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Harry Potter e La Pietra Filosofale (2184 citazioni)
Harry Potter e La Camera dei Segreti (3199 citazioni)
Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban (4329 citazioni)
Harry Potter e il Calice di Fuoco (6144 citazioni)
Harry Potter e l'Ordine della Fenice (9042 citazioni)
Harry Potter e il Principe Mezzosangue (5824 citazioni)
Harry Potter e i Doni della Morte (6958 citazioni)
Le fiabe di Beda il Bardo (289 citazioni)
Il Quidditch Attraverso i Secoli ( citazioni)
Gli Animali Fantastici: Dove Trovarli ( citazioni)
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Ricerca di Crosta e di Scabbers


   Ron si mise la mano nella giacca e tirò fuori un topo grigio e grasso, profondamente addormentato.
‘Si chiama Crosta e non serve a niente; non si sveglia quasi mai. Percy ha ricevuto in dono un gufo da papà, per via che è stato fatto prefetto, ma i miei non si potevano perm... cioè, voglio dire, io invece, ho ricevuto Crosta’.
Le orecchie gli erano diventate rosse. Forse pensava di aver detto troppo, perché tornò a guardare fuori dal finestrino.
Il binario nove e tre quarti (Cap. 6 Harry Potter 1)

   ‘Non capisco perché si preoccupa tanto’ commentò Ron. ‘Se mi fossi portato un rospo avrei provveduto a perderlo prima possibile. E comunque non sono certo io che posso parlare: mi sono portato il topo Crosta!’
Il binario nove e tre quarti (Cap. 6 Harry Potter 1)

   Si schiarì la gola.
‘Per il sole splendente, per il fior di corallo stupido topo, diventa giallo!’
Agitò la bacchetta ma non accadde nulla. Crosta era sempre grigio e continuava imperterrito a dormire.
Il binario nove e tre quarti (Cap. 6 Harry Potter 1)

   ‘Sì’ confermò Ron. E si lasciò cadere seduto con l'aria depressa. ‘Sai? Mi sembra che le punte dei baffi di Crosta siano diventate un po' più chiare’ disse Harry cercando di distrarlo dal pensiero dei dormitori. ‘E... dimmi, che cosa faranno i tuoi fratelli più grandi ora che hanno finito?’
Il binario nove e tre quarti (Cap. 6 Harry Potter 1)

   Crosta, il topo, gli stava appeso a un dito, i piccoli denti aguzzi piantati nel polpastrello... Tiger e Malfoy si ritrassero mentre
Il binario nove e tre quarti (Cap. 6 Harry Potter 1)


   Goyle faceva roteare Crosta, ululando, e quando finalmente il topo si staccò andando a sbattere contro il finestrino, tutti e tre
Il binario nove e tre quarti (Cap. 6 Harry Potter 1)

   ‘Che cosa diavolo è successo, qui?’ chiese guardando tutti i dolci per terra e Ron che raccoglieva Crosta per la coda.
Il binario nove e tre quarti (Cap. 6 Harry Potter 1)

   ‘E' stato Crosta, non noi’ disse Ron guardandola storto. ‘Ti spiacerebbe uscire mentre ci cambiamo?’
Il binario nove e tre quarti (Cap. 6 Harry Potter 1)

   ‘Che bella mangiata, eh?’ bofonchiò Ron a Harry da dietro i tendaggi. ‘Vattene, Crosta! Mi sta rosicchiando le lenzuola’.
Il cappello Parlante (Cap. 7 Harry Potter 1)

   Ron e Hermione si unirono a Neville, Seamus e Dean, il tifoso del calcio, che erano sulla gradinata più alta. Per fare una sorpresa a Harry, avevano dipinto un grosso striscione, ricavato da uno dei lenzuoli che il topo Crosta aveva rosicchiato. Sopra ci avevano scritto Potter sei tutti noi, e sotto Dean, che era molto bravo a disegnare, aveva schizzato un grosso leone, simbolo di Grifondoro. Poi Hermione aveva fatto un piccolo, ingegnoso incantesimo per cui i colori apparivano cangianti.
Il Quidditch (Cap. 11 Harry Potter 1)

   Solo quando fu di nuovo a letto, a Harry venne in mente che forse Silente non aveva detto la verità. Ma in fin dei conti, rifletté mentre scacciava dal cuscino il topo Crosta, la sua era stata una domanda forse troppo personale.
Lo specchio delle brame (Cap. 12 Harry Potter 1)

    Salirono altre due rampe, fino a raggiungere una porta tutta sCrostata con una targa che diceva ‘Stanza di Ronald’.
La Tana (Cap. 3 Harry Potter 2)

    I libri di scuola di Ron erano ammonticchiati in un angolo, accanto a una pila di fumetti della serie Le avventure di Martin Miggs, il Babbano matto. La bacchetta magica di Ron era buttata sul davanzale della finestra, sopra una boccia da pesci piena di uova di rana; in un angolino assolato dormiva beatamente Crosta, il topo grigio.
La Tana (Cap. 3 Harry Potter 2)

    «Certo che abbiamo avuto una bella fortuna!» disse Ron mestamente chinandosi a raccogliere Crosta, il suo topo grigio. «Di tutti gli alberi contro cui potevamo andare a sbattere dovevamo scegliere proprio quello che prende a schiaffi!»
Il Platano Picchiatore (Cap. 5 Harry Potter 2)

    «Affermativo» disse Hermione spostando Crosta, il topo di Ron, in modo da potersi sedere ai piedi del letto. «Se siamo sempre decisi a farlo, io dico che dovrebbe essere per stasera».
La Pozione Polisucco (Cap. 12 Harry Potter 2)


   Harry guardò la foto animata, e un gran sorriso gli si allargò in volto quando vide tutti i nove Weasley che lo salutavano agitando freneticamente un braccio, in piedi davanti a un'alta piramide. La piccola e rotondetta signora Weasley, l'alto signor Weasley, sempre più stempiato, sei figli e una figlia, tutti quanti (anche se dall'immagine in bianco e nero non si vedeva) forniti di capelli rosso fiamma. Proprio al centro della foto c'era Ron, alto e dinoccolato, con il topo Crosta sulla spalla e il braccio attorno alle spalle della sorellina Ginny.
Posta via gufo (Cap. 1 Harry Potter 3)

