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Harry Potter e La Pietra Filosofale (2184 citazioni)
Harry Potter e La Camera dei Segreti (3199 citazioni)
Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban (4329 citazioni)
Harry Potter e il Calice di Fuoco (6144 citazioni)
Harry Potter e l'Ordine della Fenice (9042 citazioni)
Harry Potter e il Principe Mezzosangue (5824 citazioni)
Harry Potter e i Doni della Morte (6958 citazioni)
Le fiabe di Beda il Bardo (289 citazioni)
Il Quidditch Attraverso i Secoli ( citazioni)
Gli Animali Fantastici: Dove Trovarli ( citazioni)
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   Nessuno notò il grosso Gufo bruno che passò con un frullo d'ali davanti alla finestra.
Il bambino sopravvissuto (Cap. 1 Harry Potter 1)

   Nel suo ufficio, al nono piano, Mr Dursley sedeva sempre con la schiena rivolta alla finestra. Se così non fosse stato quella mattina avrebbe avuto ancor più difficoltà a concentrarsi sui suoi trapani. Lui non vide i gufi volare a sciami in pieno giorno, ma la gente per strada sì. E li additavano, guardandoli a bocca aperta, passare a tutta velocità, uno dopo l'altro sopra le loro teste. La maggior parte di quella gente non aveva mai visto un Gufo neanche di notte. Ciononostante, Mr Dursley ebbe il privilegio di una mattinata perfettamente normale, del tutto immune dai gufi. Uscì dai gangheri con cinque persone diverse. Fece molte telefonate importanti e qualche altro urlaccio. Fino all'ora di pranzo, il suo umore si mantenne ottimo. A quel punto decise che, per sgranchirsi le gambe, avrebbe attraversato la strada per andarsi a comperare una ciambella dal fornaio di fronte.
Il bambino sopravvissuto (Cap. 1 Harry Potter 1)

   SCUOLA DI MAGIA
E STREGONERIA DI HOGWARTS
Direttore: Albus Silente
(Ordine di Merlino, Prima Classe, Grande Esorcista, Stregone Capo, Supremo Pezzo Grosso, Confed. Internaz. dei Maghi)
Caro Mr Potter, siamo lieti di informarLa che Lei ha diritto a frequentare la Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts. Qui accluso troverà l'elenco di tutti i libri di testo e delle attrezzature necessarie.
I corsi avranno inizio il 1o settembre.
Restiamo in attesa della Sua risposta via Gufo entro e non oltre il 31 luglio p.v.

Con ossequi,
Minerva Mcgranitt
Vicedirettrice
Il custode delle chiavi (Cap. 4 Harry Potter 1)

   Harry sentì una ridda di domande che gli esplodeva nella testa come un fuoco d'artificio, ma non riusciva a decidere da quale cominciare. Dopo alcuni minuti balbettò: ‘Che cosa significa che aspettano il mio Gufo?’
Il custode delle chiavi (Cap. 4 Harry Potter 1)

   ‘Per mille fulmini! L'avevo dimenticato’ disse Hagrid battendosi una mano sulla fronte così forte che avrebbe mandato a zampe all'aria un cavallo da tiro, e dall'ennesima tasca interna del pastrano estrasse un Gufo - un Gufo in carne e ossa, con le penne tutte arruffate - una lunga penna d'oca e un rotolo di pergamena. Con la lingua tra i denti per lo sforzo, buttò giù un biglietto che Harry riuscì a leggere all'incontrario:
Per Silente, ho consegnato la lettera a Harry. Domani lo accompagno a comperare quello che serve. Qui il tempo è orribile. Spero che Lei stia bene.
Il custode delle chiavi (Cap. 4 Harry Potter 1)


   Hagrid Poi arrotolò la pergamena, la porse al Gufo che l'afferrò col becco e, direttosi verso la porta, lanciò il volatile nella bufera. Quindi tornò indietro e si sedette come se tutta quella faccenda fosse la cosa più naturale del mondo.
Il custode delle chiavi (Cap. 4 Harry Potter 1)

   SCUOLA di MAGIA e
STREGONERIA di HOGWARTS
Uniforme
Gli studenti del primo anno dovranno avere:
Tre completi da lavoro in tinta unita (nero)
Un cappello a punta in tinta unita (nero) da giorno
Un paio di guanti di protezione (in pelle di drago o simili)
Un mantello invernale (nero con alamari d'argento)
N.B. Tutti gli indumenti degli allievi devono essere
contrassegnati da una targhetta con il nome.
Libri di testo
Tutti gli allievi dovranno avere una copia dei seguenti testi:
Manuale degli Incantesimi, Volume primo, di Miranda Gadula
Storia della Magia, di Bathilda Bath
Teoria della Magia, di Adalbert Incant
Guida pratica alla trasfigurazione per principianti, di Emeric Zott
Mille erbe e funghi magici, di Phyllida Spore
Infusi e pozioni magiche, di Arsenius Brodus
Gli animali fantastici: dove trovarli, di Newt Scamandro
Le Forze Oscure: guida all'autoprotezione, di Dante Tremante
Altri accessori
1 bacchetta magica
1 calderone (in peltro, misura standard 2)
1 set di provette di vetro o cristallo
1 telescopio
1 bilancia d'ottone
Gli allievi possono portare anche un Gufo, oppure un gatto, oppure un rospo.
Si ricorda ai genitori che agli allievi del primo anno non è consentito l'uso di manici di scopa personali.
Diagon Alley (Cap. 5 Harry Potter 1)

