folletto era più basso di Harry di quasi tutta?la testa. Aveva un viso dal colorito scuro e dall'aria?intelligente, una barba a punta e, come Harry poté notare, dita e piedi molto lunghi. Si inchinò al loro passaggio. Ora si trovavano di fronte una seconda porta, questa volta d'argento, su cui erano incise le seguenti parole:
Diagon Alley (Cap. 5 Harry Potter 1)

   ‘Salve’ disse Hagrid a un Folletto che in quel momento era libero. ‘Siamo venuti a prendere un po' di soldi dalla cassaforte di Mr Harry Potter’.
Diagon Alley (Cap. 5 Harry Potter 1)

   ‘Devo averla da qualche parte’ fece Hagrid, cominciando a svuotare le tasche sul banco, e sparpagliando sul libro contabile del Folletto una manciata di biscotti ammuffiti per cani. Il Folletto storse il naso. Harry, intanto, osservava un altro?Folletto alla loro destra pesare un mucchio di rubini grossi come tizzoni accesi.
Diagon Alley (Cap. 5 Harry Potter 1)

   Il Folletto la osservò da vicino. ‘Sembra che vada bene’.
‘E qui ho anche una lettera del professor Silente’ disse Hagrid col petto in fuori, ostentando un'aria d'importanza. ‘Riguarda il Lei-Sa-Cosa della camera blindata settecentotredici’.
Diagon Alley (Cap. 5 Harry Potter 1)

   Il Folletto lesse attentamente la lettera.
‘Molto bene’ disse restituendola a Hagrid, ‘qualcuno vi accompagnerà in entrambe le camere blindate. Unci-unci!’ chiamò.
Diagon Alley (Cap. 5 Harry Potter 1)


   Arrivò un Folletto diverso. Hagrid ripose tutti i biscotti per cani nelle tasche del suo pastrano, e insieme a Harry seguì Unci-unci verso una delle porte di uscita della sala.
Diagon Alley (Cap. 5 Harry Potter 1)

   ‘Se chiunque non sia un Folletto della Gringott provasse a farlo, verrebbe risucchiato attraverso la porta e rimarrebbe prigioniero dentro’ disse Unci-unci.
Diagon Alley (Cap. 5 Harry Potter 1)

   Harry rimase con tanto d'occhi nel vedere Silente che ricompariva sulla figurina e gli rivolgeva un impercettibile sorriso. A Ron interessava più mangiare le rane che non fare la spunta delle figurine dei Maghi e delle Streghe più famosi; Harry, invece, non riusciva a staccarne gli occhi. Ben presto non ebbe più soltanto Silente e Morgana, ma anche Hengist il Folletto dei Boschi, Alberico Grunnion, Circe, Paracelso e Merlino. Finalmente, si decise ad alzare gli occhi da Cliodna la druida, che si stava grattando il naso, per aprire un pacchetto di Tuttigusti+1.
Il binario nove e tre quarti (Cap. 6 Harry Potter 1)

   Harry si chiese se Hagrid l'aveva fatto apposta a cambiare argomento. Mentre Ron raccontava a Hagrid che lavoro faceva Charlie con i draghi, Harry prese un pezzetto di carta che era stato lasciato sul tavolo, sotto la teiera. Era il ritaglio di un trafiletto dalla Gazzetta del Profeta:
ULTIMISSIME SULLA RAPINA ALLA GRINGOTT
Proseguono le indagini sulla rapina avvenuta alla Gringott il 31 luglio scorso a opera di ignoti maghi o streghe dalle Arti Oscure. Oggi i folletti della Gringott hanno ripetutamente affermato che nulla è stato trafugato. Anzi, la camera di sicurezza che i rapinatori avevano preso di mira era stata svuotata il giorno stesso.
‘Ma tanto non vi diremo che cosa conteneva; quindi, se non volete guai, non ficcate il naso in questa faccenda’: così ha dichiarato oggi pomeriggio il Folletto portavoce della Gringott. Harry ricordò che, sul treno, Ron gli aveva detto che qualcuno aveva cercato di rapinare la Gringott, ma senza dire in che data.
Il maestro delle Pozioni (Cap. 8 Harry Potter 1)

    «Tu devi stare molto attento, Arthur» disse la signora Weasley in tono aspro, mentre un Folletto che stazionava sulla porta li introduceva nella banca con un inchino. «Quella famiglia è una fonte di guai e Malfoy è un osso troppo duro per te!»
Alla libreria "Il Ghirigoro" (Cap. 4 Harry Potter 2)

    «Ci rivediamo qui» disse Ron a Hermione, mentre i Weasley e Harry venivano accompagnati da un altro Folletto della banca alle loro camere blindate sotterranee.
Alla libreria "Il Ghirigoro" (Cap. 4 Harry Potter 2)

    «Roba da non credere!» tuonò Ron mentre un Folletto gli mordeva un orecchio.
Gilderoy Allock (Cap. 6 Harry Potter 2)

    «Esperienza?» disse Harry cercando di agguantare un Folletto che si teneva fuori tiro e faceva le linguacce. «Hermione, te lo dico io: non aveva la più pallida idea di quel che stava facendo».
Gilderoy Allock (Cap. 6 Harry Potter 2)

    Pix il Poltergeist era il Folletto del castello, una minaccia volante dal ghigno malevolo, che viveva per provocare scompiglio e dare il tormento. A Harry, Pix non stava molto simpatico, ma non poté fare a meno di essergli grato per il suo tempismo. Confidava che qualsiasi danno avesse combinato (questa volta sembrava che l’avesse fatta grossa), avrebbe allontanato da lui l’attenzione di Gazza.
La festa di complemorte (Cap. 8 Harry Potter 2)

    A differenza dei fantasmi presenti, il Folletto Pix era tutto meno che pallido e trasparente. Indossava un cappellino di carta arancione, una cravatta a farfalla che girava come un’elica, e sul faccione maligno era stampato un largo sorriso.
La festa di complemorte (Cap. 8 Harry Potter 2)


    «Ah, c’è Potter picchiatello!» chiocciò il Folletto passando davanti a Harry a tutta velocità e mandandogli di traverso gli occhiali. «Che cosa sta facendo Potter? Perché Potter si aggira furtivo…»
Il Club dei Duellanti (Cap. 11 Harry Potter 2)

   Ma nessun altro badava agli abiti lisi e rattoppati del professor Lupin. Le lezioni che seguirono furono interessanti quanto la prima. Dopo i Mollicci, studiarono i Berretti Rossi, piccole, malvagie creature simili ai Goblin che si aggiravano ovunque vi fosse stato uno spargimento di sangue, nelle segrete dei castelli e nelle buche dei campi di battaglia deserti, in attesa di colpire con un randello chi si era smarrito. Dai Berretti Rossi passarono ai Kappa, tetre creature acquatiche che sembravano scimmie squamose, con mani palmate pronte a strangolare gli ignari nuotatori negli stagni.
La fuga della Signora Grassa (Cap. 8 Harry Potter 3)