   «Lumos» mormorò Harry, e una luce abbagliante apparve sulla punta della bacchetta. La tenne alta sopra la testa, e l'intonaco inCrostato di ghiaino del numero 2 all'improvviso prese a brillare; la porta del garage scintillò e Harry scorse distintamente il vasto profilo di qualcosa di molto grosso, dagli enormi occhi lucenti...
Il Nottetempo (Cap. 3 Harry Potter 3)

   «Non è mio» disse Ron. «Errol è il gufo di casa. Io ho solo Crosta». Estrasse il suo topo dalla tasca. «E voglio fargli dare un'occhiata» aggiunse, deponendo Crosta sul tavolo. «Temo che l'Egitto non gli abbia fatto troppo bene».
Il Paiolo Magico (Cap. 4 Harry Potter 3)

   Crosta era più magro del solito, e i baffi gli ricadevano flosci.
Il Paiolo Magico (Cap. 4 Harry Potter 3)

   «C'è un negozio di creature magiche proprio laggiù» disse Harry, che ormai conosceva Diagon Alley come le sue tasche. «Tu potresti vedere se hanno qualcosa per Crosta, e Hermione può comprarsi il suo gufo».
Il Paiolo Magico (Cap. 4 Harry Potter 3)

   Ron prese Crosta dalla tasca interna della giacca e lo posò vicino alla gabbia dei topi, che smisero di saltare e si affollarono contro la rete per ve
Il Paiolo Magico (Cap. 4 Harry Potter 3)

   Come quasi tutte le cose di Ron, il topo Crosta era di seconda mano (prima era appartenuto al fratello di Ron, Percy) e un po' sciupato. Vicino ai lucidi topi della gabbia, sembrava particolarmente abbacchiato.
Il Paiolo Magico (Cap. 4 Harry Potter 3)

   «Mmm» disse la strega sollevando Crosta. «Quanti anni ha?»
Il Paiolo Magico (Cap. 4 Harry Potter 3)

   «Che poteri ha?» chiese la strega osservando Crosta da vicino.
Il Paiolo Magico (Cap. 4 Harry Potter 3)

   «Ehm...» disse Ron. La verità era che Crosta non aveva mai mostrato la minima traccia di qualche potere interessante. La strega spostò lo sguardo dall'orecchio sinistro del topo, che era tutto smozzicato, alla zampa anteriore, a cui mancava un dito, e fece un verso di disapprovazione.
Il Paiolo Magico (Cap. 4 Harry Potter 3)


   Ron barcollò. Dalla sommità della gabbia più alta qualcosa di grosso e arancione era piombato sulla sua testa, per poi lanciarsi verso Crosta, soffiando furiosamente.
Il Paiolo Magico (Cap. 4 Harry Potter 3)

   «No, GRATTASTINCHI, NO!» gridò la strega, ma Crosta le guizzò via dalle mani come una saponetta, atterrò a pelle d'orso sul pavimento e poi filò verso la porta.
Il Paiolo Magico (Cap. 4 Harry Potter 3)

   «Crosta!» gridò Ron, schizzando a sua volta fuori dal negozio. Harry lo segui.
Il Paiolo Magico (Cap. 4 Harry Potter 3)

   Impiegarono quasi dieci minuti per riprendere Crosta, che si era rifugiato sotto un cestino della carta straccia davanti ad Accessori di Prima Qualità per il Quidditch. Ron si ficcò in tasca il topo tremante e si alzò massaggiandosi la testa.
Il Paiolo Magico (Cap. 4 Harry Potter 3)

   Questione di gusti, pensò Harry. Il gatto aveva un bel pelo fulvo e soffice, ma le zampe erano decisamente storte e il muso era imbronciato e un po' schiacciato, come se il suo proprietario si fosse schiantato contro un muro. Ora che Crosta non era in vista, comunque, il gatto faceva le fusa soddisfatto tra le braccia di Hermione.
Il Paiolo Magico (Cap. 4 Harry Potter 3)

   «E Crosta?» disse Ron indicando il rigonfiamento nella tasca della giacca. «Ha bisogno di riposo e di quiete! Come farà con quella cosa in giro?»
Il Paiolo Magico (Cap. 4 Harry Potter 3)

   «A proposito, hai dimenticato lo Sciroppo Ratto» disse Hermione, e porse a Ron la bottiglietta rossa. «Smettila di preoccuparti. Grattastinchi starà nel mio dormitorio e Crosta nel tuo, dov'è il problema? Povero Grattastinchi, la strega ha detto che ce l'aveva in negozio da un secolo, nessuno lo voleva».
Il Paiolo Magico (Cap. 4 Harry Potter 3)

   «Anche lo Sciroppo Ratto di Crosta» disse Ron, lanciando una serie di oggetti fuori dal suo baule. «Forse l'ho lasciato giù al bar...»
Il Paiolo Magico (Cap. 4 Harry Potter 3)

   «Vado io a prendere le cose di Crosta, io ho già finito» disse Harry a Ron, e scese le scale.
Il Paiolo Magico (Cap. 4 Harry Potter 3)

   «Nemmeno per idea» scattò Ron. «E il povero Crosta
Il Dissennatore (Cap. 5 Harry Potter 3)


   Indicò il davanti della giacca, dove un grosso rigonfiamento segnalava la presenza di Crosta appallottolato nella tasca interna.
Il Dissennatore (Cap. 5 Harry Potter 3)

   «Tienilo lì» disse Ron irritato, tornando al compito. «C'è Crosta che dorme nella mia borsa».
La fuga della Signora Grassa (Cap. 8 Harry Potter 3)

   «Ron, non fargli del male!» strillò Hermione. Tutti seguivano lo spettacolo. Ron fece roteare la borsa, con il felino ancora saldamente ancorato, e Crosta volò fuori...
La fuga della Signora Grassa (Cap. 8 Harry Potter 3)

   «PRENDETE QUEL GATTO!» urlò Ron, mentre Grattastinchi si districava dai resti della borsa, sfrecciava sotto il tavolo e si gettava all'inseguimento di uno spaventatissimo Crosta.
La fuga della Signora Grassa (Cap. 8 Harry Potter 3)