   Harry contò cinque piccole monete di bronzo e il Gufo allungò la zampa per consentirgli di mettere il denaro in un borsellino di cuoio che vi portava legato. Poi volò via dalla finestra aperta.
Diagon Alley (Cap. 5 Harry Potter 1)

   ‘Hagrid!’ disse Harry a voce alta. ‘C'è un Gufo!’
‘Pagalo’ grugnì Hagrid dal divano.
‘Come?’
‘Bisogna pagarlo per la consegna del giornale. Guarda nelle tasche’.
Diagon Alley (Cap. 5 Harry Potter 1)

   Si mise seduto e il pesante pastrano di Hagrid gli cadde di dosso. La catapecchia era tutta illuminata dal sole, la bufera era passata; Hagrid, in carne e ossa, dormiva sul divano sfondato, e un Gufo raspava con gli artigli alla finestra, tenendo un giornale nel becco.
Diagon Alley (Cap. 5 Harry Potter 1)

   Harry scattò in piedi, ed era talmente contento che si sentiva leggero come un palloncino. Andò alla finestra e la spalancò. Il Gufo volò dentro e lasciò cadere il giornale su Hagrid, e poiché non si svegliava, cominciò a svolazzare sul pavimento beccando il suo soprabito.
Diagon Alley (Cap. 5 Harry Potter 1)

   Da un negozio buio la cui insegna diceva: Emporio del Gufo: gufi selvatici, Barbagianni, gufi da granaio, gufi bruni e?civette bianche si udiva provenire un richiamo basso e soffocato. Molti ragazzi, più o meno dell'età di Harry, tenevano il naso schiacciato contro la vetrina, dove erano esposti dei manici di scopa. ‘Guarda’ Harry sentì dire uno di loro, ‘il Nimbus Duemila, il più veloce di tutti’. Alcuni negozi vendevano abiti, altri telescopi e bizzarri strumenti d'argento che Harry non aveva mai visto prima; c'erano vetrine stipate di barili impilati, contenenti milze di pipistrello e pupille d'anguilla, mucchi pericolanti di libri di incantesimi, penne d'oca e rotoli di pergamena, bottiglie di pozioni, globi lunari...
Diagon Alley (Cap. 5 Harry Potter 1)

   Harry arrossì.
‘Ma non devi...’
‘Lo so che non devo. Ecco che cosa farò: ti regalerò un animale.
Non un rospo, i rospi sono passati di moda anni fa, ti riderebbero dietro... e i gatti non mi piacciono, mi fanno starnutire. Ti prenderò un Gufo. Tutti i ragazzini vogliono i gufi, sono assai utili, portano la posta e tutto il resto’.
Diagon Alley (Cap. 5 Harry Potter 1)

   Venti minuti dopo, uscivano dall'Emporio del Gufo, un locale buio, pieno di animali che raspavano e frullavano in aria, con gli occhi luccicanti come gemme preziose. Ora Harry trasportava una grossa gabbia che conteneva una bella civetta bianca come la neve, profondamente addormentata con la testa sotto l'ala. Non riusciva a smettere di balbettare ringraziamenti, tanto che sembrava il professor Raptor.
Diagon Alley (Cap. 5 Harry Potter 1)

   Era ormai pomeriggio avanzato e il sole era basso sull'orizzonte quando Harry e Hagrid si misero sulla via del ritorno ripercorrendo Diagon Alley, riattraversarono il muro, fino al Paiolo magico, ormai deserto. Lungo il tragitto, Harry non disse una parola; non notò nemmeno quanta gente li guardasse a bocca aperta, in metropolitana, carichi com'erano di tutti quei pacchi dalle forme bizzarre, e con la civetta candida addormentata sulle ginocchia. Su per un'altra scala mobile, fuori di nuovo, giù verso Paddington Station; Harry si rese conto di dove si trovavano soltanto quando Hagrid gli batté sulla spalla.
Diagon Alley (Cap. 5 Harry Potter 1)


   ‘Questo è il biglietto per Hogwarts’ disse. ‘1o settembre, King's Cross... è tutto scritto sul biglietto. Se hai problemi con i Dursley, spediscimi una lettera con la tua civetta, lei saprà dove trovarmi... A presto, Harry’.
Diagon Alley (Cap. 5 Harry Potter 1)

   ‘E come mai Percy ha degli abiti nuovi?’ chiese uno dei gemelli. ‘Perché lui è un prefetto’ disse la madre tutta intenerita. ‘Bene, caro, buon anno scolastico e... mandami un Gufo quando sei arrivato’. Lo baciò sulla guancia e il ragazzo si allontanò. Poi la madre si rivolse ai gemelli.
Il binario nove e tre quarti (Cap. 6 Harry Potter 1)

   ‘E ora, voi due... quest'anno vedete di comportarvi bene. Se ricevo un altro Gufo che mi dice che avete... che avete fatto saltare in aria una toilette o...’
‘Saltare in aria una toilette? Ma noi non l'abbiamo mai fatto’. ‘Che bella idea ci hai dato, grazie mamma!’
‘Niente scherzi. E badate a Ron’.
Il binario nove e tre quarti (Cap. 6 Harry Potter 1)

