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Harry Potter e La Pietra Filosofale (2184 citazioni)
Harry Potter e La Camera dei Segreti (3199 citazioni)
Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban (4329 citazioni)
Harry Potter e il Calice di Fuoco (6144 citazioni)
Harry Potter e l'Ordine della Fenice (9042 citazioni)
Harry Potter e il Principe Mezzosangue (5824 citazioni)
Harry Potter e i Doni della Morte (6958 citazioni)
Le fiabe di Beda il Bardo (289 citazioni)
Il Quidditch Attraverso i Secoli ( citazioni)
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   LA Mappa del Malandrino
La Mappa del Malandrino (Cap. 10 Harry Potter 3)

   «Certo che no» disse Harry. Abbassò la voce per non farsi sentire da quelli del sesto anno e raccontò loro della Mappa del Malandrino.
La Mappa del Malandrino (Cap. 10 Harry Potter 3)

   Il sabato mattina, Harry mise il Mantello dell'Invisibilità nella borsa, si fece scivolare in tasca la Mappa del Malandrino e scese a far colazione con tutti gli altri. Hermione continuava a scoccargli occhiate sospettose, ma lui ne evitò lo sguardo, e fece in modo che lei lo vedesse risalire la scalinata di marmo mentre tutti gli altri si dirigevano verso la porta d'ingresso.
L'ira di Piton (Cap. 14 Harry Potter 3)

   Harry corse al terzo piano e mentre saliva estrasse la Mappa del Malandrino. Si accovacciò dietro la strega orba e stese la cartina. Un puntino avanzava nella sua direzione. Harry strizzò gli occhi per metterlo a fuoco. La scritta minuscola accanto al puntino recitava 'Neville Paciock'.
L'ira di Piton (Cap. 14 Harry Potter 3)

   Corse fino alla strega orba, le aprì la gobba, ci s'infilò e scivolò giù, raggiungendo la borsa ai piedi dello scivolo di pietra. Cancellò di nuovo la Mappa del Malandrino e partì di gran carriera.
L'ira di Piton (Cap. 14 Harry Potter 3)


   Raggelato dal terrore, Harry estrasse lentamente il sacchetto di scherzi di Zonko e la Mappa del Malandrino.
L'ira di Piton (Cap. 14 Harry Potter 3)

   «Non lo so... è segnato sulla Mappa del Malandrino ma Fred e George dicono che non l'ha mai usato nessuno... finisce fuori dai confini della mappa, ma sembrava che portasse a Hogsmeade...»
Gatto, topo e cane (Cap. 17 Harry Potter 3)

   «La mappa» disse Lupin. «La Mappa del Malandrino. Ero nel mio studio a guardarla...»
Gatto, topo e cane (Cap. 17 Harry Potter 3)

   «Non sai quante volte ho visto James sparire lì sotto...» disse Lupin agitando di nuovo la mano, impaziente. «Il fatto è che sulla Mappa del Malandrino ti si vede anche se indossi un Mantello dell'Invisibilità. Vi ho visto attraversare il parco ed entrare nella capanna di Hagrid. Venti minuti dopo, vi siete congedati da Hagrid e siete tornati al castello. Ma con voi
Gatto, topo e cane (Cap. 17 Harry Potter 3)

   «Tutti hanno creduto che Sirius avesse ucciso Peter» spiegò Lupin. «Io stesso ne ero convinto... finché stasera non ho visto la mappa. Perché la Mappa del Malandrino non mente mai... Peter è vivo. Ce l'ha in mano Ron,
Lunastorta, Codaliscia, Felpato e Ramoso (Cap. 18 Harry Potter 3)

   «Ci sto arrivando, Sirius, ci sto arrivando... be', ora che potevamo trasformarci tutti e quattro ci si aprirono davanti parecchie eccitanti opportunità. Ben presto di notte prendemmo ad abbandonare la Stamberga Strillante e a vagare per i prati del castello e per il villaggio. Sirius e James si trasformavano in animali così grossi che erano più che in grado di tener testa a un Lupo Mannaro. Dubito che qualche altro studente di Hogwarts abbia mai scoperto più cose sul parco e su Hogsmeade... E fu così che finimmo per disegnare la Mappa del Malandrino e firmarla con i nostri soprannomi. Sirius è Felpato. Peter è Codaliscia. James era Ramoso».
Lunastorta, Codaliscia, Felpato e Ramoso (Cap. 18 Harry Potter 3)