   George Weasley cercò di bloccare il gatto, ma non ci riuscì; Crosta passò attraverso venti paia di gambe e s'infilò sotto un vecchio cassettone; Grattastinchi si immobilizzò, si appiattì e prese a sferrare zampate furiose sotto il mobile.
La fuga della Signora Grassa (Cap. 8 Harry Potter 3)

   Ron e Hermione corsero verso di lui; Hermione lo afferrò e lo portò via; Ron si gettò pancia a terra e, con grande difficoltà, tirò fuori Crosta prendendolo per la coda.
La fuga della Signora Grassa (Cap. 8 Harry Potter 3)

   «Quell'animale ha qualcosa di strano!» esclamò Ron, cercando di convincere un agitatissimo Crosta a tornare dentro la tasca. «Ha sentito che dicevo che nella mia borsa c'era Crosta
La fuga della Signora Grassa (Cap. 8 Harry Potter 3)

   «Quel gatto ce l'ha con Crosta!» insistette Ron, ignorando i compagni che cominciavano a ridacchiare. «E Crosta era qui prima di lui, ed è anche malato!»
La fuga della Signora Grassa (Cap. 8 Harry Potter 3)

   «Come sta Crosta?» chiese Hermione timidamente mentre spogliavano
La fuga della Signora Grassa (Cap. 8 Harry Potter 3)

   rivolto al gatto. «Ci sono un sacco di topi qui in giro, vai a prenderli. Dài» aggiunse, spingendo Grattastinchi col piede giù per la scala a chiocciola, «lascia in pace Crosta».
Una Grama sconfitta (Cap. 9 Harry Potter 3)

   gliose decorazioni natalizie, anche se non era rimasto quasi nessuno a godersele. Fitte ghirlande di vischio e agrifoglio furono appese nei corridoi, luci misteriose brillavano dall'interno delle armature e la Sala Grande ospitava come sempre dodici abeti scintillanti di stelle d'oro. Un robusto, delizioso aroma di cibo pervadeva i corridoi, e per la Vigilia di Natale era diventato così intenso che anche Crosta mise il muso fuori dal suo rifugio nella tasca di Ron per annusare l'aria speranzoso.
La Firebolt (Cap. 11 Harry Potter 3)

   «Non portarlo qui dentro!» disse Ron, estraendo in fretta Crosta dalle profondità del suo letto e ficcandoselo nella tasca del pigiama. Ma Hermione non gli diede retta. Lasciò cadere Grattastinchi sul letto vuoto di Seamus e fissò la Firebolt a bocca aperta.
La Firebolt (Cap. 11 Harry Potter 3)

   «PORTALO FUORI DI QUI!» ruggi Ron, mentre gli artigli di Grattastinchi gli strappavano il pigiama e Crosta tentava una fuga disperata sulla sua spalla. Ron afferrò Crosta per la coda e sferrò al gatto un calcio che invece colpì il baule ai piedi del letto di Harry. Il baule si rovesciò e Ron prese a saltellare, strillando.
La Firebolt (Cap. 11 Harry Potter 3)

   Harry infilò di nuovo lo Spioscopio dentro i calzini e li gettò nel baule. Ora si sentivano solo i gemiti e le imprecazioni di Ron. Crosta era rannicchiato tra le mani del suo padrone. Harry, che non lo vedeva da parecchio,
La Firebolt (Cap. 11 Harry Potter 3)

   fu spiacevolmente sorpreso notando che Crosta, una volta così grasso, era diventato molto magro e spelacchiato.
La Firebolt (Cap. 11 Harry Potter 3)

   Ma Harry, che ricordava quanto aveva detto la strega del Serraglio Stregato sul fatto che i topi vivono solo tre anni, non poté fare a meno di pensare che, a meno che Crosta non possedesse poteri che non aveva mai rivelato, la sua fine era vicina. E nonostante Ron si lamentasse spesso di Crosta definendolo un topo noioso e inutile, Harry era certo che Ron sarebbe stato molto triste se Crosta fosse morto.
La Firebolt (Cap. 11 Harry Potter 3)

   Lo spirito natalizio era decisamente scarso nella sala comune dei Grifondoro quella mattina. Hermione aveva chiuso Grattastinchi nel dormitorio femminile, ma era arrabbiata con Ron perché aveva cercato di dargli un calcio; Ron era ancora furibondo per il recente tentativo di Grattastinchi di divorare Crosta. Harry rinunciò a cercare di farli parlare tra loro e si dedicò a un attento esame della Firebolt, che si era portato di sotto. Per qualche motivo, anche questo parve irritare Hermione, che non disse nulla, ma continuò a guardare cupamente la scopa come se anche quella avesse criticato il suo gatto.
La Firebolt (Cap. 11 Harry Potter 3)

   «La porto io!» si offrì Ron entusiasta. «Devo dare a Crosta il suo Sciroppo Ratto».
Il Patronus (Cap. 12 Harry Potter 3)

   «Crosta! GUARDATE! Crosta
Il Patronus (Cap. 12 Harry Potter 3)

   Ron era furioso perché Hermione non aveva mai preso sul serio i tentativi di Grattastinchi di divorare Crosta, non si era preoccupata di tenerlo d'occhio e tentava ancora di farlo passare per innocente, visto che gli suggeriva di cercare il topo sotto i letti dei ragazzi. Hermione, da parte sua, sosteneva che Ron non aveva nessuna prova che Grattastinchi avesse mangiato Crosta, che i peli rossi potevano essere lì da Natale, e che Ron era sempre stato prevenuto nei confronti del gatto, fin da quando Grattastinchi gli era balzato in testa al Serraglio Stregato.
Grifondoro contro Corvonero (Cap. 13 Harry Potter 3)

   Personalmente, Harry era sicuro che Grattastinchi si fosse mangiato Crosta, e quando cercò di far notare a Hermione che tutte le prove puntavano in quella direzione, lei perse la pazienza anche con lui.
Grifondoro contro Corvonero (Cap. 13 Harry Potter 3)

   «Ok, stai con Ron, tanto lo sapevo!» disse con voce acuta. «Prima la Firebolt, poi Crosta, è sempre colpa mia, vero? Lasciami stare, Harry, ho un sacco di compiti!»
Grifondoro contro Corvonero (Cap. 13 Harry Potter 3)

