La diversità come risorsa in Harry Potter e la Camera dei Segreti by Daniela Keo

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Contrapposizioni etniche: maghi e babbani.
Contrapposizioni di razza: Purosangue e Mezzosangue
Disabilità nel mondo magico: nascere senza alcun potere
Discriminazioni e Sporchi Mezzosangue

"Harry Potter e la Camera dei Segreti" è il romanzo in cui la tematica della diversità comincia veramente ad essere affrontata in maniera approfondita.

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Contrapposizioni etniche: maghi e babbani. link


La prima, grande separazione tra etnie nel mondo potteriano è individuabile tra maghi e Babbani (ing. Muggles), i primi dotati di poteri magici, e i secondi privi di qualunque potere.

Maghi e Babbani vivono in duesocietà ben separatel’una dall’altra: il mondo magico sa dell'esistenza dei Babbani, mentre i Babbani, tranne pochissime eccezioni, sono completamente all'oscuro dell'esistenza della magia. Lo stile di vita dei Babbani è comunque fonte di grande interesse
per il popolo magico, al punto che è oggetto di studio ad Hogwarts: le soluzioni alternative alla magia che i Babbani hanno adottato nel corso del tempo incuriosiscono molto.

L’atteggiamento prevalente della comunità magica verso i Babbani è di tolleranza e rispetto, ed essi non sono mai avvertiti come avversari o minacce. Solo in alcuni casi estremi, spesso rappresentati dai maghi Purosangue che vedono nella purezza di razza l’unico metro di giudizio dell'abilità di un mago, i Babbani sono ritenuti inferiori, al punto di giudicare degradante per un mago intrattenere con loro qualsiasi tipo di relazione.

Non conosciamo invece le opinioni del mondo Babbano riguardo quello magico, dal momento che la stragrande maggioranza non ne è a conoscenza. Possiamo però supporre che l’atteggiamento predominante sia di tolleranza e comprensione, considerando il fatto che molti genitori Babbani accettano tranquillamente il fatto che il proprio figlio frequenti una scuola di magia.

Anche dal punto di vista Babbano ci sono però delle
estremizzazioni, come dimostrano le figure degli zii di Harry: intolleranti verso qualunque cosa risulti anche solo in minima parte “anormale”, vedono in Harry e nella sua magia una minaccia per la loro vita pacifica.

Sebbene l'autrice presenti il mondo magico e quello Babbano come molto diversi, il personaggio di Harry si inserisce in entrambi come la figura di un diverso, spesso vittima di pregiudizi e non accettato dalla società. In questo senso, i due mondi non paiono più così distanti.

Nel mondo Babbano Harry non si è mai sentito pienamente integrato. Adottato sin da piccolo dagli zii Dursley, nel periodo che passa con loro è trattato con crudeltà e deliberata antipatia dalla sua nuova famiglia: viene praticamente recluso in casa per non rischiare che qualcuno venga a conoscenza delle sue particolari capacità, e gli viene vietato qualsiasi contatto con i suoi amici maghi.

Per tutta la sua vita tra i Babbani, Harry è stato trattato con indifferenza e freddezza, e fatto sentire inadeguato e di troppo, al punto che per lui la società Babbana rappresenta un mondo ostile e detestabile, da cui fuggire il prima possibile. Harry non è l'unico mago a vivere a contatto con i Babbani, ma uno dei pochi ad avere una così pessima opinione del loro mondo: in questa sua visione gioca un ruolo fondamentale l'atteggiamento di esclusione da sempre messo in atto dagli zii Dursley, che hha contribuito più di tutto a rendere quello non-magico un mondo in cui Harry si è sempre sentito un estraneo, un diverso.

Nel mondo magico, la situazione cambia parzialmente: Harry è un mago celebre e benvoluto, ma se da un lato apprezza il fatto di essere finalmente accettato nella società, dall'altro si ritrova ancora una volta
lontano dalla figura di semplice studente normale
a cui ambisce.

Nel corso del romanzo, la fama gli causa anche diversi problemi portandolo a subire false accuse. Ancora una volta, dunque, si ripresenta il problema della sua esclusione sociale: Harry si ritrova malvisto non solo dagli studenti, ma dall'intera comunità, che basa il suo giudizio su delle conoscenze solo vaghe della sua storia, mostrandosi in questo senso non così diversa da quella Babbana.

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Contrapposizioni di razza: Purosangue e Mezzosangue link



Alcune precisazioni riguardo la traduzione italiana.

"Pureblood”: maghi che possono vantare un albero genealogico interamente magico. In italiano tradotti come “Purosangue”.

“Halfblood”: maghi che hanno tracce di sangue Babbano in famiglia (ad esempio, chi nasce da un genitore mago e uno Babbano). Tradotti in italiano con "Mezzosangue".