   «Ti ho visto arrivare» disse Lupin sorridendo. Indicò la pergamena davanti a lui. Era la Mappa del Malandrino.
Ancora posta via gufo (Cap. 22 Harry Potter 3)

   «Ecco... l'ho portato via dalla Stamberga Strillante ieri notte» disse, riconsegnando a Harry il Mantello dell'Invisibilità. «E...» esitò, poi gli tese anche la Mappa del Malandrino. «Non sono più un tuo insegnante, quindi non mi sento in colpa a restituirti anche questa. A me non serve, e credo che tu, Ron e Hermione troverete il modo di usarla».
Ancora posta via gufo (Cap. 22 Harry Potter 3)

   Qualcuno bussò alla porta. Rapido, Harry s'infilò in tasca la Mappa del Malandrino e il Mantello dell'Invisibilità.
Ancora posta via gufo (Cap. 22 Harry Potter 3)

    Harry preparò accuratamente il suo piano, perché era già stato sorpreso una volta da Gazza il custode fuori dal letto e nel posto sbagliato nel cuore della notte, e non desiderava ripetere l’esperienza. Il Mantello dell’Invisibilità, naturalmente, sarebbe stato fondamentale, e come ulteriore precauzione Harry pensò di portare con sé la Mappa del Malandrino, che, insieme al Mantello, era il mezzo più efficace che possedesse per infrangere le regole. Sulla mappa era riportata l’intera Hogwarts, comprese le sue molte scorciatoie e i passaggi segreti, e, cosa più importante di tutte, mostrava le persone all’interno del castello, ferme o in movimento, come minuscoli puntini con tanto di nome, così che Harry avrebbe potuto individuare in tempo chiunque si fosse avvicinato al bagno.
L'Uovo e l'Occhio (Cap. 25 Harry Potter 4)


    Fuori, nel buio corridoio, Harry studiò la Mappa del Malandrino per controllare che la strada fosse ancora libera. Sì, i puntini con i nomi di Gazza e Mrs Purr erano ancora al sicuro nei loro uffici… tutto sembrava immobile tranne Pix, che saltellava nella sala dei trofei al piano di sopra… Harry aveva fatto il primo passo verso la Torre di Grifondoro, quando qualcos’altro sulla mappa attrasse la sua attenzione… qualcosa di decisamente strano.
L'Uovo e l'Occhio (Cap. 25 Harry Potter 4)

    E poi, a metà della scala, senza pensare ad altro che al bizzarro comportamento del signor Crouch, Harry sprofondò dritto nello scalino infido che Neville dimenticava sempre di saltare. Annaspò e l’uovo d’oro, ancora umido per il bagno, gli scivolò da sotto il braccio. Si lanciò in avanti per cercare di prenderlo al volo, ma era troppo tardi; l’uovo cadde giù per la lunga scala con un boato di grancassa a ogni gradino… il Mantello dell’Invisibilità scivolò via… Harry lo afferrò, e la Mappa del Malandrino gli sfuggì di mano e cadde giù per sei gradini, dove, sprofondato com’era nello scalino fino al ginocchio, non poteva arrivare a prenderla.
L'Uovo e l'Occhio (Cap. 25 Harry Potter 4)

    L’uovo d’oro rotolò al di là dell’arazzo ai piedi della scala, si aprì di scatto e cominciò a ululare. Harry estrasse la bacchetta e cercò di toccare la Mappa del Malandrino per cancellarla, ma era troppo lontana…
L'Uovo e l'Occhio (Cap. 25 Harry Potter 4)