   «Dài, Ron, non facevi che ripetere quanto era noioso Crosta» disse Fred per consolarlo. «Era giù da secoli, se ne stava andando. Probabilmente è stato meglio per lui sparire cosi, in un boccone. Non deve aver sentito niente».
Grifondoro contro Corvonero (Cap. 13 Harry Potter 3)

   Nell'estremo tentativo di rincuorare Ron, Harry lo convinse ad accompagnarlo all'ultimo allenamento dei Grifondoro prima della partita contro i Corvonero, così alla fine avrebbe potuto fare un giro sulla Firebolt. La cosa parve distrarre per un attimo Ron dal pensiero di Crosta («Splendido! Posso provare a fare qualche goal?»), e così i due ragazzi si diressero insieme verso il campo.
Grifondoro contro Corvonero (Cap. 13 Harry Potter 3)

   «Visto?» disse Ron furioso, lasciando cadere il sasso. «Continua a lasciarlo andare dove vuole. Probabilmente adesso sta mandando giù Crosta con un paio di uccelli...»
Grifondoro contro Corvonero (Cap. 13 Harry Potter 3)

   Non c'era niente da ribattere, visto che Ron scelse proprio quel momento per dire ad alta voce:
«Se Crosta non fosse stato appena divorato, avrebbe potuto mangiare un po' di queste Mosche al Caramello, gli piacevano tanto...»
Grifondoro contro Corvonero (Cap. 13 Harry Potter 3)

   «No» rispose Ron in tono aspro. «Se almeno fosse un po' dispiaciuta... ma non ammetterà mai di avere torto, Hermione. Si comporta ancora come se Crosta fosse in vacanza».
Grifondoro contro Corvonero (Cap. 13 Harry Potter 3)

   «...ha mangiato Crosta!» lo interruppe Ron furioso.
L'ira di Piton (Cap. 14 Harry Potter 3)

   «Ron, mi dispiace tanto per Crosta...» singhiozzò.
La finale di Quidditch (Cap. 15 Harry Potter 3)

   «Ron! Io... non posso crederci... è Crosta
La profezia della professoressa Cooman (Cap. 16 Harry Potter 3)

   Hermione posò il bricco sul tavolo e lo rovesciò. Con uno squittìo disperato, agitando freneticamente le zampe nel tentativo di tornare dentro, il topo Crosta scivolò sul tavolo.
La profezia della professoressa Cooman (Cap. 16 Harry Potter 3)

   «Crosta!» esclamò Ron esterrefatto. «Crosta, che cosa ci fai qui?»
La profezia della professoressa Cooman (Cap. 16 Harry Potter 3)

   Afferrò il topo che si contorceva tutto e lo sollevò. Crosta aveva un aspetto orribile. Era più magro che mai, grosse chiazze di pelo erano cadute lasciando ampie macchie rosate, e si contorceva tra le mani di Ron, cercando disperatamente di liberarsi.
La profezia della professoressa Cooman (Cap. 16 Harry Potter 3)

   «Va tutto bene, Crosta!» disse Ron. «Niente gatti! Nessuno ti farà del male!»
La profezia della professoressa Cooman (Cap. 16 Harry Potter 3)

   Ron s'infilò Crosta in tasca e Hermione prese il Mantello.
La profezia della professoressa Cooman (Cap. 16 Harry Potter 3)

   «È Crosta... non vuole... stare tranquillo...»
La profezia della professoressa Cooman (Cap. 16 Harry Potter 3)

   Ron si chinò, cercando di trattenere Crosta dentro la tasca, ma il topo era fuori di sé; squittiva come un pazzo, si agitava e si divincolava, cercando
La profezia della professoressa Cooman (Cap. 16 Harry Potter 3)

   «Crosta, sono io, stupido, sono Ron» sibilò.
La profezia della professoressa Cooman (Cap. 16 Harry Potter 3)

   «Ok... Crosta, stai buono...»
La profezia della professoressa Cooman (Cap. 16 Harry Potter 3)

   «Non riesco a tenerlo fermo... Crosta, stai zitto o ci sentiranno...»
La profezia della professoressa Cooman (Cap. 16 Harry Potter 3)

   «Crosta, stai fermo» sibilò Ron, premendosi la mano sul petto. Il topo si divincolava come un pazzo. Ron si fermò di colpo e cercò di infilare Crosta più a fondo dentro la tasca. «Si può sapere che cos'hai, stupido topo?
Gatto, topo e cane (Cap. 17 Harry Potter 3)

   Crosta era chiaramente terrorizzato. Si agitava con tutte le forze, cercando di liberarsi dalla stretta di Ron.
Gatto, topo e cane (Cap. 17 Harry Potter 3)

   Ma Harry aveva appena visto Grattastinchi che scivolava verso di loro, il corpo appiattito, i grandi occhi gialli che scintillavano inquietanti nell'oscurità. Non seppe dire se li vedesse o se stesse seguendo gli squittii di Crosta.
Gatto, topo e cane (Cap. 17 Harry Potter 3)

   «Crosta... No!»
Gatto, topo e cane (Cap. 17 Harry Potter 3)

   «Vai via... vai via... Crosta, vieni qui...»
Gatto, topo e cane (Cap. 17 Harry Potter 3)

   Harry e Hermione quasi inciamparono addosso a Ron; riuscirono a stento a fermarsi davanti a lui. Era per terra, lungo disteso, ma Crosta era di nuovo nella sua tasca; il ragazzo teneva le mani strette sul rigonfiamento tremante.
Gatto, topo e cane (Cap. 17 Harry Potter 3)

   La luce della bacchetta magica illuminò il tronco di un grosso albero; l'inseguimento di Crosta li aveva portati all'ombra del Platano Picchiatore e i suoi rami scricchiolavano, come scossi da un forte vento, menando frustate avanti e indietro per impedire loro di avvicinarsi.
Gatto, topo e cane (Cap. 17 Harry Potter 3)

   «Cosa?» disse Ron. «Che cosa c'entra Crosta
Gatto, topo e cane (Cap. 17 Harry Potter 3)

   Ron esitò, poi s'infilò una mano sotto gli abiti. Ne emerse Crosta, che si divincolava disperatamente; Ron dovette afferrarlo per la lunga coda pelata per impedirgli di fuggire. Grattastinchi alzò la testa e soffiò.
Gatto, topo e cane (Cap. 17 Harry Potter 3)