   Ron si mise la mano nella giacca e tirò fuori un topo grigio e grasso, profondamente addormentato.
‘Si chiama Crosta e non serve a niente; non si sveglia quasi mai. Percy ha ricevuto in dono un Gufo da papà, per via che è stato fatto prefetto, ma i miei non si potevano perm... cioè, voglio dire, io invece, ho ricevuto Crosta’.
Le orecchie gli erano diventate rosse. Forse pensava di aver detto troppo, perché tornò a guardare fuori dal finestrino.
Il binario nove e tre quarti (Cap. 6 Harry Potter 1)

   Harry non pensava ci fosse niente di male nel fatto di non potersi permettere un Gufo. Dopo tutto, fino a un mese prima, lui stesso non aveva mai avuto un soldo in tasca, e lo disse a Ron, raccontandogli che anche lui portava sempre gli abiti smessi di Dudley e che non aveva mai ricevuto un regalo di compleanno decente. Il ragazzo sembrò sollevato.
Il binario nove e tre quarti (Cap. 6 Harry Potter 1)

   Rimaneva chiuso nella sua stanza, in compagnia della sua nuova civetta. Aveva deciso di chiamarla Edvige: il nome l'aveva trovato in una Storia della magia. I libri di testo erano interessantissimi.
Il binario nove e tre quarti (Cap. 6 Harry Potter 1)

   Fermò un poliziotto di passaggio, ma non osò fare parola del binario nove e tre quarti. L'agente non aveva mai sentito parlare di Hogwarts e quando si rese conto che Harry non era in grado di dirgli neanche in che regione si trovasse, cominciò a infastidirsi, come se Harry facesse apposta a fare lo stupido. Disperato, Harry chiese del treno in partenza alle undici, ma la guardia disse che non ce n'erano. Finì che la guardia si allontanò imprecando contro i perditempo. A quel punto, Harry lottava per non cadere nel panico. Se il grosso orologio che sovrastava il cartellone degli arrivi funzionava, aveva ancora solo dieci minuti per prendere il treno per Hogwarts, e non aveva la più pallida idea di come fare. Era lì, nel bel mezzo della stazione ferroviaria, con un baule che a stento riusciva a sollevare, le tasche piene di soldi dei maghi e una grossa civetta.
Il binario nove e tre quarti (Cap. 6 Harry Potter 1)

   Harry si voltò di scatto. A parlare era stata una signora grassottella, che si rivolgeva a quattro ragazzi dai capelli rosso fiamma. Ciascuno spingeva un baule come quello di Harry... e aveva anche una civetta.
Il binario nove e tre quarti (Cap. 6 Harry Potter 1)

   Quel giorno, il Barbagianni portò a Neville un pacchetto da parte della nonna. Lui lo aprì tutto eccitato e mostrò una palla di vetro, che sembrava piena di fumo bianco.
‘una Ricordella!’ spiegò il ragazzo. ‘Nonna sa che dimentico sempre le cose... Questa ti dice se c'è qualcosa che hai dimenticato di fare. Guardate: uno la tiene stretta così, e se diventa rossa... Oh!’
Il duello di mezzanotte (Cap. 9 Harry Potter 1)

   Dopo il biglietto di Hagrid, Harry non aveva ricevuto più missive, cosa che naturalmente Malfoy non aveva mancato di notare. A lui, il suo Gufo reale portava sempre pacchi di dolci da casa, che il ragazzo apriva con gioia maligna alla tavola dei Serpeverde.
Il duello di mezzanotte (Cap. 9 Harry Potter 1)


   Quando, come di consueto, i volatili invasero la Sala Grande, l'attenzione generale fu attratta immediatamente da un pacco lungo e sottile, trasportato da sei grossi Barbagianni. Come tutti, anche Harry era curioso di sapere che cosa contenesse, e si stupì quando gli uccelli scesero in picchiata e lo lasciarono cadere proprio davanti a lui, facendo cadere per terra la sua pancetta affumicata. Quelli non avevano fatto in tempo ad allontanarsi, che ecco arrivare un altro Barbagianni con una lettera, che lasciò cadere sopra il pacco.
Halloween (Cap. 10 Harry Potter 1)

   Harry prese il primo pacchetto dalla cima del mucchio. Era avvolto in una spessa carta da pacchi, con su scarabocchiato: ‘A Harry da Hagrid’. Dentro c'era un flauto di legno rozzamente intagliato. Evidentemente, Hagrid lo aveva lavorato con le sue mani. Harry ci soffiò dentro... faceva un suono simile al verso di una civetta.
Lo specchio delle brame (Cap. 12 Harry Potter 1)

   ‘Continuerete a cercare mentre sono via, non è vero?’ chiese Hermione. ‘E se trovate qualcosa mi mandate un Gufo’.
Lo specchio delle brame (Cap. 12 Harry Potter 1)

   In quella, un Gufo lanciò un forte ululato e Harry quasi cadde dall'albero. Si riprese in tempo per udire Piton che diceva: ‘... quei tuoi abracadabra da quattro soldi. Io resterò ad aspettare’.
Nicolas Flamel (Cap. 13 Harry Potter 1)

   ‘Ormai è troppo tardi per cambiare il nostro piano’ disse Harry a Hermione. ‘Non abbiamo tempo di mandare un altro Gufo a Charlie, e questa potrebbe essere la nostra unica possibilità di far sparire Norberto. Dobbiamo rischiare. E comunque, abbiamo il mantello che rende invisibili, e Malfoy non ne sa un bel niente’.
Norberto, drago Dorsorugoso di Norvegia (Cap. 14 Harry Potter 1)