    «Quello era Cuthbert Mockridge, Direttore dell’Ufficio Relazioni coi Goblin… ecco che arriva Gilbert Wimple, fa parte del Comitato di Incantesimi Sperimentali, è da un po’ che ha quelle corna… ciao, Arnie… Arnold Peasegood, è un Obliviatore… un membro della Squadra Cancellazione Magia Accidentale… e quelli sono Bode e Croaker… sono Indicibili…»
Bagman e Crouch (Cap. 7 Harry Potter 4)

    «Il signor Crouch?» chiese Percy, abbandonando all’istante il suo sguardo di inflessibile disapprovazione e fremendo di entusiasmo. «Ne parla più di duecento! Il Marino, il Goblinese, il Troll…»
Bagman e Crouch (Cap. 7 Harry Potter 4)

    «Gli elfi domestici non si paga, signore!» disse con un pigolio soffocato. «No, no, no, io dice a Dobby, io dice trovati una bella famiglia e sistemati, Dobby. Lui sta facendo su un gran baccano, signore, e non è una cosa adatta a un elfo domestico. Vai avanti a far fracasso così, Dobby, io gli dice, e la prossima che sento è che sei finito davanti all’Ufficio Regolazione e Controllo delle Creature Magiche, come un Goblin qualunque».
La Coppa del Mondo di Quidditch (Cap. 8 Harry Potter 4)

    Seguirono il sentiero oscuro nel profondo del bosco, continuando a guardarsi intorno alla ricerca di Fred, George e Ginny. Superarono un gruppo di Goblin, che ridacchiavano su un sacco d’oro che evidentemente avevano vinto scommettendo sul risultato della partita, e che sembravano piuttosto indifferenti ai tafferugli del campeggio. Più avanti entrarono in una macchia di luce argentea, e tra gli alberi videro tre Veela, alte e bellissime, in una radura, circondate da un gruppo di giovani maghi che parlavano tutti a voce molto alta.
Il Marchio Nero (Cap. 9 Harry Potter 4)

    Nel frattempo il professor Rüf, lo spettro che insegnava Storia della Magia, aveva assegnato un tema alla settimana sulle Rivolte dei Goblin del Diciottesimo secolo, mentre Piton li stava costringendo a scoprire antidoti. Era una cosa che tutti prendevano molto sul serio, perché Piton aveva accennato all’ipotesi di avvelenare uno di loro prima di Natale per vedere se i loro antidoti erano efficaci. Invece, il professor Vitious aveva chiesto di leggere tre libri in più per prepararsi alla lezione sugli Incantesimi di Appello.
Beauxbatons e Durmstrang (Cap. 15 Harry Potter 4)

    Alcuni dei professori rinunciarono a insegnar loro granché quando le loro menti erano cosi evidentemente altrove; il minuscolo professor Vitious li lasciò giocare durante la sua lezione del mercoledì, e lui stesso rimase a lungo a parlare con Harry del perfetto Incantesimo di Appello che aveva usato nella prima prova del Torneo Tremaghi. Altri insegnanti non furono così generosi. Nulla avrebbe mai distolto il professor Rüf, per esempio, dall’arrancare tra i suoi appunti sulle rivolte dei Goblin: visto che Rüf non aveva permesso nemmeno alla propria morte di impedirgli di continuare a insegnare, sospettavano che una cosetta come il Natale non lo avrebbe dissuaso. Era incredibile come riuscisse a far sembrare le più turpi e sanguinarie rivolte dei Goblin noiose come la relazione di Percy sui fondi di calderone. Anche i professori McGranitt e Moody li fecero lavorare fino all’ultimo, e Piton, naturalmente, li avrebbe lasciati giocare in classe tanto quanto avrebbe nominato Harry suo erede universale. Fissandoli con aria cattiva, li informò che li avrebbe messi alla prova sugli antidoti ai veleni nel corso dell’ultima lezione del trimestre.
La Prova Inaspettata (Cap. 22 Harry Potter 4)

    Indicò lo specchio dietro il bancone, e Harry vi vide riflesso Ludo Bagman, seduto in un angolo nella penombra con un gruppo di Goblin. Bagman parlava molto in fretta a voce bassa con i Goblin, che tenevano tutti le braccia incrociate e avevano l’aria piuttosto minacciosa.
Lo Scoop di Rita Skeeter (Cap. 24 Harry Potter 4)

    «Un attimo, un attimo!» Harry lo udì dire bruscamente ai Goblin, e Bagman gli si avvicinò di fretta, il ghigno fanciullesco di nuovo al suo posto.
Lo Scoop di Rita Skeeter (Cap. 24 Harry Potter 4)


    «Grazie» disse Harry, ben sapendo che non poteva essere tutto lì, perché Bagman avrebbe potuto congratularsi con lui anche davanti a Ron e Hermione. Ma Bagman non pareva avere una gran fretta di vuotare il sacco. Harry lo guardò gettare un’occhiata nello specchio ai Goblin, che stavano studiando lui e Harry in silenzio attraverso gli scuri occhi a fessura.
Lo Scoop di Rita Skeeter (Cap. 24 Harry Potter 4)

    «Un incubo assoluto» disse Bagman a Harry sottovoce, notando che anche Harry osservava i Goblin. «Il loro inglese non è granché… è come essere di nuovo con tutti quei Bulgari alla Coppa del Mondo di Quidditch… ma almeno loro usavano un linguaggio dei segni che un altro essere umano poteva capire. Questi qua continuano a blaterare in Goblinese… e io so solo una parola di Goblinese. Bladvak. Vuol dire “piccone”. Non mi va di usarla perché non vorrei che pensassero che li sto minacciando». Esplose in una breve risata cavernosa.
Lo Scoop di Rita Skeeter (Cap. 24 Harry Potter 4)

    «Che cosa vogliono?» chiese Harry, notando che i Goblin stavano ancora osservando Bagman con molta attenzione.
Lo Scoop di Rita Skeeter (Cap. 24 Harry Potter 4)

    «No» rispose Bagman, di nuovo teso. «Ho delle persone che la stanno cercando, naturalmente…» (Era ora, pensò Harry), «ed è tutto molto strano. È sicuro che c’è arrivata, in Albania, perché là ha incontrato la sua seconda cugina. E poi è partita per andare a sud a trovare una zia… e sembra che sia sparita senza lasciare alcuna traccia, per strada. Che mi prenda un colpo se capisco che cos’ha in testa… non è proprio il tipo che fugge, comunque… però… ma che cosa facciamo, stiamo qui a parlare di Goblin e di Bertha Jorkins? Veramente volevo chiederti» e abbassò la voce, «come va con l’uovo d’oro?»
Lo Scoop di Rita Skeeter (Cap. 24 Harry Potter 4)

    E corse fuori dal pub. I Goblin scivolarono tutti giù dalle sedie e uscirono dopo di lui. Harry andò a raggiungere Ron e Hermione.
Lo Scoop di Rita Skeeter (Cap. 24 Harry Potter 4)