“Mud-Blood”: maghi che nascono da famiglie interamente Babbane. In italiano anche questi sono erroneamente indicati come “Mezzosangue”.

Questa grave svista nella traduzione (peraltro corretta nelle edizioni successive) fa sì che si perda l’accezione fortemente offensiva della parola “Mud-blood”, che nel libro è un termine razzista utilizzato solo dai maghi Purosangue più estremisti.


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Disabilità nel mondo magico: nascere senza alcun potere link


Nella società magica è presente anche quello che si può definire l'esatto opposto di un Nato Babbano:chi, pur nascendo da una famiglia di maghi, risulta essere privo di poteri magici o comunque incapace di usarli. Si tratta dei cosiddetti “Maghinò” (ing. Squibs): la loro condizione è rarissima nel mondo magico.

Nel romanzo, il Magonò che viene presentato è Argus Gazza, il Custode della scuola: Harry, trovandosi un giorno nel suo ufficio per una punizione, scopre tra la corrispondenza privata dell’uomo alcuni opuscoli informativi di “Corsi di magia per principianti”. La reazione stizzita e imbarazzata di Gazza nel capire che Harry è a conoscenza della sua situazione la dice lunga su quanto l’essere un Magonò sia
fonte di grande disagio, nel mondo magico: tale condizione “condanna” chi ne è affetto a poter vivere nel mondo della magia ma restarne sempre ai margini, in quanto privi di poteri di persona. Una condizione, insomma, che potremmo paragonare a una vera e propria disabilità, e che non permette mai di sentirsi davvero pari agli altri maghi.

L’unico modo per evitare la completa emarginazione dal mondo della magia è riuscire a scavarsi una “nicchia” nella comunità, occupando posti in cui le doti magiche non sono richieste (come, appunto, il Custode ad Hogwarts), ma spesso questo porta i Maghinò a nutrire sentimenti di profonda invidia per i maghi veri e propri.


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Discriminazioni e Sporchi Mezzosangue link


Nel settimo capitolo “Mezzosangue e mezze voci”, il mago Purosangue Draco Malfoy si riferisce a Hermione, strega nata da una famiglia Babbana, con l’appellativo di “Sporca Mezzosangue” (ing. “Filthy Mudblood”). Se Hermione, proprio a causa delle sue origini, non conosce il significato dell’insulto e non si rende quasi conto della forte offesa che le è stata rivolta, altri ragazzi si mostrano indignati per l’uso di questo termine.

Le radici di questa deriva razzista sono però di molto antecedenti al tempo in cui è ambientato il romanzo: l’autrice rivela nel corso della storia che uno dei quattro fondatori della scuola di Hogwarts entrò in contrasto con i suoi tre colleghi poiché pretendeva che ad essere ammessi nella scuola fossero solamente i maghi di comprovata purezza di sangue.

La società magica ufficialmente non fa alcuna restrizione
riguardo la provenienza della famiglia: quelli che gli estremisti additano come Mudblood,nella comunità sono definiti con il termine più soft di “Nati Babbani” (ing. “Muggle-Born Wizards”). Il sentimento più diffuso verso i Babbani è infatti quello di curiosità, a volte mista a diffidenza: l'estremizzazione di questi sentimenti è alla radice della deriva razzista
di alcuni Purosangue: in quanto privi di magia, i Babbani vengono considerati sostanzialmente una razza inferiore, sottosviluppata e incapace di affrontare il mondo. Anche i maghi Nati Babbani risentono di questi pregiudizi.


Il personaggio di Draco Malfoy è l’archetipo del mago Purosangue classista ed estremista, che utilizza il suo status di presunta “purezza del sangue” come vero e proprio metro di misura dell’abilità magica, e non accetta l’idea che anche i maghi Nati Babbani possano avere le stesse capacità.

A lui si contrappone il personaggio di Hermione, che pur avendo origini Babbane è un’abilissima strega e una brillante studentessa: la ragazza non si lascia influenzare dai giudizi negativi gratuiti e dimostra lungo tutto il racconto di non sentirsi affatto diversa né inferiore. Hermione, più di qualsiasi altro personaggio, ci mostra quanto la diversità in questo senso non sia un disagioma quasi un valore aggiunto, che permette di approcciarsi all’arte della magia con più spensieratezza e interesse rispetto a un mago che la conosce già da sempre.


Il pensiero di alcuni maghi è estremista e intollerante al punto che vengono considerati “traditori del proprio sangue” (ing. “Blood traitors”) tutti i maghi Purosangue che rifiutano la presunta differenza tra loro e i Nati Babbani. Anche questo ideale, comunque, è limitato agli estremisti e non è accettato dalla maggior parte della comunità magica. [^]









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(EID 46 - REV 1 By Stefano_Draems)
March 8, 2014

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