    I passi di Gazza si arrestarono; si udì un tintinnio di metallo contro metallo, e l’ululato s’interruppe. Gazza aveva raccolto l’uovo e l’aveva chiuso. Harry rimase immobile, una gamba ancora incastrata profondamente nel gradino magico, in ascolto. Da un momento all’altro, Gazza avrebbe scostato l’arazzo, aspettandosi di vedere Pix… e non ci sarebbe stato nessun Pix… ma se avesse salito le scale, avrebbe visto la Mappa del Malandrino… e, Mantello dell’Invisibilità o no, la mappa avrebbe mostrato un “Harry Potter” nel punto esatto in cui si trovava lui.
L'Uovo e l'Occhio (Cap. 25 Harry Potter 4)

    Con una fitta di panico, Harry vide Moody indicare la Mappa del Malandrino, che si trovava ancora sulle scale, sei gradini sotto di lui. Mentre Piton e Gazza si voltavano a guardare, Harry gettò alle ortiche ogni precauzione: alzò le braccia sotto il Mantello e le agitò furiosamente rivolto a Moody per attirare la sua attenzione, e disse, muovendo solo le labbra: «È mia! Mia!»
L'Uovo e l'Occhio (Cap. 25 Harry Potter 4)

    «Che cos’è questa cosa?» chiese Moody, estraendo la Mappa del Malandrino dalla tasca e dispiegandola.
L'Uovo e l'Occhio (Cap. 25 Harry Potter 4)

    «Sei un ragazzo sveglio, Potter» disse. L’occhio magico tornò a vagare sulla Mappa del Malandrino. «È possibile che Crouch la pensi così» disse lentamente. «Alquanto possibile… ultimamente sono circolate strane voci… corroborate da Rita Skeeter, naturalmente. Fanno innervosire parecchie persone, credo». Un cupo sorriso gli increspò la bocca storta. «Oh, se c’è una cosa che odio» sussurrò, più rivolto a se stesso che a Harry, mentre l’occhio magico era immobile sull’angolo in basso a sinistra del foglio, «è un Mangiamorte rimesso in libertà…»
L'Uovo e l'Occhio (Cap. 25 Harry Potter 4)

    Moody gli strizzò l’occhio, mentre quello magico impazziva di nuovo. «Non c’è niente di meglio di un giretto notturno per farti venir delle idee, Potter… ci vediamo domani…» Entrò nel suo ufficio, gli occhi di nuovo incollati alla Mappa del Malandrino, e chiuse la porta.
L'Uovo e l'Occhio (Cap. 25 Harry Potter 4)

    «Facile, se aveva con sé la Mappa del Malandrino» disse Harry.
il Sogno (Cap. 29 Harry Potter 4)

    Estrasse di nuovo la Mappa del Malandrino e controllò attentamente la presenza di insegnanti al settimo piano. Fece uscire tutti, tre o quattro alla volta, e rimase a osservare preoccupato i loro puntini sulla mappa finché non giunsero sani e salvi ai dormitori: i Tassorosso lungo il passaggio seminterrato che portava anche alle cucine; i Corvonero in una torre sul lato ovest del castello, e i Grifondoro lungo il corridoio fino al ritratto della Signora Grassa.
L'esercito di Silente (Cap. 18 Harry Potter 5)


    Litigarono per tutto il percorso fino alla sala comune, ma Harry non li ascoltava. Teneva d’occhio la Mappa del Malandrino, però pensava anche a Cho quando aveva detto che lui la rendeva nervosa.
L'esercito di Silente (Cap. 18 Harry Potter 5)

   Harry si precipitò a prendere il Mantello dell’Invisibilità e la Mappa del Malandrino dal suo baule; fece così in fretta che lui e Ron erano pronti almeno cinque minuti prima che Hermione scendesse di corsa dal suo dormitorio con guanti, sciarpa e uno dei suoi bitorzoluti berretti da elfo in testa.
Il racconto di Hagrid (Cap. 20 Harry Potter 5)

    Sulla pergamena apparve immediatamente la Mappa del Malandrino: la pianta dettagliata di tutti i piani del castello, e i minuscoli punti in movimento, etichettati da un piccolo cartiglio, che rappresentavano tutti gli abitanti.
Sorprese di compleanno (Cap. 18 Harry Potter 6)