    «Quei Goblin non sembravano molto bendisposti» disse Hermione sorseggiando la sua Burrobirra. «Che cosa ci facevano qui?»
Lo Scoop di Rita Skeeter (Cap. 24 Harry Potter 4)

    Hermione scoccò a Ron uno sguardo del tipo non-si-scherza-su-queste-cose e disse: «Buffo, dei Goblin che cercano il signor Crouch… dovrebbero trattare con l’Ufficio Regolazione e Controllo delle Creature Magiche».
Lo Scoop di Rita Skeeter (Cap. 24 Harry Potter 4)

    «Ti dai pena per quei poveri piccoli Goblin, adesso, eh?» chiese Ron a Hermione. «Stai pensando a fondare lo S.P.U.R.G.A. o qualcosa del genere? Società per la Protezione e l’Utilizzo Ragionevole dei Goblin Abietti?»
Lo Scoop di Rita Skeeter (Cap. 24 Harry Potter 4)

    «Ah, ah, ah» disse Hermione sarcastica. «I Goblin non hanno bisogno di protezione. Non avete sentito quello che ci ha spiegato il professor Rüf sulle rivolte dei Goblin
Lo Scoop di Rita Skeeter (Cap. 24 Harry Potter 4)

    «… non sembrava che avesse molta voglia di parlare con noi, eh, Bozo? Ora, perché, secondo te? E che cosa ci fa con un branco di Goblin al seguito, comunque? Gli fa visitare la zona… che sciocchezza… è sempre stato un pessimo bugiardo. Forse sta succedendo qualcosa? Credi che dovremmo indagare un po’? L’ex Capo degli Sport Magici caduto in disgrazia, Ludo Bagman… bell’attacco, Bozo… dobbiamo solo trovare una storia che gli si adatti…»
Lo Scoop di Rita Skeeter (Cap. 24 Harry Potter 4)


    «Oh… bene» disse Ron. «Non mi ricordavo i nomi di tutti i Goblin ribelli, così ne ho inventati un po’. Non ti preoccupare» aggiunse, servendosi di pasticcio della Cornovaglia, mentre la signora Weasley assumeva un cipiglio severo, «hanno tutti nomi tipo Bodrod il Barbuto e Urg l’Unticcio, non è stato difficile».
La Terza Prova (Cap. 31 Harry Potter 4)

    «Non dirmelo» disse George. «Naturalmente alla fine abbiamo scoperto che cosa stava succedendo. Anche il padre di Lee Jordan ha fatto fatica a ottenere da Bagman il denaro che gli spettava. È venuto fuori che era nei pasticci con i Goblin. Ha preso in prestito da loro un sacco di denaro. Una loro banda lo ha assalito nel bosco dopo la Coppa del Mondo e gli ha portato via tutto l’oro che aveva, e non è nemmeno bastato a coprire tutti i suoi debiti. L’hanno seguito fino a Hogwarts per tenerlo d’occhio. Ha perso tutto al gioco. Non ha più un galeone. E lo sapete quell’imbecille come ha cercato di risarcire i Goblin
L'Inizio (Cap. 37 Harry Potter 4)

    «Ha puntato su di te, amico» disse Fred. «Ha fatto una grossa giocata, scommettendo che avresti vinto il Torneo. Contro i Goblin».
L'Inizio (Cap. 37 Harry Potter 4)

    «No» disse George, scuotendo il capo. «I Goblin giocano sporco quanto lui. Dicono che tu hai pareggiato con Diggory, e Bagman aveva scommesso che saresti stato il primo assoluto. Cosi è dovuto fuggire. È scappato subito dopo la terza prova».
L'Inizio (Cap. 37 Harry Potter 4)

    «Sì» rispose Sirius, osservando l’oggetto con disgusto. «Il miglior argento lavorato da Goblin del quindicesimo secolo, con inciso lo stemma dei Black».
L’Ordine della Fenice (Cap. 5 Harry Potter 5)

    Il signor Weasley, Bill e Lupin erano impegnati in un’accesa discussione sui Goblin.
L’Ordine della Fenice (Cap. 5 Harry Potter 5)

    «Sono sicuro che non si unirebbero mai a Voi-Sapete-Chi» commentò il signor Weasley, scuotendo il capo. «Anche loro hanno subito delle perdite; ricordate quella famiglia di Goblin che ha assassinato l’ultima volta dalle parti di Nottingham?»
L’Ordine della Fenice (Cap. 5 Harry Potter 5)

    «Al momento si sente decisamente antimaghi» rispose Bill, «non gli è ancora passata la rabbia per la faccenda Bagman, sospetta che il Ministero l’abbia insabbiata, Bagman non ha mai dato ai Goblin il loro denaro, sapete…»
L’Ordine della Fenice (Cap. 5 Harry Potter 5)

    Al centro dell’ingresso c’era una fontana. Un gruppo di statue dorate, più grandi del naturale, si ergeva al centro di una vasca circolare. La più alta di tutte rappresentava un mago dall’aspetto nobile, con la bacchetta puntata diritta in aria. Radunati attorno a lui c’erano una bella strega, un centauro, un Goblin e un elfo domestico. Gli ultimi tre guardavano con aria adorante la strega e il mago. Scintillanti zampilli d’acqua schizzavano dalle estremità delle loro bacchette, dalla punta della freccia del centauro, dalla cima del cappello del Goblin e dalle orecchie dell’elfo domestico, così che il gorgogliare dell’acqua che cadeva si aggiungeva ai pop e crac di coloro che si Materializzavano e al frastuono dei passi di centinaia di maghi e streghe che, con espressioni accigliate e assonnate, avanzavano verso una serie di cancelli d’oro all’altro capo dell’ingresso.
Il Ministero della Magia (Cap. 7 Harry Potter 5)

    «Quarto Livello, Ufficio Regolazione e Controllo delle Creature Magiche, comprendente la Divisione Bestie, Esseri e Spiriti, l’Ufficio delle Relazioni con i Goblin e lo Sportello Consulenza Flagelli».
Il Ministero della Magia (Cap. 7 Harry Potter 5)

    Guardò in su il bel volto del mago, ma da vicino lo trovò scialbo e un po’ insulso. La strega aveva un sorriso svaporato da concorso di bellezza e, per quello che Harry sapeva di Goblin e centauri, era alquanto improbabile che li si potesse sorprendere a guardare in modo così svenevole qualunque genere di umani. Solo l’atteggiamento di strisciante servilismo dell’elfo domestico era convincente. Con un sorriso al pensiero di quello che avrebbe detto Hermione se avesse visto la statua dell’elfo, Harry rovesciò la borsa vuotando nella vasca non solo dieci galeoni, ma tutto il suo contenuto.
Le pene della Signora Weasley (Cap. 9 Harry Potter 5)

    Tutti gli altri guardavano Luna che rideva, ma a Harry cadde l’occhio sulla rivista per terra e notò una cosa che lo indusse a raccoglierla all’istante. Prima, alla rovescia, era difficile capire che cosa fosse l’immagine di copertina, ma Harry si rese conto che era una pessima vignetta su Cornelius Caramell; lo riconobbe solo grazie alla bombetta verde acido. Una delle mani di Caramell era stretta attorno a un sacco d’oro; l’altra strangolava un Goblin. La didascalia recitava: Dove arriverà Caramell per ottenere la Gringott?
Luna Lovegood (Cap. 10 Harry Potter 5)