   Lupin si avvicinò a Ron. Parve trattenere il respiro mentre studiava Crosta con grande attenzione.
Gatto, topo e cane (Cap. 17 Harry Potter 3)

   «Cosa?» ripeté Ron, tenendosi vicino Crosta, con aria spaventata. «Che cosa c'entra il mio topo con tutto il resto?»
Gatto, topo e cane (Cap. 17 Harry Potter 3)

   E Grattastinchi finì sul pavimento mentre Black si scagliava contro Crosta. Ron urlò di dolore quando Black finì con tutto il suo peso sulla gamba rotta.
Lunastorta, Codaliscia, Felpato e Ramoso (Cap. 18 Harry Potter 3)

   «Possiamo spiegarglielo dopo!» ringhiò Black, cercando di liberarsi da Lupin, una mano che ghermiva l'aria cercando di afferrare Crosta, che strillava come un porcellino e graffiava il viso e il collo di Ron nel tentativo di fuggire.
Lunastorta, Codaliscia, Felpato e Ramoso (Cap. 18 Harry Potter 3)

   Black cessò di lottare, anche se i suoi occhi infossati rimasero puntati su Crosta, che era ben stretto tra le mani morsicate, graffiate e sanguinanti di Ron.
Lunastorta, Codaliscia, Felpato e Ramoso (Cap. 18 Harry Potter 3)

   Cercò di puntellarsi sulla gamba sana, ma Lupin estrasse di nuovo la bacchetta e la puntò verso Crosta.
Lunastorta, Codaliscia, Felpato e Ramoso (Cap. 18 Harry Potter 3)

   «NON È PETER, È Crosta!» urlò Ron, cercando di ricacciare il topo nella tasca davanti, ma Crosta si agitava troppo; Ron barcollò e perse l'equilibrio, e Harry lo afferrò e lo risospinse sul letto. Poi, ignorando Black, Harry si voltò verso Lupin.
Lunastorta, Codaliscia, Felpato e Ramoso (Cap. 18 Harry Potter 3)

   «Non hanno visto quello che credevano di vedere!» esclamò Black con violenza, continuando a fissare Crosta che si divincolava tra le mani di Ron.
Lunastorta, Codaliscia, Felpato e Ramoso (Cap. 18 Harry Potter 3)

   Harry fissò Ron, e mentre i loro sguardi s'incrociavano, convennero in silenzio: Black e Lupin erano fuori di senno. La loro storia non aveva alcun senso. Come faceva Crosta a essere Peter Minus? Azkaban doveva aver sconvolto la mente di Black, dopotutto... ma perché Lupin gli dava corda?
Lunastorta, Codaliscia, Felpato e Ramoso (Cap. 18 Harry Potter 3)

   «Ma professor Lupin... Crosta non può essere Minus... non può essere vero, lo sa che non è possibile...»
Lunastorta, Codaliscia, Felpato e Ramoso (Cap. 18 Harry Potter 3)

   «Se hai intenzione di raccontargli tutta la storia, stringi, Remus» ringhiò Black, che continuava a studiare tutte le mosse disperate di Crosta. «Ho aspettato dodici anni e non ho intenzione di aspettare ancora a lungo».
Lunastorta, Codaliscia, Felpato e Ramoso (Cap. 18 Harry Potter 3)

   Harry non capiva dove andasse a parare quella storia ma ascoltava lo stesso, rapito. L'unico rumore, oltre alla voce di Lupin, era lo squittio spaventato di Crosta.
Lunastorta, Codaliscia, Felpato e Ramoso (Cap. 18 Harry Potter 3)

   «Sbrigati, Remus» ringhiò Black, che continuava a fissare Crosta con orribile avidità.
Lunastorta, Codaliscia, Felpato e Ramoso (Cap. 18 Harry Potter 3)

   «Piton?» disse Black con voce rauca, distogliendo lo sguardo da Crosta per la prima volta dopo parecchio tempo e fissando Lupin. «Che cosa c'entra Piton?»
Lunastorta, Codaliscia, Felpato e Ramoso (Cap. 18 Harry Potter 3)

   Harry rimase lì paralizzato, senza sapere cosa fare o a chi credere. Guardò Ron e Hermione. Ron era confuso quanto lui e continuava a lottare per trattenere l'agitatissimo Crosta. Hermione, comunque, fece un passo incerto verso Piton e disse, con voce rotta:
Il servo di Voldemort (Cap. 19 Harry Potter 3)

   «Allora è giunto il momento di darti qualche prova» disse Black. «Tu, ragazzo... dammi Crosta. Adesso».
Il servo di Voldemort (Cap. 19 Harry Potter 3)

   Ron strinse Crosta più forte al petto.
Il servo di Voldemort (Cap. 19 Harry Potter 3)

   «Andiamo» disse debolmente, «sta cercando di dire che è fuggito da Azkaban solo per mettere le mani su Crosta? Insomma...» Guardò Harry e Hermione, in cerca di sostegno. «D'accordo, diciamo che Minus sapeva trasformarsi in un topo... ci sono milioni di topi al mondo... come fa a sapere qual è quello che cercava se è rimasto chiuso ad Azkaban?»
Il servo di Voldemort (Cap. 19 Harry Potter 3)

   Era la fotografia di Ron e della sua famiglia che era apparsa sulla Gazzetta del Profeta l'estate prima, e lì, sulla spalla di Ron, c'era Crosta.
Il servo di Voldemort (Cap. 19 Harry Potter 3)

   «Mio Dio» disse piano Lupin, fissando prima Crosta, poi il giornale, poi
Il servo di Voldemort (Cap. 19 Harry Potter 3)

   di nuovo Crosta. «La zampa...»
Il servo di Voldemort (Cap. 19 Harry Potter 3)

   «Senta, probabilmente Crosta si è azzuffato con un altro topo. È nella mia famiglia da secoli...»
Il servo di Voldemort (Cap. 19 Harry Potter 3)

   Ma non era vero, Harry rifletté all'improvviso... Crosta aveva cominciato a non star bene prima di incontrare Grattastinchi... fin dal ritorno di Ron dall'Egitto... da quando Black era fuggito...
Il servo di Voldemort (Cap. 19 Harry Potter 3)