    «Grazie» rispose Ron sonnolento. Strappò l’involucro, mentre Harry scese dal letto, aprì il baule e vi rovistò dentro in cerca della Mappa del Malandrino, che nascondeva sempre dopo l’uso. Lo svuotò per metà prima di trovarla sotto i calzini appallottolati dove teneva ancora la bottiglia di pozione della fortuna, la Felix Felicis.
Sorprese di compleanno (Cap. 18 Harry Potter 6)

    Harry tuttavia non era mai stato meno interessato al Quidditch; era ossessionato da Draco Malfoy. Continuava a controllare la Mappa del Malandrino appena poteva, e a volte andava dove si trovava Malfoy, ma non l’aveva ancora sorpreso a combinare qualcosa di strano. E c’erano sempre quei momenti inesplicabili in cui Malfoy svaniva dalla Mappa…
Roba da elfi (Cap. 19 Harry Potter 6)

    Strinse la mano al Capitano di Tassorosso e poi, al fischio di Madama Bumb, si alzò in aria, più in alto del resto della squadra, e filò per il campo in cerca del Boccino. Se fosse riuscito a prenderlo subito, c’era una probabilità di riuscire a tornare al castello, tirar fuori la Mappa del Malandrino e scoprire che cosa stava facendo Malfoy…
Roba da elfi (Cap. 19 Harry Potter 6)

    Una volta lontano dalla Sala d’Ingresso, indossò il Mantello dell’Invisibilità, estrasse la Mappa del Malandrino dalla borsa e la colpì con la bacchetta, mormorando «Giuro solennemente di non avere buone intenzioni»e la scrutò con cura.
La stanza delle necessità (Cap. 21 Harry Potter 6)

    Nel mezzo di tutte le preoccupazioni, Harry non aveva dimenticato l’altra sua ambizione: scoprire che cosa faceva Malfoy nella Stanza delle Necessità. Continuava a guardare sulla Mappa del Malandrino e, dato che spesso non lo trovava, ne dedusse che trascorreva ancora un sacco di tempo dentro la Stanza. Harry stava perdendo le speranze di entrarvi: ci provava tutte le volte che passava di là, ma per quanto riformulasse la richiesta, la parete restava decisamente priva di porta.
Sectumsempra (Cap. 24 Harry Potter 6)

    Qualche giorno prima della partita contro Corvonero, Harry si ritrovò a scendere a cena da solo: Ron era corso in un bagno a vomitare, e Hermione era sfrecciata dalla professoressa Vector per parlarle di un errore che credeva di aver commesso nell’ultimo compito di Aritmanzia. Ormai per abitudine, si ritrovò a deviare per il corridoio del settimo piano, controllando la Mappa del Malandrino: per un attimo non riuscì a vedere Malfoy da nessuna parte, e pensò che fosse ancora nella Stanza delle Necessità. Ma poi scorse il minuscolo punto corrispondente in un bagno dei maschi al piano di sotto, in compagnia non di Tiger o Goyle, ma di Mirtilla Malcontenta.
Sectumsempra (Cap. 24 Harry Potter 6)

    «Sto bene» rispose asciutto Harry, e li oltrepassò di corsa. Sfrecciò su per le scale fino al dormitorio, dove spalancò il baule ed estrasse la Mappa del Malandrino e un paio di calzini appallottolati. Poi corse di nuovo in sala comune e con una scivolata si fermò davanti a Ron e Hermione, che lo guardarono esterrefatti.
La veggente spiata (Cap. 25 Harry Potter 6)