    «Quello che la gente non capisce è che Sirius Black è un nome falso» dice la signora Purkiss. «L’uomo che tutti credono Sirius Black è in realtà Stubby Boardman, il solista del popolare gruppo corale Gli HobGoblin, che si ritirò dalla vita pubblica quasi quindici anni fa dopo essere stato colpito sull’orecchio da una rapa durante un concerto nell’Auditorium della chiesa di Little Norton. Io l’ho riconosciuto non appena ho visto la sua foto sul giornale. Ora, Stubby non avrebbe potuto commettere quei crimini, perché nel giorno in questione si stava godendo una romantica cenetta a lume di candela con me. Ho scritto al Ministero della Magia e mi aspetto che da un giorno all’altro esso conceda la piena assoluzione a Sirius».
Luna Lovegood (Cap. 10 Harry Potter 5)

    Fonti vicine al Ministero hanno rivelato di recente che la più grande ambizione di Caramell è arrivare a controllare le riserve auree dei Goblin e che non esiterà a ricorrere alla forza se necessario.
Luna Lovegood (Cap. 10 Harry Potter 5)

    «Non sarebbe nemmeno la prima volta» ha dichiarato una talpa del Ministero. «Cornelius “SpaccaGoblin” Caramell, così lo chiamano gli amici. Se poteste sentirlo quando crede che nessuno lo ascolti… oh, parla sempre dei Goblin che ha fatto fuori; li ha fatti annegare, li ha fatti defenestrare, li ha fatti avvelenare, li ha fatti cucinare in crosta…»
Luna Lovegood (Cap. 10 Harry Potter 5)

    Harry non andò oltre. Caramell poteva avere molti difetti, ma Harry non se lo vedeva a dare ordine di cucinare Goblin in crosta. Sfogliò il resto della rivista e lesse qua e là: l’accusa ai Tutshill Tornados di star vincendo il Campionato di Quidditch grazie a una combinazione di ricatti, manomissione illegale di scope e torture; un’intervista a un mago che sosteneva di essere volato sulla luna con una Tornado Sei e di aver riportato come prova un sacco pieno di rane lunari; e un articolo sulle antiche rune che almeno spiegava perché Luna prima stesse leggendo Il Cavillo alla rovescia. Secondo la rivista, le rune capovolte rivelavano un incantesimo per trasformare le orecchie del nemico in mandarini cinesi. In effetti, rispetto al resto degli articoli, il suggerimento che Sirius potesse davvero essere la voce solista degli HobGoblin era decisamente plausibile.
Luna Lovegood (Cap. 10 Harry Potter 5)

    (Per un completo approfondimento sui presunti legami di Madama Marchbanks con gruppi sovversivi di Goblin, vedi a pagina 17).
L'Inquisitore Supremo di Hogwarts (Cap. 15 Harry Potter 5)

    «Mio padre sostiene attivamente ogni iniziativa antiministeriale!» si vantò Luna Lovegood, alle spalle di Harry; evidentemente aveva origliato la sua conversazione mentre Justin Finch-Fletchley cercava di sbrogliarsi dalle vesti che gli erano volate sopra la testa. «Dice sempre che si aspetta qualsiasi cosa da Caramell; pensa solo a tutti i Goblin che ha fatto assassinare! E ovviamente usa l’Ufficio Misteri per mettere a punto terribili veleni che somministra di nascosto a quelli che non sono d’accordo con lui. E poi c’è il suo Sferzatore Unghiobulare…»
L'esercito di Silente (Cap. 18 Harry Potter 5)

    «Vedete le cifre attorno al bordo delle monete?» disse Hermione, mostrandone una alla fine del quarto incontro. La moneta splendeva grossa e gialla alla luce delle torce. «Sui galeoni veri è solo un numero di serie riferito al Goblin che li ha coniati. Su questi falsi, invece, il numero cambierà per comunicare l’ora e la data del prossimo incontro. Quando la data cambia, le monete diventeranno calde; ve ne accorgerete se le portate in tasca. Ne prendiamo una ciascuno: ho messo un Incanto Proteus su tutte, così quando Harry decide la nuova data e il numero sulla sua moneta cambia, anche le altre cambieranno».
Il serpente e il leone (Cap. 19 Harry Potter 5)

    «Oh, sì. Prima ci abbiamo dato un bell’elmo da battaglia, sai, fatto dai Goblin, indistruttibile… ci siamo seduti e abbiamo parlato».
Il racconto di Hagrid (Cap. 20 Harry Potter 5)

    Incontrò molte difficoltà a ricordare i nomi e a ordinare la confusione di date. Saltò a piè pari la domanda numero quattro (Secondo voi, la Legge sulle Bacchette facilitò o aiutò a controllare la rivolta dei Goblin nel diciottesimo secolo?), dicendosi che se ne avesse avuto il tempo vi sarebbe tornato alla fine. Fece un tentativo con la numero cinque (Come fu violato nel 1749 lo Statuto di Segretezza e quali misure furono introdotte per evitare che ciò si ripetesse?), ma lo tormentava il sospetto di aver trascurato diversi punti essenziali: da qualche parte in quella storia dovevano entrarci i vampiri…
I G.U.F.O. (Cap. 31 Harry Potter 5)

    I Goblin avevano tentato di parteciparvi, ma erano stati scacciati… aveva già scritto anche questo…
I G.U.F.O. (Cap. 31 Harry Potter 5)

    La porta della cabina si spalancò; Harry ruzzolò fuori, seguito a ruota da Neville e Luna. L’unico suono era lo scroscio della fontana dorata, dove l’acqua zampillava dalle bacchette della strega e del mago, dalla freccia del centauro, dal cappello del Goblin e dalle orecchie dell’elfo domestico, ricadendo nella vasca.
L'Ufficio Misteri (Cap. 34 Harry Potter 5)

    «Stupeficium!» Harry si era spostato dietro il Goblin che sorrideva estatico all’ormai decapitato mago, e le aveva puntato la bacchetta alla schiena mentre lei tendeva il collo per guardare dietro la fontana. Bellatrix reagì così rapidamente che Harry ebbe a stento il tempo di schivare il colpo.
L’unico che abbia mai temuto (Cap. 36 Harry Potter 5)

    Il getto di luce rossa del suo stesso Schiantesimo gli rimbalzò contro, costringendolo a buttarsi ancora dietro la fontana. Un orecchio del Goblin attraversò al volo la stanza.
L’unico che abbia mai temuto (Cap. 36 Harry Potter 5)

    Lottando contro il dolore terribile che quasi gli spaccava il cranio, Harry rise di nuovo, perché sapeva che questo l’avrebbe fatta infuriare ancora di più. Rimase al riparo del Goblin con l’orecchio mozzato, agitò la mano vuota e la ritrasse in fretta quando lei gli scagliò contro un altro getto di luce verde.
L’unico che abbia mai temuto (Cap. 36 Harry Potter 5)