   «È vero» rispose Black, guardando Crosta con odio.
Il servo di Voldemort (Cap. 19 Harry Potter 3)

   Ron esitò, ma alla fine tese Crosta e Lupin lo prese. Crosta cominciò a squittire ininterrottamente, agitandosi e contorcendosi, gli occhietti neri sporgenti.
Il servo di Voldemort (Cap. 19 Harry Potter 3)

   «Direi di si» rispose Lupin, tenendo Crosta ben stretto in una mano e la bacchetta nell'altra. «Al tre. Uno... due... TRE!»
Il servo di Voldemort (Cap. 19 Harry Potter 3)

   Un lampo di luce blu e bianca sprizzò da tutte e due le bacchette; per un attimo, Crosta rimase paralizzato a mezz'aria, una piccola sagoma nera che si contorceva follemente. Ron urlò. Il topo cadde per terra; ci fu un altro lampo di luce accecante e poi...
Il servo di Voldemort (Cap. 19 Harry Potter 3)

   Fu come vedere la ripresa accelerata di un albero che cresce. Dal suolo si levò una testa; spuntarono braccia e gambe; un attimo dopo, nel punto in cui era caduto Crosta comparve un uomo che cercava di farsi piccolo piccolo e si torceva le mani. Grattastinchi soffiava e sibilava sul letto, col pelo ritto sulla schiena.
Il servo di Voldemort (Cap. 19 Harry Potter 3)

   Era un ometto molto basso, poco più alto di Harry e Hermione. I suoi sottili capelli incolori erano in disordine e in mezzo alla testa aveva una larga chiazza calva. Aveva l'aspetto raggrinzito di un uomo grasso che avesse perso molto peso in poco tempo. La sua pelle sembrava sporca e malaticcia, come il pelo di Crosta, e qualcosa del topo era rimasto attorno al naso puntuto, agli occhietti acquosi. Si guardò intorno, il respiro rapido e irregolare. Harry vide i suoi occhi scattare verso la porta e tornare su tutti loro.
Il servo di Voldemort (Cap. 19 Harry Potter 3)

   «Be'... Crosta... voglio dire, questo... quest'uomo... sono tre anni che vive nel dormitorio di Harry. Se lavora per LeiSaChi, perché non ha mai cercato di fare del male a Harry prima d'ora?»
Il servo di Voldemort (Cap. 19 Harry Potter 3)

   Black fece apparire dal nulla delle pesanti manette; presto Minus fu di nuovo in piedi, il braccio sinistro incatenato al destro di Lupin, il destro al sinistro di Ron. Ron aveva un'espressione risoluta. Sembrava aver preso la vera identità di Crosta come un insulto personale. Grattastinchi balzò giù dal letto con leggerezza e precedette gli altri fuori dalla stanza, la coda cespugliosa ben diritta.
Il servo di Voldemort (Cap. 19 Harry Potter 3)

   «È Hagrid che rompe il bricco del latte» disse Hermione in un soffio. «Fra un attimo troverò Crosta...»
Il segreto di Hermione (Cap. 21 Harry Potter 3)

   «Vai via... vai via... Crosta, vieni qui...»
Il segreto di Hermione (Cap. 21 Harry Potter 3)

    Leo sfrecciò nella gabbia, tubando in tono acutissimo. Harry conosceva Ron troppo bene per prenderlo sul serio. Si era lamentato continuamente del suo vecchio topo Crosta, ma era rimasto sconvolto quando sembrò che il gatto di Hermione, lo avesse divorato.
I Tiri Vispi di Fred e George (Cap. 5 Harry Potter 4)

    La stanza in cima alla casa dove dormiva Ron aveva quasi lo stesso aspetto dell’ultima volta che Harry era stato ospite da loro; la squadra di Quidditch preferita di Ron, i Magnifici Sette, sfrecciavano e salutavano dai poster sulle pareti e sul soffitto spiovente, e l’acquario sul davanzale che prima conteneva uova di rana ora ospitava una rana estremamente grossa. Il vecchio topo di Ron, Crosta, non c’era più, ma in compenso c’era il gufetto grigio che aveva recapitato la lettera di Ron a Harry a Privet Drive. Stava saltando su e giù in una gabbietta, e cantava come un pazzo.
I Tiri Vispi di Fred e George (Cap. 5 Harry Potter 4)

    Harry notò anche che il castello fu ripulito da cima a fondo. Parecchi ritratti sudici furono sCrostati, con gran disappunto dei loro soggetti, che sedevano rannicchiati nelle cornici, borbottavano cupi e trasalivano tastandosi i volti di un rosa acceso. Le armature all’improvviso diventavano scintillanti e si muovevano senza cigolare. E Argus Gazza, il custode, divenne talmente feroce con gli studenti che dimenticavano di pulirsi le scarpe che provocò una crisi isterica in un paio di ragazzine del primo anno.
Beauxbatons e Durmstrang (Cap. 15 Harry Potter 4)

    «Che cos’è quello?» esclamò Ron, indicando un grosso piatto di una specie di stufato di Crostacei disposto accanto a un gran pasticcio di carne e rognone.
Il Calice di Fuoco (Cap. 16 Harry Potter 4)

    «Vuoi una Crostatina alla marmellata, Hermione?» disse Fred.
Il Fronte di Liberazione degli Elfi Domestici (Cap. 21 Harry Potter 4)

    Hermione prese una Crostatina alla marmellata. Poi chiese: «Tutta questa roba l’hai presa nelle cucine, Fred?»
Il Fronte di Liberazione degli Elfi Domestici (Cap. 21 Harry Potter 4)

    «Oh… mi dispiace, Neville!» gridò Fred al di sopra delle risate. «Mi ero dimenticato… erano proprio le Crostatine alla crema che abbiamo stregato…»
Il Fronte di Liberazione degli Elfi Domestici (Cap. 21 Harry Potter 4)

    «Crostatine Canarine!» gridò Fred alla folla agitata. «Le abbiamo inventate io e George… sette zellini l’una, è un affare!»
Il Fronte di Liberazione degli Elfi Domestici (Cap. 21 Harry Potter 4)

    «Pare che lo adori» disse Ron masticando una Crostatina alla crema.
Il Fronte di Liberazione degli Elfi Domestici (Cap. 21 Harry Potter 4)