    «… capite che cosa vuol dire?» concluse Harry, concitato. «Silente non sarà qui stanotte, quindi Malfoy avrà un’ottima possibilità di tentare qualunque cosa abbia in mente. No, ascoltatemi!»sibilò rabbioso quando sia Ron che Hermione diedero segno di volerlo interrompere. «So che era Malfoy quello che festeggiava nella Stanza delle Necessità. Ecco…» Ficcò in mano a Hermione la Mappa del Malandrino. «Dovete sorvegliarlo, lui e anche Piton. Usate chiunque altro riusciate a mettere insieme dell’ES. Hermione, quei galeoni a contatto funzionano ancora, giusto? Silente dice che ha imposto alla scuola una protezione supplementare, ma se Piton è coinvolto saprà di quale protezione si tratta, e come evitarla… però non si aspetterà che tutti voi stiate in guardia, no?»
La veggente spiata (Cap. 25 Harry Potter 6)

    «Ho combinato un pasticcio, Harry» borbottò Ron cupo. «Abbiamo fatto come ci avevi detto: abbiamo controllato la Mappa del Malandrino e non vedevamo Malfoy, allora abbiamo pensato che fosse nella Stanza delle Necessità, così io, Ginny e Neville siamo andati a fare la guardia là davanti… ma Malfoy ci ha fregato».
Il lamento della Fenice (Cap. 29 Harry Potter 6)

    «Ero fuori dall’ufficio di Piton. Sì» mormorò Hermione, gli occhi scintillanti di lacrime, «con Luna. Siamo rimaste lì per un secolo e non è successo niente… Non sapevamo come stava andando di sopra, Ron aveva preso la Mappa del Malandrino… Era quasi mezzanotte quando il professor Vitious è sceso di corsa nei sotterranei. Gridava qualcosa sui Mangiamorte nel castello, non credo che si sia nemmeno accorto che io e Luna eravamo lì. È corso nell’ufficio di Piton e abbiamo sentito che gli diceva di seguirlo e aiutare gli altri, e poi c’è stato un tonfo sordo e Piton è uscito di corsa dalla sua stanza e ci ha visto e… e…»
Il lamento della Fenice (Cap. 29 Harry Potter 6)

   Gli ci volle un'altra ora per vuotarlo, gettar via le cose inutili e dividere il resto in pile, a seconda di quanto gli sarebbero servite da quel momento in poi. Le vesti di scuola e da Quidditch, il calderone, la pergamena, le piume e gran parte dei libri di testo finirono ammucchiati in un angolo. Chissà che cosa ne avrebbero fatto gli zii; li avrebbero bruciati nel cuore della notte, probabilmente, come prove di un crimine orrendo. Gli abiti Babbani, il Mantello dell'Invisibilità, il kit per le pozioni, alcuni libri, l'album di foto che gli aveva regalato Hagrid, un pacco di lettere e la bacchetta andarono a riempire un vecchio zaino. In una tasca sul davanti c'erano la Mappa del Malandrino e il medaglione col messaggio firmato 'R.A.B.' Il medaglione meritava il posto d'onore non perché fosse prezioso in sé era privo di valore ma per quello che era costato impossessarsene.
In memoriam (Cap. 2 Harry Potter 7)

   Su in soffitta, Ron osservò il suo Deluminatore e Harry riempì la borsa di Mokessino di Hagrid non con denaro, ma con gli oggetti più preziosi che possedeva, anche quelli in apparenza privi di valore: la Mappa del Malandrino, il frammento dello specchio magico di Sirius e il medaglione di R.A.B. Strinse bene i lacci e si fece scivolare il sacchetto attorno al collo, poi si sedette col vecchio Boccino tra le dita, guardando le ali che sbatacchiavano debolmente. Finalmente Hermione bussò e sgattaiolò dentro.
Il testamento i Albus Silente (Cap. 7 Harry Potter 7)

   «Sono Remus John Lupin, lupo mannaro, noto anche come Lunastorta, uno dei quattro creatori della Mappa del Malandrino, marito di Ninfadora, detta Tonks, e ti ho insegnato come evocare un Patronus, Harry, che ha la forma di un cervo».
La mazzetta (Cap. 11 Harry Potter 7)