    Voldemort levò la bacchetta e un altro getto di luce verde sfrecciò contro Silente, che si voltò e svanì con un guizzo del mantello. Un attimo dopo riapparve dietro Voldemort e agitò la bacchetta verso i resti della fontana. Le altre statue presero vita. Quella della strega corse verso Bellatrix — che urlando le lanciò invano un incantesimo dopo l’altro — e le saltò addosso, bloccandola sul pavimento. Il Goblin e l’elfo domestico zampettarono vicino ai camini lungo la parete, e il centauro con un braccio solo galoppò verso Voldemort, che svanì per ricomparire accanto alla vasca. La statua senza testa spinse indietro Harry, lontano dalla battaglia, mentre Silente si avvicinava a Voldemort e il centauro dorato galoppava loro intorno.
L’unico che abbia mai temuto (Cap. 36 Harry Potter 5)

    L’Atrium era pieno di gente; il pavimento rifletteva le alte fiamme smeraldine che si erano accese nei camini lungo tutta una parete, e sciami di streghe e di maghi ne uscivano senza posa. Mentre Silente lo aiutava a rialzarsi, Harry vide le piccole statue d’oro dell’elfo domestico e del Goblin precedere un Cornelius Caramell dall’aria sbigottita.
L’unico che abbia mai temuto (Cap. 36 Harry Potter 5)

    «Se vorrai scendere nell’Ufficio Misteri, Cornelius» intervenne Silente — che pareva rincuorato sullo stato di salute di Harry — facendosi avanti perché i nuovi arrivati notassero la sua presenza (qualcuno alzò la bacchetta, altri si limitarono a fissarlo sbalorditi; le statue dell’elfo domestico e del Goblin applaudirono, e Caramell fece un tale balzo che le sue pantofole si staccarono dal pavimento), «vi troverai parecchi Mangiamorte evasi rinchiusi nella Camera della Morte, bloccati da un Incantesimo Antismaterializzante, in attesa che tu decida che cosa farne».
L’unico che abbia mai temuto (Cap. 36 Harry Potter 5)

   «Un'impressione sbagliata» replicò il Folletto con la voce più acuta. «Noi non prendiamo partito. Questa è una guerra di maghi».
La vendetta del folletto (Cap. 15 Harry Potter 7)

   «L'ho ritenuto prudente» spiegò il Folletto con la voce più bassa. «Mi sono rifiutato di assecondare una richiesta che ritenevo fuori luogo e ho capito che la mia sicurezza era a rischio».
La vendetta del folletto (Cap. 15 Harry Potter 7)

   «Compiti inappropriati alla dignità della mia razza» rispose il Folletto, la voce più rozza e meno umana nel dirlo. «Io non sono un elfo domestico».
La vendetta del folletto (Cap. 15 Harry Potter 7)

   «Ragioni simili» disse l'altro Folletto. «La Gringott non è più sotto l'esclusivo controllo della mia razza. Io non riconosco alcun padrone mago».
La vendetta del folletto (Cap. 15 Harry Potter 7)

   Aggiunse qualcosa sottovoce in Goblinese e Gonci rise.
La vendetta del folletto (Cap. 15 Harry Potter 7)

   «Bravo ragazzo... scusa, Folletto» si corresse Ted in fretta. «Non è che hai rinchiuso un Mangiamorte in una delle vecchie camere ad alta sicurezza, eh?»
La vendetta del folletto (Cap. 15 Harry Potter 7)

   «È stato ucciso anche un Folletto di nome Gonci. Si pensa che il Nato Babbano Dean Thomas e un secondo Folletto, entrambi presumibilmente in viaggio con Tonks, Cresswell e Gonci, siano sfuggiti alla morte. Se Dean è in ascolto, o se qualcuno sa dove si trova, i genitori e le sorelle cercano disperatamente sue notizie.
I Doni della Morte (Cap. 22 Harry Potter 7)

   «Un bottino niente male per una sola notte» commentò Greyback, men tre un paio di stivali chiodati marciava accanto a Harry. Udirono altri rumori da dentro la tenda. «Una Mezzosangue, un Folletto fuggiasco e tre ragazzi che marinano la scuola. Hai controllato la lista, Scabior?» ruggì.
Villa Malfoy (Cap. 23 Harry Potter 7)

   Qualche istante dopo, si udì uno scatto e le sfere luminescenti che il Deluminatore aveva risucchiato dalle lampade della tenda volarono nella cantina: non potendo tornare alla loro fonte rimasero sospese come piccoli soli, inondando di luce la stanza sotterranea. Harry vide Luna, tutta occhi, il volto pallido, e la sagoma immobile di Olivander, il fabbricante di bacchette, rannicchiato sul pavimento nell'angolo. Tese il collo e scorse gli altri prigionieri: Dean e Unci-unci il Folletto, che sembrava semisvenuto, tenuto in piedi dalle corde che lo legavano agli umani.
Villa Malfoy (Cap. 23 Harry Potter 7)

   «Come avete fatto a entrare nella mia camera blindata?» udirono Bellatrix strillare. «Quel sudicio piccolo Folletto che c'È giù in cantina vi ha aiutato?»
Villa Malfoy (Cap. 23 Harry Potter 7)

   «Ma possiamo scoprirlo facilmente!» suggerì Lucius. «Draco, va' a prendere il Folletto, lui saprà dirci se la spada è vera o no!»
Villa Malfoy (Cap. 23 Harry Potter 7)

   «Unci-unci» sussurrò all'orecchio a punta del Folletto, «devi dirle che quella spada è falsa, non deve scoprire che è quella vera, Unci-unci, per favore...»
Villa Malfoy (Cap. 23 Harry Potter 7)

   Obbedirono; quando la serratura scattò, Ron spense il Deluminatore e le luci tornarono nella sua tasca, riportando la stanza nell'oscurità. La porta si spalancò; Malfoy entrò, la bacchetta tesa davanti a sé, pallido e deciso. Afferrò il piccolo Folletto per un braccio e indietreggiò, trascinandolo con sé. La porta si richiuse e nello stesso istante un sonoro crac echeggiò dentro la cella.
Villa Malfoy (Cap. 23 Harry Potter 7)

   «Sì» rispose il Folletto.
Villa Malfoy (Cap. 23 Harry Potter 7)

    taglio profondo sul volto del Folletto, che cadde urlando ai suoi piedi. Lei lo calciò via. «E ora» annunciò trionfante, «chiamiamo il Signore Oscuro!»
Villa Malfoy (Cap. 23 Harry Potter 7)

   Con l'ultima parola, si sentì un curioso stridio venire dall'alto. Tutti guardarono in su appena in tempo per vedere il lampadario di cristallo che vibrava; poi, con un cigolio e un minaccioso tintinnio, cominciò a cadere. Bellatrix era proprio sotto; lasciò Hermione e si gettò di lato con un urlo. Il lampadario si fracassò sul pavimento in un'esplosione di cristallo e catene, sopra Hermione e il Folletto che ancora stringeva la spada di Grifondoro. Schegge scintillanti di cristallo volarono ovunque; Draco si piegò in due, coprendosi con le mani il volto insanguinato.
Villa Malfoy (Cap. 23 Harry Potter 7)