   Alla fine, Hagrid acconsentì a mandare un Gufo a Charlie per chiedergli se andava bene.
Norberto, drago Dorsorugoso di Norvegia (Cap. 14 Harry Potter 1)

   ‘per stanotte’ disse Harry quando si fu accertato che la professoressa McGranitt non era più a tiro di voce. ‘Stanotte Piton ha intenzione di passare attraverso la botola. Ha trovato tutto quello che gli occorre, e per di più adesso Silente è fuori circolazione. E' stato lui a mandare quel Gufo: ci scommetto che al Ministero della Magia resteranno a bocca aperta quando vedranno arrivare Silente’.
La botola (Cap. 16 Harry Potter 1)

   Harry deglutì. Che dire?
‘Be', sarebbe un segreto...’ disse, ma subito rimpianse di averlo detto, perché le narici dell'insegnante cominciarono a fremere. ‘Il professor Silente è uscito dieci minuti fa’ disse poi in tono gelido. ‘Ha ricevuto un Gufo urgente dal Ministero della Magia ed è subito partito in volo per Londra’.
La botola (Cap. 16 Harry Potter 1)

   Eppure, Harry era convinto che quella fastidiosa sensazione non avesse nulla a che fare con lo studio. Guardò un Gufo svolazzare nel luminoso cielo azzurro, diretto alla scuola, con un messaggio stretto nel becco.
La botola (Cap. 16 Harry Potter 1)

    «Ma lei ci è arrivato sul luogo dell’appuntamento? Ha ricevuto la civetta da Hermione?»
L'uomo dai due volti (Cap. 17 Harry Potter 1)


    «Dovete venire tutti e due a trovarci, quest’estate» disse Ron, «vi manderò un Gufo».
L'uomo dai due volti (Cap. 17 Harry Potter 1)

    Era zio Vernon, paonazzo in volto come sempre, baffuto come sempre, e come sempre arrabbiato per la faccia tosta di Harry, che nel bel mezzo di una stazione affollata di gente comune andava in giro con una civetta in gabbia. Dietro di lui c’erano zia Petunia e Dudley, che alla sola vista di Harry assunse un’espressione atterrita.
L'uomo dai due volti (Cap. 17 Harry Potter 1)

    «Tre volte in una settimana!» tuonò dall’altra parte del tavolo. «Se non riesci a tenere a bada quella civetta, dovrà andarsene!»
Il peggior compleanno (Cap. 1 Harry Potter 2)

    Hogwarts gli mancava così tanto che era come avere costantemente mal di stomaco. Gli mancava il castello con i suoi passaggi segreti e i suoi fantasmi, le lezioni (anche se magari non quelle di Piton, il professore di Pozioni), la posta consegnata via Gufo, i banchetti nella Sala Grande, i sonni nel suo letto a baldacchino nel dormitorio della torre, le visitine al guardiacaccia Hagrid nella capanna vicino alla foresta proibita, e soprattutto il Quidditch, lo sport più popolare nel mondo dei maghi (sei alti pali alle porte, quattro palle volanti e quattordici giocatori a cavallo di un manico di scopa).
Il peggior compleanno (Cap. 1 Harry Potter 2)

    Tutti i libri di magia, la bacchetta magica, gli abiti, il calderone e il suo superbo manico di scopa Nimbus Duemila erano stati chiusi a doppia mandata da zio Vernon in un armadio nel sottoscala nel momento stesso in cui Harry era arrivato a casa. Che gliene importava ai Dursley se lui perdeva il ruolo nella squadra di Quidditch perché non si era allenato per tutta l’estate? Era forse affar loro se tornava a scuola senza aver fatto i compiti delle vacanze? I Dursley erano quello che i maghi chiamavano Babbani (senza neanche una goccia di sangue di mago nelle vene) e per loro un mago in famiglia rappresentava la vergogna più nera. Zio Vernon aveva addirittura messo un lucchetto alla gabbia di Edvige, la civetta di Harry, per impedirle di portare messaggi a chiunque facesse parte del mondo dei maghi.
Il peggior compleanno (Cap. 1 Harry Potter 2)

    Zio Vernon avrebbe ancora potuto concludere il suo affare se non fosse stato per il Gufo.
L'avvertimento di Dobby (Cap. 2 Harry Potter 2)

    Zia Petunia stava facendo girare un cestino di cioccolatini digestivi alla menta, quando un immenso Gufo entrò dalla finestra, lasciò cadere una lettera sulla testa della signora Mason e volò via. La signora Mason gridò come un’ossessa e fuggì dalla casa urlando qualcosa sui matti. Il signor Mason rimase il tempo necessario a spiegare ai Dursley che sua moglie aveva un terrore mortale degli uccelli di ogni forma e dimensione e a chiedere se avevano pensato di essere divertenti.
L'avvertimento di Dobby (Cap. 2 Harry Potter 2)

    «Leggila!» sibilò con tono malevolo, brandendo la lettera consegnata dal Gufo. «Avanti, leggila!»
L'avvertimento di Dobby (Cap. 2 Harry Potter 2)

    «QUELLA DANNATA CIVETTA!»
La Tana (Cap. 3 Harry Potter 2)