   Nonostante l’enorme mole di compiti per le vacanze, Harry non era dell’umore giusto per stare chino sui libri alfa fine del trimestre, e trascorse la settimana che precedeva il Natale divertendosi più che poteva insieme a tutti gli altri. La Torre di Grifondoro era di poco meno affollata che durante l’anno scolastico; sembrava anche che si fosse rimpicciolita, dal momento che i suoi occupanti erano molto più scalmanati del solito. Fred e George avevano avuto un gran successo con le loro Crostatine Canarine, e nei primi due giorni delle vacanze c’era dappertutto gente che si riempiva di piume all’improvviso. In breve, tutti i Grifondoro impararono a trattare con estrema cautela il cibo che veniva loro offerto, nel caso che avesse una Crostatina Canarina nascosta al centro, e George rivelò a Harry che lui e Fred al momento stavano lavorando alla creazione di qualcosa di nuovo. Harry prese mentalmente nota di non accettare nemmeno una patatina da Fred e George in futuro: non aveva ancora dimenticato Dudley e la Mou Mollelingua.
Il Ballo del Ceppo (Cap. 23 Harry Potter 4)

    Tutta la superficie dell’acqua era coperta di scintille. Sembrava inCrostata di diamanti.
Carne, Sangue e Ossa (Cap. 32 Harry Potter 4)

    «Sì» disse Harry, con un gran sorriso. «Pensa quante Crostatine Canarine fanno».
L'Inizio (Cap. 37 Harry Potter 4)

    Harry arrivò proprio dietro di lei e smontò su una macchia di erba incolta al centro di una piazzetta. Tonks stava già sbrigliando il baule. Tremante, Harry si guardò attorno. Le facciate sudicie delle case circostanti non erano accoglienti; alcune avevano i vetri rotti, che scintillavano cupi alla luce dei lampioni; la vernice di molte porte era sCrostata e mucchi di immondizia giacevano davanti a parecchi gradini d’ingresso.
L’avanguardia (Cap. 3 Harry Potter 5)

    Harry pensò e, non appena ebbe raggiunto la parte che riguardava il numero dodici di Grimmauld Place, una porta malconcia affiorò dal nulla tra i numeri undici e tredici, seguita in fretta da muri sudici e finestre inCrostate di sporco. Era come se una casa in più si fosse gonfiata, spingendo da parte quelle ai lati. Harry la guardò a bocca aperta. Lo stereo al numero undici continuò a pulsare. A quel che pareva, i Babbani all’interno non si erano accorti di nulla.
Grimmauld Place, numero dodici (Cap. 4 Harry Potter 5)

    Harry salì i consunti gradini di pietra, fissando la porta che si era appena Materializzata. La vernice nera era sCrostata e graffiata. Il batacchio d’argento aveva la forma di un serpente intrecciato. Non c’erano serratura né cassetta delle lettere.
Grimmauld Place, numero dodici (Cap. 4 Harry Potter 5)

    Mundungus frugò nervosamente nelle tasche, senza smettere di fissare Harry, ed estrasse una pipa nera inCrostata di sporcizia. Se la ficcò in bocca, accese il fornello con la bacchetta e trasse una bella boccata. Enormi nuvole fluttuanti di fumo verdastro lo oscurarono in pochi secondi.
L’Ordine della Fenice (Cap. 5 Harry Potter 5)

    Fred e George seppellirono le facce nei loro calici di Burrobirra; George aveva il singhiozzo. Per qualche ragione, la signora Weasley lanciò un’occhiata molto torva a Sirius prima di alzarsi e andare a prendere il dolce, una grossa Crostata di rabarbaro. Harry guardò il suo padrino.
L’Ordine della Fenice (Cap. 5 Harry Potter 5)

    «Kreacher» spiegò Ron spegnendo la luce. «La prima notte che ero qui è entrato alle tre del mattino. Fidati, non è bello svegliarsi e trovarlo che si aggira per la stanza». S’infilò nel letto, si sistemò sotto le coperte, poi si voltò a guardare l’amico nell’oscurità; Harry ne distinse la sagoma alla luce della luna che filtrava attraverso la finestra inCrostata. «Comunque… che cosa ne pensi?»
La Nobile e Antichissima Casata dei Black (Cap. 6 Harry Potter 5)

    Harry fece del suo meglio per non pensare all’udienza mentre vuotavano le librerie a vetri, quel pomeriggio. Per sua fortuna, era un lavoro che richiedeva concentrazione, perché molti oggetti sembravano alquanto riluttanti a lasciare i loro polverosi scaffali. Sirius ricevette un brutto morso da una tabacchiera d’argento; in pochi secondi la mano ferita fu ricoperta da una sgradevole Crosta che la fasciava come un robusto guanto marrone.
La Nobile e Antichissima Casata dei Black (Cap. 6 Harry Potter 5)

    «O un calderone nuovo, quello vecchio di Charlie è tutto arrugginito, o un topo nuovo, ti piaceva Crosta…»
Le pene della Signora Weasley (Cap. 9 Harry Potter 5)

    Una vecchia signora li salutò all’angolo. Aveva i capelli grigi a riccioli fitti e portava un cappello viola a forma di pasticcio di maiale in Crosta.
Luna Lovegood (Cap. 10 Harry Potter 5)

    «Non sarebbe nemmeno la prima volta» ha dichiarato una talpa del Ministero. «Cornelius “Spaccagoblin” Caramell, così lo chiamano gli amici. Se poteste sentirlo quando crede che nessuno lo ascolti… oh, parla sempre dei goblin che ha fatto fuori; li ha fatti annegare, li ha fatti defenestrare, li ha fatti avvelenare, li ha fatti cucinare in Crosta…»
Luna Lovegood (Cap. 10 Harry Potter 5)