   Non parlarono di Ron nei giorni che seguirono. Harry era deciso a non nominarlo mai più e Hermione evidentemente capiva che era inutile insistere, anche se a volte, di notte, quando era convinta che lui dormisse, Harry la sentiva piangere. Intanto lui aveva preso l'abitudine di aprire la Mappa del Malandrino e di esaminarla alla luce della bacchetta. Aspettava il momento in cui il puntino con il cartiglio che diceva 'Ron' fosse ricomparso nei corridoi di Hogwarts, dimostrando che era tornato al sicuro nel castello, protetto dal suo Stato di Purosangue. Ma Ron non apparve, e dopo un po' Harry si ritrovò ad aprire la Mappa solo per guardare il nome di
Godric’s Hollow (Cap. 16 Harry Potter 7)

   Spostò un vecchio cuscino all'ingresso della tenda e si sedette. Indossava tutti i maglioni che poteva ma aveva lo stesso i brividi. Il buio s'infittì col passare delle ore, fino a diventare quasi impenetrabile. Harry stava per prendere la Mappa del Malandrino e contemplare per un po' il puntino di Ginny, ma poi si ricordò che erano le vacanze di Natale e che doveva essere tornata alla Tana.
La cerva d’argento (Cap. 19 Harry Potter 7)

   «Da quanto tempo esisterà?» chiese Ron. «Non c'È sulla Mappa del Malandrino, vero, Harry? Credevo che ci fossero solo sette passaggi che entrano ed escono dalla scuola».
Il diadema perduto (Cap. 29 Harry Potter 7)

   Scivolarono fuori e Harry vide che il muro si era richiuso all'istante. Si trovavano in un corridoio buio. Harry trascinò Luna nell'ombra, cercò nella saccoccia che portava al collo e ne estrasse la Mappa del Malandrino. La tenne vicina al naso, la studiò e finalmente individuò il proprio puntino e quello di Luna.
Il diadema perduto (Cap. 29 Harry Potter 7)

   Harry aveva vagato molte volte per il castello di notte, ma mai con il cuore che gli martellava così forte, né mai era stato così importante non farsi intercettare. Oltrepassarono quadrati di luce lunare sul pavimento, armature i cui elmi cigolarono al rumore dei loro passi felpati, angoli dietro i quali si nascondeva chissà che cosa. Controllavano la Mappa del Malandrino non appena la luce lo consentiva e si fermarono due volte per lasciar passare un fantasma senza attirare la sua attenzione. Harry si aspettava di incontrare un ostacolo da un momento all'altro; temeva soprattutto Pix e tendeva l'orecchio a ogni passo per sentire in anticipo i segnali della sua presenza.
Il diadema perduto (Cap. 29 Harry Potter 7)

   Erano scesi di ancora due piani quando altri passi felpati si unirono ai loro. Harry, che sentiva ancora la cicatrice pizzicare, fu il primo a udirli: cercò la Mappa del Malandrino nella saccoccia attorno al collo, ma prima che riuscisse a sfilarla, anche la McGranitt si accorse che avevano compagnia. Si bloccò, la bacchetta in pugno, pronta al duello, e intimò: «Chi è là?»
Il congedo di Severus Piton (Cap. 30 Harry Potter 7)

   Si sentì addosso molti sguardi, mentre correva dalla Sala Grande nell'ingresso ancora affollato di studenti che si stavano allontanando. Si lasciò trascinare con loro su per la scalinata di marmo, ma quando fu in cima svoltò in un corridoio deserto. Il panico gli offuscava il cervello. Cercò di calmarsi, di concentrarsi sull'Horcrux, ma i suoi pensieri ronzavano frenetici e inutili come vespe imprigionate sotto un bicchiere. Senza Ron e Hermione ad aiutarlo, non riusciva a riordinare le idee. Rallentò e si fermò a metà di un passaggio vuoto. Sedette sul piedistallo di una statua andata via ed estrasse la Mappa del Malandrino dalla saccoccia che portava al collo. Non vide i nomi di Ron e Hermione da nessuna parte, anche se, pensò, potevano essere nascosti tra la folla di puntini diretti alla Stanza delle Necessità. Ripose la Mappa, si premette le mani sul volto e chiuse gli occhi, cercando di concentrarsi...
La battaglia di Hogwarts (Cap. 31 Harry Potter 7)