    «Il nostro Gufo. E vecchio. Non sarebbe la prima volta che sbaglia una consegna. Allora ho cercato di farmi prestare Hermes…»
La Tana (Cap. 3 Harry Potter 2)

    «Il Gufo che papà e mamma hanno comprato a Percy quando lui è stato nominato Prefetto» spiegò Fred da davanti.
La Tana (Cap. 3 Harry Potter 2)

    «Errol!» disse Ron prendendo dalle mani di Percy il Gufo zoppicante ed estraendo una lettera da sotto la sua ala. «Finalmente! Ha portato la risposta di Hermione. Le avevo scritto dicendole che avremmo cercato di salvarti dai Dursley».
Alla libreria "Il Ghirigoro" (Cap. 4 Harry Potter 2)

    Spero che tutto sia andato liscio, e che Harry stia bene e che non abbiate fatto niente di illegale per portarlo via, Ron, perché se così fosse questo metterebbe nei guai anche lui. Sono stata sinceramente preoccupata e se Harry sta bene, fatemelo sapere immediatamente (magari usando un altro Gufo, perché forse un’altra consegna sarebbe fatale a quello che avete ora).
Alla libreria "Il Ghirigoro" (Cap. 4 Harry Potter 2)

    «Perché non ci avete mandato una lettera via Gufo? Penso che tu abbia un Gufo» chiese la McGranitt gelida, rivolgendosi a Harry.
Il Platano Picchiatore (Cap. 5 Harry Potter 2)

    «Errol!» esclamò Ron tirando fuori per una zampa il Gufo tutto zuppo. Errol, svenuto, ricadde pesantemente sul tavolo, le zampe in aria e una busta rossa tutta bagnata stretta nel becco.
Gilderoy Allock (Cap. 6 Harry Potter 2)

    «Non ti preoccupare, è ancora vivo» disse Hermione stuzzicando garbatamente il Gufo con la punta del dito.
Gilderoy Allock (Cap. 6 Harry Potter 2)

    Per Harry quello fu forse il giorno peggiore della sua vita. Insieme a Ron, Fred e George se ne rimase seduto in un angolo della sala comune dei Grifondoro; i quattro ragazzi non riuscirono a scambiarsi neanche una parola. Percy si era assentato. Era andato a spedire un Gufo ai signori Weasley e poi si era chiuso nella sua stanza.
La Camera dei Segreti (Cap. 16 Harry Potter 2)

   Sono in vacanza in Francia al momento e non sapevo come fare a spedirti questo pacco: e se per caso lo aprivano alla frontiera? Ma poi è spuntata Edvige! Credo che volesse essere sicura che tu ricevessi qualcosa per il tuo compleanno, tanto per cambiare. Ti ho comprato questo regalo via Gufo, c'era la pubblicità sulla Gazzetta del Profeta (me la faccio recapitare qui, è bello tenersi aggiornati sulle novità del mondo della magia). Hai visto la foto di Ron e della sua famiglia una settimana fa? Scommetto che sta imparando un sacco di cose, sono davvero invidiosa: i maghi dell'antico Egitto erano affascinanti.
Posta via gufo (Cap. 1 Harry Potter 3)

   Harry si voltò verso gli altri uccelli. Uno dei due, una grossa civetta candida, era la sua Edvige. Anche lei portava un grosso pacco, e sembrava estremamente soddisfatta di sé. Diede a Harry un colpetto affettuoso col becco mentre lui la liberava del fardello, poi volò attraverso la stanza per raggiungere Errol.
Posta via gufo (Cap. 1 Harry Potter 3)

   Harry non riconobbe il terzo Gufo, un bell'animale fulvo, ma capì all'istante da dove veniva perché, oltre a un terzo grosso pacco, portava una lettera con il sigillo di Hogwarts. Quando Harry gli prese il pacco, il Gufo arruffò le piume con aria d'importanza, spalancò le ali e spiccò il volo nella notte attraverso la finestra.
Posta via gufo (Cap. 1 Harry Potter 3)

   Dalla finestra entrarono tre gufi. Due di loro sorreggevano il terzo, che sembrava privo di sensi. Atterrarono con un morbido flump sul letto di Harry, e il Gufo in mezzo, che era grosso e grigio, si rovesciò su un fianco e giacque immobile. Aveva un voluminoso pacco legato alle zampe.
Posta via gufo (Cap. 1 Harry Potter 3)

   Harry riconobbe subito il Gufo privo di sensi: si chiamava Errol, e apparteneva alla famiglia Weasley. Harry balzò subito sul letto, slegò le corde attorno alle zampe di Errol, prese il pacco e portò l'uccello nella gabbia di Edvige. Errol aprì un occhio appannato, fece un debole verso di ringraziamento e tuffò il becco nella vaschetta dell'acqua.
Posta via gufo (Cap. 1 Harry Potter 3)

   Così Harry non aveva notizie dei suoi amici da cinque lunghe settimane, e quell'estate si stava rivelando brutta quasi come quella precedente. Ci fu solo un piccolissimo miglioramento: dopo aver giurato che non l'avrebbe usata per spedire lettere a nessuno dei suoi amici, Harry aveva avuto il permesso di lasciare libera almeno di notte la sua civetta, Edvige. Zio Vernon aveva ceduto per via del fracasso che Edvige faceva se restava sempre chiusa in gabbia.
Posta via gufo (Cap. 1 Harry Potter 3)