    Harry non andò oltre. Caramell poteva avere molti difetti, ma Harry non se lo vedeva a dare ordine di cucinare goblin in Crosta. Sfogliò il resto della rivista e lesse qua e là: l’accusa ai Tutshill Tornados di star vincendo il Campionato di Quidditch grazie a una combinazione di ricatti, manomissione illegale di scope e torture; un’intervista a un mago che sosteneva di essere volato sulla luna con una Tornado Sei e di aver riportato come prova un sacco pieno di rane lunari; e un articolo sulle antiche rune che almeno spiegava perché Luna prima stesse leggendo Il Cavillo alla rovescia. Secondo la rivista, le rune capovolte rivelavano un incantesimo per trasformare le orecchie del nemico in mandarini cinesi. In effetti, rispetto al resto degli articoli, il suggerimento che Sirius potesse davvero essere la voce solista degli Hobgoblin era decisamente plausibile.
Luna Lovegood (Cap. 10 Harry Potter 5)

    Non era affatto come i Tre Manici di Scopa, la cui ampia sala dava un’impressione di calore e pulizia. La Testa di Porco era un locale piccolo, angusto e molto sporco, con un forte odore di qualcosa che poteva essere capra. Le finestre a bovindo erano così inCrostate che ben poca luce filtrava nella stanza, illuminata da mozziconi di candela piantati su rozzi tavoli di legno. Il pavimento sembrava a prima vista fatto di terra battuta, ma quando Harry fece il primo passo si rese conto che c’era pietra sotto quello che doveva essere sudiciume accumulato da secoli.
Alla Testa di Porco (Cap. 16 Harry Potter 5)

    I capelli di Hagrid erano inCrostati di sangue rappreso e l’occhio sinistro era ridotto a una fessura gonfia in una massa di lividi violacei e neri. Aveva tagli sul viso e sulle mani, alcuni ancora sanguinanti, e si muoveva con cautela, il che fece pensare a Harry che potesse avere delle costole rotte. Era evidente che era appena arrivato a casa; un pesante mantello da viaggio nero era buttato sulla spalliera di una sedia, e uno zaino, grande abbastanza da contenere diversi bambini, era appoggiato contro la parete accanto alla porta. Hagrid, che era due volte un uomo normale, zoppicò verso il fuoco e vi appese sopra un bollitore di rame.
Il racconto di Hagrid (Cap. 20 Harry Potter 5)

    «Eh… be’, è stato…» rispose Harry, avvicinando a sé un piatto di Crostata al rabarbaro per fare il bis, «…un fiasco totale».
Visto e imprevisto (Cap. 26 Harry Potter 5)

    «Qualcuno ha fatto una profezia su Voldemort e me?» chiese piano, gli occhi fissi su Lucius Malfoy, le dita ancora più strette sulla tiepida sfera di vetro. Era poco più grande di un Boccino e ancora inCrostata di polvere. «E mi ha fatto venire a prenderla per lui? Perché non l’ha presa lui stesso?»
Oltre il velo (Cap. 35 Harry Potter 5)

    Nonostante il cielo limpido, i vecchi alberi facevano un’ombra fonda, scura e fresca, e ci volle qualche istante prima che gli occhi di Harry distinguessero la costruzione seminascosta nel groviglio di tronchi. Gli parve un posto molto strano per una casa, con gli alberi che ostruivano la luce e la vista della valle sottostante. Si chiese se fosse abitata; i muri erano coperti di muschio e dal tetto erano cadute tante tegole che qua e là si vedevano le travi. Tutto attorno crescevano le ortiche, alte fino alle finestre minuscole e inCrostate di sporco. Quando ormai sembrava impossibile che qualcuno potesse viverci, una delle finestre fu aperta rumorosamente e ne sbucò un sottile filo di fumo, come se qualcuno stesse cucinando.
La casa di Gaunt (Cap. 10 Harry Potter 6)

    Gli ci vollero parecchi secondi per riconoscere il luogo. Silente era atterrato vicino a lui. La casa dei Gaunt era indescrivibilmente sporca, più di qualunque posto Harry avesse mai visto. Il soffitto era coperto di ragnatele, il pavimento foderato di terriccio; cibo muffito e marcescente era disposto sul tavolo in un caos di pentole inCrostate. La sola luce veniva da un’unica tremolante candela ai piedi di un uomo con capelli e barba così lunghi che Harry non distinse né gli occhi né la bocca. Era afflosciato in una poltrona vicino al fuoco, e Harry si chiese per un attimo se fosse morto. Ma poi qualcuno bussò forte alla porta e l’uomo si svegliò in un sussulto, alzando una bacchetta nella destra e un corto pugnale nella sinistra.
Un ricordo lumacoso (Cap. 17 Harry Potter 6)

   Aprì gli occhi e scoprì di essere disteso sul divano di un salotto sconosciuto, illuminato da una lampada. Il suo zaino, bagnato e inCrostato di fango, era sul pavimento. Un uomo biondo e panciuto lo osservava con espressione preoccupata.
Il Guerriero caduto (Cap. 5 Harry Potter 7)

    Hermione e Ron s'irrigidirono. Harry si guardò intorno in cerca dell'elsa inCrostata di rubini, ma Scrimgeour non sfilò la spada dalla borsa di cuoio, che comunque era troppo piccola per ospitarla.
Il testamento i Albus Silente (Cap. 7 Harry Potter 7)

    rosso cupo... era una spada con l'elsa inCrostata di rubini... la spada di Grifondoro giaceva sott'acqua, nella foresta.
La cerva d’argento (Cap. 19 Harry Potter 7)

   La villa di Bill e Fleur si ergeva solitaria su una collina che guardava il mare. Aveva i muri inCrostati di conchiglie e imbiancati a calce. Era un luogo bello e solitario. Quando Harry entrava in casa o nel minuscolo giardino, udiva la risacca del mare, come il respiro di un'enorme creatura addormentata. Per la gran parte dei giorni seguenti continuò a trovare scuse per sfuggire alla villetta affollata, avido della vista dalla scogliera sul cielo aperto e sull'immenso mare deserto, e della sensazione del vento freddo e salato sul viso.
Villa Conchiglia (Cap. 25 Harry Potter 7)

   «Fagli mettere la mano sulla porta!» gridò Unci-unci a Harry, che puntò la bacchetta su Bongi. Il vecchio folletto obbedì, premette il palmo sul legno e la porta della camera blindata si dissolse rivelando un antro stipato da cima a fondo di monete d'oro, calici, armature d'argento, pelli di strane creature, alcune con lunghi aculei, altre con ali flosce, pozioni in fiaschette inCrostate di pietre preziose e un teschio che ancora indossava una corona.
La Gringott (Cap. 26 Harry Potter 7)