   «Ron, prendi... e VAI!» urlò, lanciandogli una bacchetta; poi si chinò a estrarre Unci-unci da sotto il lampadario. Issatosi su una spalla il Folletto gemente, ancora aggrappato alla spada, Harry afferrò la mano di Dobby e girò sul posto per Smaterializzarsi.
Villa Malfoy (Cap. 23 Harry Potter 7)

   Era sparito nell'ignoto; non poteva che ripetere il nome della destinazione e sperare che bastasse per arrivarci. Il dolore alla fronte lo trafiggeva e il peso del Folletto lo opprimeva; sentiva la lama della spada di Grifondoro urtargli la schiena; la mano di Dobby si contrasse nella sua; si chiese se l'elfo stava cercando di assumere la guida, di trascinarli nella giusta direzione, e tentò, stringendogli le dita, di fargli capire che per lui andava bene...
Villa Malfoy (Cap. 23 Harry Potter 7)

   «Stai bene?» chiese al Folletto che si muoveva appena, ma Unci-unci si limitò a piagnucolare.
Villa Malfoy (Cap. 23 Harry Potter 7)

   «Mi spiace» insisté lui, senza fervore, «ma non posso aspettare. Ho bisogno di parlare con loro adesso. In privato... e uno alla volta. è urgente». «Harry, cosa diavolo succede?» domandò Bill. «Arrivi qui con un elfo domestico morto e un Folletto privo di sensi, Hermione sembra essere stata
Il fabbricante di bacchette (Cap. 24 Harry Potter 7)

   Bill riapparve, portando in braccio il piccolo Folletto, che posò cautamente sul materasso. Unci-unci grugnì un grazie e Bill uscì chiudendo la porta.
Il fabbricante di bacchette (Cap. 24 Harry Potter 7)

   «Fanno male» rispose il Folletto. «Ma si stanno aggiustando».
Il fabbricante di bacchette (Cap. 24 Harry Potter 7)

   Harry e il Folletto si guardarono, misurandosi. La cicatrice bruciava ancora. Harry voleva concludere in fretta la conversazione con Unci-unci, ma allo stesso tempo aveva paura di fare una mossa falsa. Stava cercando il modo migliore di formulare la sua richiesta, quando il Folletto parlò.
Il fabbricante di bacchette (Cap. 24 Harry Potter 7)

   Unci-unci non rispose. Harry pensò che lo stesse canzonando perché si era comportato come un Babbano, ma non gl'importava che il Folletto approvasse la faccenda della tomba di Dobby. Si preparò per il suo attacco.
Il fabbricante di bacchette (Cap. 24 Harry Potter 7)

   «Hai anche salvato un Folletto».
Il fabbricante di bacchette (Cap. 24 Harry Potter 7)

   Il Folletto non fece cenni di incoraggiamento, ma continuò a scrutare
Il fabbricante di bacchette (Cap. 24 Harry Potter 7)

   «La camera blindata in questione a quell'epoca era vuota» ribatté il Folletto, e Harry capì che, anche se aveva lasciato la Gringott, era offeso dall'idea che qualcuno avesse superato le sue difese. «La protezione era minima».
Il fabbricante di bacchette (Cap. 24 Harry Potter 7)

   «Non avete alcuna possibilità» dichiarò il Folletto in tono piatto. «Nessuna. 'Quindi se cerchi nel sotterraneo / Un tesoro che ti è estraneo...'»
Il fabbricante di bacchette (Cap. 24 Harry Potter 7)

   Il Folletto osservò Harry; la cicatrice bruciava, ma lui la ignorò, rifiutandosi di accettare il suo dolore o il suo invito.
Il fabbricante di bacchette (Cap. 24 Harry Potter 7)

   «Noi!» rispose Hermione. Raddrizzò la schiena, gli occhi ardenti. «Noi protestiamo! E io sono perseguitata quanto un Folletto o un elfo, Unciunci! Io sono una sporca Mezzosangue!»
Il fabbricante di bacchette (Cap. 24 Harry Potter 7)

   Il Folletto fissò Hermione con la stessa curiosità che aveva manifestato nei confronti di Harry.
Il fabbricante di bacchette (Cap. 24 Harry Potter 7)

   Il Folletto arricciò di nuovo la barbetta con il dito.
Il fabbricante di bacchette (Cap. 24 Harry Potter 7)

   Il Folletto accarezzò la spada e i suoi occhi neri vagarono da Harry a Hermione a Ron per tornare su Harry.
Il fabbricante di bacchette (Cap. 24 Harry Potter 7)

    «Ci aiuterai?» gli chiese Harry. «Non abbiamo speranza di entrare senza l'aiuto di un Folletto. Sei la nostra unica possibilità».
Il fabbricante di bacchette (Cap. 24 Harry Potter 7)

   Il Folletto chinò il testone a cupola per ringraziare a sua volta, poi piegò le gambe corte.
Il fabbricante di bacchette (Cap. 24 Harry Potter 7)

   «Sì, certo» mormorò Harry, ma prima di uscire si sporse a prendere la spada di Grifondoro che giaceva accanto al Folletto. Unci-unci non protestò, ma mentre chiudeva la porta Harry pensò di aver scorto un lampo di rancore nei suoi occhi.
Il fabbricante di bacchette (Cap. 24 Harry Potter 7)

   Il suo fastidio per essere stata usata dal Folletto come messaggera era evidente; tornò dentro, corrucciata.
Villa Conchiglia (Cap. 25 Harry Potter 7)

   «Ho preso la mia decisione, Harry Potter» annunciò il Folletto. Era sedu to a gambe incrociate su una sedia bassa e si tamburellava sulle braccia con le dita affusolate. «Anche se i folletti della Gringott lo riterranno un vile tradimento, ho scelto di aiutarvi...»
Villa Conchiglia (Cap. 25 Harry Potter 7)

   «... dietro» lo interruppe il Folletto con fermezza «pagamento». Sorpreso, Harry esitò.
Villa Conchiglia (Cap. 25 Harry Potter 7)

   «Allora» mormorò il Folletto «abbiamo un problema».
Villa Conchiglia (Cap. 25 Harry Potter 7)

   «Non è vero» ribatté il Folletto.
Villa Conchiglia (Cap. 25 Harry Potter 7)

   «E prima di essere di Godric Grifondoro, a chi apparteneva?» chiese il Folletto, raddrizzando la schiena.
Villa Conchiglia (Cap. 25 Harry Potter 7)

   «No!» gridò il Folletto furioso, puntandogli addosso un lungo dito. «La solita arroganza dei maghi! Quella spada era di Ranci il Primo, e gli fu portata via da Godric Grifondoro! è un tesoro perduto, un capolavoro di arte folletta! Appartiene ai folletti! La spada è il prezzo dei miei servigi, prendere o lasciare!»
Villa Conchiglia (Cap. 25 Harry Potter 7)