   La civetta candida fece schioccare il becco e volò sulla spalla di Harry.
Il Nottetempo (Cap. 3 Harry Potter 3)

   «Gran bella civetta» disse Tom ridendo. «È arrivata cinque minuti prima di lei. Se ha bisogno di qualcosa, signor Potter, non esiti a chiederla».
Il Nottetempo (Cap. 3 Harry Potter 3)

   «No, non credo» rispose Hermione seria. «Vorrei proprio un Gufo. Voglio dire, Harry ha Edvige e tu hai Errol...»
Il Paiolo Magico (Cap. 4 Harry Potter 3)

   «Non è mio» disse Ron. «Errol è il Gufo di casa. Io ho solo Crosta». Estrasse il suo topo dalla tasca. «E voglio fargli dare un'occhiata» aggiunse, deponendo Crosta sul tavolo. «Temo che l'Egitto non gli abbia fatto troppo bene».
Il Paiolo Magico (Cap. 4 Harry Potter 3)

   «C'è un negozio di creature magiche proprio laggiù» disse Harry, che ormai conosceva Diagon Alley come le sue tasche. «Tu potresti vedere se hanno qualcosa per Crosta, e Hermione può comprarsi il suo Gufo».
Il Paiolo Magico (Cap. 4 Harry Potter 3)

   «Probabilmente si sta comprando il Gufo».
Il Paiolo Magico (Cap. 4 Harry Potter 3)

   va uscendo dal negozio, ma non con un Gufo: teneva ben stretto l'enorme gatto rosso.
Il Paiolo Magico (Cap. 4 Harry Potter 3)

   Harry non riuscì a parlare con Ron né con Hermione nel caos della partenza: furono troppo occupati a trascinare tutti i loro bauli giù per la stretta scala del Paiolo magico e accatastarli vicino alla porta, con Edvige e Hermes, il Gufo di Percy, in cima al tutto nelle loro gabbie. Un cestino di vimini vicino al mucchio di bauli sputacchiava rumorosamente.
Il Dissennatore (Cap. 5 Harry Potter 3)

   «Il professor Lupin ha mandato un Gufo per avvertire che sei stato male in treno, Potter».
Il Dissennatore (Cap. 5 Harry Potter 3)

   I gufi della scuola planarono nella Sala Grande portando la posta come al solito, e a Neville andò il boccone di traverso mentre un grosso Gufo at terrava davanti a lui con una lettera scarlatta nel becco. Harry e Ron, che erano seduti di fronte, riconobbero subito la lettera: Ron ne aveva ricevuta una così da sua madre l'anno prima.
L'ira di Piton (Cap. 14 Harry Potter 3)

   Andarono all'Ufficio Postale. Ron finse di controllare il prezzo di un Gufo per Bill in Egitto e così Harry poté dare un'occhiata in giro. I gufi, almeno trecento, erano appollaiati tutto intorno e tubavano; si andava dai grandi esemplari di Gufo grigio fino ai piccoli assioli ('Solo consegne locali'), così minuscoli che avrebbero potuto stare nel palmo della mano di Harry.
L'ira di Piton (Cap. 14 Harry Potter 3)

   «...dovrei ricevere un Gufo da mio padre a momenti» disse Malfoy. «È andato all'udienza per raccontare del mio braccio... che non ho potuto muoverlo per tre mesi...»
L'ira di Piton (Cap. 14 Harry Potter 3)

   «Oh... be'... era vecchio» disse Ron, decisamente sollevato che l'avesse lasciato andare. «Ed era proprio inutile. Non si sa mai, magari adesso i miei mi compreranno un Gufo».
La finale di Quidditch (Cap. 15 Harry Potter 3)

   Harry si voltò e guardò fuori. Qualcosa di grigio e molto piccolo appariva e spariva oltre il vetro. Si alzò per vedere meglio e si accorse che era un piccolo Gufo che trasportava una lettera decisamente troppo grande per lui. Il Gufo, in effetti, era così piccolo che continuava a rovesciarsi a mezz'aria, sbatacchiato di qua e di là dalla corrente del treno. Harry aprì rapido il finestrino, tese il braccio e lo afferrò. Sotto le dita sembrava un Boccino molto soffice. Lo tirò dentro cautamente. Il Gufo lasciò cadere la lettera sul sedile di Harry e prese a svolazzare nello scompartimento, evidentemente molto soddisfatto di aver portato a termine la sua missione. Edvige fece schioccare il becco in tono di dignitosa disapprovazione. Grattastinchi si mise seduto e prese a seguire il volo del Gufo con i suoi grandi occhi gialli. Ron, che se n'era accorto, afferrò il Gufo e lo mise al sicuro, fuori dalla portata del gatto.
Ancora posta via gufo (Cap. 22 Harry Potter 3)

   Caro Harry,
Spero che questa lettera ti venga recapitata prima che tu arrivi dai tuoi zii. Non so se sono abituati alla posta via Gufo.
Io e Fierobecco siamo in clandestinità. Non ti dirò dove, nel caso che questo messaggio finisca nelle mani sbagliate. Ho qualche dubbio sull'affidabilità del Gufo, ma è il migliore che ho trovato, e sembrava impaziente di affrontare la missione.
Credo che i Dissennatori mi stiano ancora cercando, ma non hanno alcuna speranza di trovarmi qui dove sono. Sto progettando di farmi vedere al più presto da alcuni Babbani, molto lontano da Hogwarts, di modo che venga tolta la sorveglianza al castello.
C'è una cosa che non sono riuscito a dirti nel nostro unico breve incontro. Sono stato io a mandarti la Firebolt...