   Il Folletto annuì, inacidito.
Villa Conchiglia (Cap. 25 Harry Potter 7)

   Il silenzio ridiscese tra loro. Harry era sicuro che il Folletto avrebbe accettato solo la spada, anche se avessero avuto qualcosa di altrettanto prezioso da offrirgli. Ma la spada era la loro unica, indispensabile arma contro gli Horcrux.
Villa Conchiglia (Cap. 25 Harry Potter 7)

   «Forse mente» disse, riaprendo gli occhi. «Unci-unci. Forse Grifondoro non ha rubato quella spada. Come facciamo a sapere che la versione del Folletto è quella giusta?»
Villa Conchiglia (Cap. 25 Harry Potter 7)

   «Allora è fatta» concluse il Folletto, e gli tese la mano.
Villa Conchiglia (Cap. 25 Harry Potter 7)

   «Sono stato nella camera blindata dei Lestrange solo una volta» raccontò loro il Folletto, «quando mi fu detto di rinchiudervi la spada falsa. è una delle più antiche. Le famiglie magiche più vecchie depositano i loro tesori nel livello più profondo, dove le camere sono più grandi e meglio protette...»
Villa Conchiglia (Cap. 25 Harry Potter 7)

   Più tempo passavano insieme, più Harry si rendeva conto che il Folletto non gli piaceva granché. Unci-unci si era rivelato inaspettatamente avido di sangue, rideva all'idea di provocare dolore in creature inferiori e l'eventualità di dover aggredire altri maghi per arrivare alla camera blindata dei Lestrange sembrava rallegrarlo. Harry capì che il suo disgusto era condiviso dagli amici, ma non ne parlarono: avevano bisogno di Unci-unci.
Villa Conchiglia (Cap. 25 Harry Potter 7)

   Il Folletto mangiava malvolentieri con tutti loro. Anche dopo che le sue gambe furono guarite, continuò a pretendere che gli portassero vassoi di cibo in camera, come all'ancora convalescente Olivander, finché Bill (in seguito a una scenata di Fleur) non andò di sopra a dirgli che così non si poteva continuare. Dopodiché Unci-unci si sedette alla tavola sovraffollata, ma si rifiutò di mangiare lo stesso cibo, insistendo per avere pezzi di carne cruda, radici e funghi.
Villa Conchiglia (Cap. 25 Harry Potter 7)

   Harry si sentiva responsabile: dopotutto era stato lui a chiedere che il Folletto restasse a Villa Conchiglia per poterlo interrogare; ed era colpa sua se l'intera famiglia Weasley era entrata in clandestinità, se Bill, Fred, George e il signor Weasley non potevano più lavorare.
Villa Conchiglia (Cap. 25 Harry Potter 7)

   «E pagata dai maghi» ribatté Bill con calma. Il Folletto gli scoccò uno sguardo insieme furtivo e minaccioso.
Villa Conchiglia (Cap. 25 Harry Potter 7)

   Il vento scuoteva la casa e il fuoco scoppiettava: ben presto Bill stappò un'altra bottiglia. La notizia portata da Lupin aveva fatto dimenticare a tutti lo stato d'assedio nel quale si trovavano: l'annuncio di una nuova vita li aveva resi euforici. Solo il Folletto sembrava insensibile all'improvvisa atmosfera festosa e dopo un po' sgattaiolò su nella camera da letto che ormai occupava da solo. Harry era convinto di essere stato l'unico a notarlo finché non vide che anche lo sguardo di Bill seguiva il Folletto su per le scale.
Villa Conchiglia (Cap. 25 Harry Potter 7)

   «Tu non capisci, Harry, nessuno potrebbe capire se non ha vissuto tra loro. Per un Folletto, il padrone vero e legittimo di un qualunque oggetto è l'artefice, non l'acquirente. Secondo loro, tutti gli oggetti fatti dai folletti sono di loro proprietà, a pieno diritto».
Villa Conchiglia (Cap. 25 Harry Potter 7)

   «Ti sto solo dicendo» continuò Bill, posando la mano sulla maniglia, «di stare molto attento alle promesse che fai a un Folletto, Harry. Sarebbe meno pericoloso rubare alla Gringott che venir meno a una promessa fatta a un Folletto».
Villa Conchiglia (Cap. 25 Harry Potter 7)

   La porta si aprì ed entrò Unci-unci. Istintivamente Harry afferrò la spada e la avvicinò a sé, ma se ne pentì subito: il Folletto aveva notato il gesto. Cercando di superare il momento d'imbarazzo disse: «Stavamo controllando gli ultimi particolari, Unci-unci. Abbiamo avvertito Bill e Fleur che ce ne andremo domattina e ci siamo raccomandati che non si alzino per salutarci».
La Gringott (Cap. 26 Harry Potter 7)

   Anche se avrebbe sentito la mancanza di Bill, Fleur, Luna e Dean, per non parlare delle comodità domestiche che si era goduto nelle ultime settimane, Harry era contento di sfuggire alla prigionia di Villa Conchiglia. Era stanco di dover sempre controllare che nessuno origliasse, stanco di restare rinchiuso nella minuscola stanza da letto buia. Soprattutto, non vedeva l'ora di liberarsi di Unci-unci, ma come e quando si sarebbero separati da lui senza consegnargli la spada di Grifondoro era una domanda che restava ancora senza risposta. Non ne avevano potuto discutere, perché il Folletto di rado si allontanava da loro per più di cinque minuti di fila. «In confronto mia madre è una novellina» ringhiava Ron, quando vedeva le lunghe dita sbucare sulle cornici delle porte. Memore degli ammonimenti di Bill, Harry non poteva fare a meno di sospettare che Unci-unci stesse all'erta contro possibili imbrogli. Hermione disapprovava così radicalmente il loro doppio gioco che Harry aveva rinunciato a consultarla per trovare il modo migliore di metterlo in atto; Ron, nelle rare occasioni in cui erano riusciti a rimanere soli, non aveva saputo dire altro che «Mi sa che dovremo improvvisare, caro mio».
La Gringott (Cap. 26 Harry Potter 7)

   Harry si chinò e il Folletto gli si arrampicò sulla schiena, intrecciando le mani davanti alla sua gola. Non era pesante, ma a Harry non piaceva sentirselo addosso né la forza sorprendente della sua presa. Hermione sfilò il Mantello dell'Invisibilità dalla borsetta e li coprì.
La Gringott (Cap. 26 Harry Potter 7)

   Harry girò sul posto con Unci-unci in spalla, concentrandosi sul Paiolo Magico, la locanda all'ingresso di Diagon Alley. Nell'oscurità opprimente, il Folletto si tenne ancora più stretto e qualche attimo dopo Harry sentì il marciapiede sotto le scarpe e aprì gli occhi: erano in Charing Cross Road. I Babbani camminavano veloci, con l'espressione depressa del mattino presto, ignari dell'esistenza del piccolo pub.
La Gringott (Cap. 26 Harry Potter 7)

   «È Travers» sibilò il Folletto all'orecchio di Harry, che però al momento non riusciva a ricordare chi fosse Travers. Hermione si erse in tutta la sua altezza e domandò, con il massimo disprezzo che riuscì a mettere insieme: «Che cosa vuole?»
La Gringott (Cap. 26 Harry Potter 7)

   Il lungo bancone era presidiato da folletti seduti su alte scranne, che servivano i primi clienti della giornata. Hermione, Ron e Travers si avvicinarono a un vecchio Folletto che stava osservando una spessa moneta d'oro attraverso un monocolo. Hermione lasciò che Travers la precedesse con la scusa di illustrare a Ron le caratteristiche dell'atrio.
La Gringott (Cap. 26 Harry Potter 7)

   Il Folletto gettò via la moneta, borbottò «Lepricani» e poi salutò Travers, che gli passò una minuscola chiave dorata; il Folletto la esaminò e la restituì.
La Gringott (Cap. 26 Harry Potter 7)

   «Signora Lestrange!» trasalì il Folletto. «Santo cielo! Cosa... cosa posso fare per lei oggi?»
La Gringott (Cap. 26 Harry Potter 7)

   Il vecchio Folletto si tirò indietro. Harry si guardò intorno. Non solo Travers era a poca distanza e li osservava, ma altri folletti avevano interrotto le loro occupazioni per fissare Hermione.
La Gringott (Cap. 26 Harry Potter 7)

   «Ha modo di... di provare la sua identità?» chiese il Folletto.
La Gringott (Cap. 26 Harry Potter 7)

   «La sua bacchetta sarà sufficiente, signora» replicò il Folletto. Tese una mano tremante e in un terribile lampo di comprensione Harry capì che i folletti della Gringott sapevano che la bacchetta di Bellatrix era stata rubata.
La Gringott (Cap. 26 Harry Potter 7)

   Harry sollevò la bacchetta di biancospino sotto il Mantello, la puntò contro il vecchio Folletto e sussurrò, per la prima volta in vita sua: «Imperio!» Una curiosa sensazione percorse il suo braccio, un caldo formicolio che sembrava scorrere dalla sua mente lungo i nervi e le vene, legandolo alla bacchetta e alla maledizione che aveva appena scagliato. Il Folletto prese la bacchetta di Bellatrix, la esaminò attentamente e poi disse: «Ah, una bacchetta nuova, signora Lestrange!»
La Gringott (Cap. 26 Harry Potter 7)

   Il vecchio Folletto dietro il banco batté le mani e uno più giovane si avvicinò.
La Gringott (Cap. 26 Harry Potter 7)

   «Mi servono i Sonacci» gli disse il vecchio, e quello sfrecciò via per tornare un secondo dopo con una borsa di cuoio che sembrava piena di metallo sferragliante. La consegnò al suo superiore. «Bene, bene! Allora, se vuole seguirmi, signora Lestrange» proseguì il vecchio Folletto. Saltò giù dalla scranna e scomparve alla vista. «L'accompagno alla sua camera».
La Gringott (Cap. 26 Harry Potter 7)

   Un altro Folletto era sbucato da dietro il bancone.
La Gringott (Cap. 26 Harry Potter 7)

   Sussurrò frettoloso all'orecchio di Bongi, ma il Folletto soggiogato dalla Maledizione Imperius lo liquidò.
La Gringott (Cap. 26 Harry Potter 7)

   «A nascondersi» rispose Harry puntando la bacchetta contro Bongi: il Folletto fischiò e un carrello sbucò dondolando dal buio. Harry fu certo di aver sentito degli urli venire dall'atrio mentre si arrampicavano nel vagoncino, Bongi davanti e gli altri quattro stipati dietro.
La Gringott (Cap. 26 Harry Potter 7)

   «Ci serve» disse Unci-unci, «non possiamo entrare nella camera blindata senza un Folletto della Gringott. E abbiamo bisogno dei Sonacci!»
La Gringott (Cap. 26 Harry Potter 7)

   «Fagli mettere la mano sulla porta!» gridò Unci-unci a Harry, che puntò la bacchetta su Bongi. Il vecchio Folletto obbedì, premette il palmo sul legno e la porta della camera blindata si dissolse rivelando un antro stipato da cima a fondo di monete d'oro, calici, armature d'argento, pelli di strane creature, alcune con lunghi aculei, altre con ali flosce, pozioni in fiaschette incrostate di pietre preziose e un teschio che ancora indossava una corona.
La Gringott (Cap. 26 Harry Potter 7)

   «Non funziona, non funziona!» ringhiò il Folletto.
La Gringott (Cap. 26 Harry Potter 7)

   Harry le afferrò e tirò. Il Folletto coperto di vesciche emerse poco alla volta, ululando.
La Gringott (Cap. 26 Harry Potter 7)

   Fu Unci-unci a vederla e a tuffarsi, e in quel momento Harry capì che il Folletto non aveva mai pensato che avrebbero mantenuto la parola. Con una mano stretta attorno a una ciocca di capelli di Harry, per non rischiare di affondare nel mare ondeggiante di oro arroventato, Unci-unci afferrò l'elsa della spada e la sollevò in alto, fuori dalla sua portata.
La Gringott (Cap. 26 Harry Potter 7)

   La minuscola coppa d'oro fu scagliata in aria. Con il Folletto ancora sulla schiena, Harry si tuffò e la prese al volo. Sentì che gli ustionava la pelle ma non la lasciò, nemmeno quando innumerevoli coppe di Tassorosso gli esplosero dal pugno e caddero a pioggia su di lui. In quel momento, l'ingresso della camera blindata si riaprì e lui scivolò senza controllo su una valanga di oro e d'argento che trasportò lui, Ron e Hermione fuori dalla camera.
La Gringott (Cap. 26 Harry Potter 7)

   Il Folletto tremava, incapace di incrociare lo sguardo rosso sopra di lui. «Ripetilo!» mormorò Voldemort. «Ripetilo!»
Il nascondiglio finale (Cap. 27 Harry Potter 7)

   «M-mio Signore» balbettò il Folletto, gli occhi neri dilatati dal terrore,
Il nascondiglio finale (Cap. 27 Harry Potter 7)

   La Bacchetta di Sambuco tagliò l'aria e una luce verde schizzò nella stanza. Il Folletto inginocchiato cadde, morto, e i maghi si dispersero terrorizzati: Bellatrix e Lucius Malfoy ne travolsero alcuni nella loro fuga verso la porta, e la sua bacchetta calò di nuovo, e coloro che erano rimasti furono trucidati, tutti, per avergli portato quella notizia, per aver saputo della coppa d'oro...
Il nascondiglio finale (Cap. 27 Harry Potter 7)

   Ma doveva sapere, doveva esserne certo... Misurò la stanza a grandi passi, scalciando via il corpo del Folletto, e le immagini si confusero e bruciarono nel suo cervello ribollente: il lago, la baracca, Hogwarts...
Il nascondiglio finale (Cap. 27 Harry Potter 7)