Ancora posta via gufo (Cap. 22 Harry Potter 3)

   Grattastinchi ha portato l'ordine all'Ufficio Gufi per conto mio. Ho usato il tuo nome, ma ho dato disposizione di prelevare il denaro dal sotterraneo numero 711 della Gringott, il mio. Ti prego di accettarla come dono del tuo padrino per il tuo tredicesimo compleanno.
Voglio anche chiederti scusa per lo spavento che temo di averti fatto prendere quella notte dell'anno scorso, quando te ne sei andato dalla casa dei tuoi zii. Speravo solo di poterti vedere per un attimo prima di intraprendere il viaggio verso nord, ma credo di averti fatto paura.
Accludo un'altra cosa per te, una cosa che credo renderà più piacevole il tuo prossimo anno a Hogwarts.
Se hai bisogno di me, manda un messaggio. Il tuo Gufo mi troverà.
Ti scriverò presto.
Sirius

Ancora posta via gufo (Cap. 22 Harry Potter 3)

   Ho pensato che il tuo amico Ron potrebbe essere felice di tenersi questo Gufo, visto che per colpa mia non ha più un topo.
Ancora posta via gufo (Cap. 22 Harry Potter 3)

   Ron sgranò gli occhi. Il minuscolo Gufo continuava a tubare eccitato.
Ancora posta via gufo (Cap. 22 Harry Potter 3)

   «Tenerlo?» disse in tono incerto. Per un attimo guardò il Gufo da vicino, poi, con grande sorpresa di Harry e Hermione, lo tese a Grattastinchi perché lo annusasse.
Ancora posta via gufo (Cap. 22 Harry Potter 3)

   «Cosa ne dici?» chiese Ron al gatto. «Siamo sicuri che è un Gufo
Ancora posta via gufo (Cap. 22 Harry Potter 3)

    Harry sollevò il viso dalle mani, aprì gli occhi e si guardò intorno come se si aspettasse di vedere qualcosa d’insolito. A dire il vero c’era una quantità straordinaria di cose insolite in quella stanza: un grosso baule di legno, spalancato ai piedi del letto, mostrava un calderone, un manico di scopa, abiti neri e svariati libri d’incantesimi. Rotoli di pergamena ingombravano quella parte della sua scrivania che non era occupata dalla grande gabbia vuota in cui di solito era appollaiata Edvige, la sua civetta candida. Sul pavimento accanto al letto c’era un libro aperto; lo stava leggendo prima di addormentarsi la sera prima. Le figure del libro si muovevano: uomini in abiti arancioni sfrecciavano avanti e indietro cavalcando scope e lanciandosi una palla rossa.
La Cicatrice (Cap. 2 Harry Potter 4)

    Decisamente, quello sarebbe stato il consiglio di Hermione: andar dritto dal Preside di Hogwarts, e nel frattempo consultare un libro. Harry guardò fuori dalla finestra, verso il cielo nero d’inchiostro. Dubitava alquanto che un libro lo potesse aiutare. Per quanto ne sapeva, era l’unico essere vivente sopravvissuto a una maledizione come quella di Voldemort; era altamente improbabile, quindi, trovare i suoi sintomi elencati in Comuni Disturbi e Malanni Magici. Quanto a informare il direttore, Harry non aveva idea di dove andasse Silente durante le vacanze estive. Si divertì per un attimo a immaginarlo, la lunga barba argentea, il mantello lungo da mago e il cappello a punta, disteso su una spiaggia, a spalmarsi l’abbronzante sul lungo naso adunco. Ovunque si trovasse Silente, Harry era certo che Edvige sarebbe stata in grado di trovarlo; la civetta di Harry fino ad allora non aveva mai mancato di consegnare una lettera a chicchessia, anche senza indirizzo. Ma che cosa avrebbe scritto?
La Cicatrice (Cap. 2 Harry Potter 4)

    Da quando era tornato a Privet Drive, Harry aveva ricevuto due lettere da Sirius. Entrambe erano state recapitate non via Gufo (com’era consuetudine tra maghi) ma da grandi, coloratissimi uccelli tropicali. Edvige non aveva approvato la presenza di questi vistosi intrusi; aveva accettato con estrema riluttanza che bevessero dalla sua ciotola dell’acqua prima di ripartire. A Harry invece erano piaciuti molto; gli facevano pensare a palme e spiagge candide, e sperava che ovunque Sirius si trovasse (Sirius non lo disse mai, nel caso che le sue lettere venissero intercettate) se la stesse spassando. Per qualche ragione, Harry faceva fatica a immaginare che i Dissennatori potessero sopravvivere a lungo alla luce diretta del sole; forse per questo Sirius era andato a sud. Le lettere di Sirius, al momento nascoste sotto la provvidenziale asse mobile sotto il letto di Harry, erano allegre, e in entrambe aveva ricordato a Harry di rivolgersi a lui se mai ne avesse avuto bisogno. Be’, ora ne aveva bisogno, e subito…
La Cicatrice (Cap. 2 Harry Potter 4)

    Ma zia Petunia non aveva idea di cosa era nascosto sotto l’asse mobile al piano di sopra. Non sospettava minimamente che Harry non stesse affatto seguendo la dieta. Nel momento in cui aveva capito che ci si aspettava che sopravvivesse all’estate sgranocchiando carote, Harry aveva spedito Edvige dai suoi amici con richieste d’aiuto, e loro avevano risposto munificamente all’appello. Edvige era tornata da casa di Hermione con una grossa scatola piena zeppa di merendine senza zucchero (i genitori di Hermione facevano i dentisti). Hagrid, il guardiacaccia di Hogwarts, aveva offerto un sacco pieno dei suoi dolcetti rocciosi fatti in casa (Harry non ne aveva toccato uno: aveva già sperimentato abbastanza la cucina di Hagrid). E la signora Weasley aveva mandato il Gufo di famiglia, Errol, con un’enorme torta alla frutta e pasticcini assortiti. Al povero Errol, che era vecchio e debole, ci erano voluti cinque giorni interi per riprendersi dal viaggio. E poi per il suo compleanno (che i Dursley avevano completamente ignorato) aveva ricevuto quattro splendide torte di compleanno, da Ron, da Hermione, da Hagrid e da Sirius. Harry ne aveva ancora due, e così, pregustando una vera colazione una volta tornato di sopra, prese a mangiare il suo pompelmo senza fiatare.
L'invito (Cap. 3 Harry Potter 4)

    «Normale per noi» disse Harry, e prima che suo zio potesse fermarlo, aggiunse: «Sai, posta via Gufo. È così che è normale fra maghi».
L'invito (Cap. 3 Harry Potter 4)

    Era stato appena colpito in testa da quella che sembrava una piccola palla da tennis grigia e piumata. Harry si massaggiò vigorosamente, alzando lo sguardo per capire che cosa fosse, e vide un Gufo minuscolo, tanto piccolo da entrare nel palmo della sua mano, che svolazzava eccitato per la stanza come un fuoco d’artificio appena acceso. Il Gufo aveva lasciato cadere una lettera ai suoi piedi. Si chinò, riconobbe la calligrafia di Ron, poi strappò la busta. Dentro c’era un biglietto scritto di gran fretta.
L'invito (Cap. 3 Harry Potter 4)

    Harry fissò la parola “Leo”, poi guardò il minuscolo Gufo che ora sfrecciava attorno al lampadario sul soffitto. Mai visto niente con un nome così poco appropriato. Forse non riusciva a leggere la calligrafia di Ron. Tornò alla lettera:
L'invito (Cap. 3 Harry Potter 4)

    «Calmati!» disse Harry, mentre il piccolo Gufo volava basso sulla sua testa, ululando come un matto (forse, immaginò Harry, per l’orgoglio di aver recapitato la lettera alla persona giusta). «Vieni qui, devi portare indietro la risposta!»
L'invito (Cap. 3 Harry Potter 4)

    Il Gufo scese svolazzando sulla gabbia di Edvige, che lo guardò gelida, come per sfidarlo ad avvicinarsi.
L'invito (Cap. 3 Harry Potter 4)

    Ripiegò il biglietto fino a farlo diventare piccolissimo e con immensa difficoltà lo legò alla zampa del gufetto che saltellava frenetico. Appena pronto, il Gufo parti di nuovo, filò fuori dalla finestra e scomparve.
L'invito (Cap. 3 Harry Potter 4)

    Poi legò la lettera alla zampa di Edvige, che rimase insolitamente immobile, come decisa a dimostrargli come dovrebbe comportarsi un vero Gufo postino.
L'invito (Cap. 3 Harry Potter 4)

    «Ehm… perché quel Gufo lo chiami Leo?» chiese Harry a Ron.
I Tiri Vispi di Fred e George (Cap. 5 Harry Potter 4)

    Il signor Weasley trasse un gran sospiro. «Gli ho mandato un Gufo a questo proposito proprio la settimana scorsa. Una volta per tutte: i tappeti sono definiti Prodotto Babbano nel Registro degli Oggetti Incantabili Proibiti, ma lui mi dà retta?»
Bagman e Crouch (Cap. 7 Harry Potter 4)

    Sopra di loro si udì un improvviso fruscio, e un centinaio di gufi planarono dalle finestre aperte, carichi della posta del mattino. D’istinto Harry guardò in su, ma non c’era traccia di qualcosa di bianco nella massa di bruno e grigio. I gufi volteggiarono sui tavoli, cercando i destinatari delle lettere e dei pacchi. Un grosso allocco calò su Neville Paciock e gli depositò in grembo un pacchetto: Neville si dimenticava quasi sempre di mettere in valigia qualcosa. All’altro capo della Sala, il Barbagianni di Draco Malfoy era atterrato sulla sua spalla, portando da casa quella che sembrava la consueta scorta di caramelle e dolci. Cercando di nascondere la delusione che gli attanagliava lo stomaco, Harry tornò al suo porridge. Possibile che fosse successo qualcosa a Edvige, e che Sirius non avesse nemmeno ricevuto la sua lettera?
Malocchio Moody (Cap. 13 Harry Potter 4)

    Alla fine, il silenzio fu rotto non da Ron, che sembrava temporaneamente ammutolito, ma da un dolce picchiettio contro il vetro. Harry guardò attraverso la sala comune ormai vuota e vide, illuminata dalla luce lunare, una civetta candida come la neve appollaiata sul davanzale.
Le Maledizioni Senza Perdono (Cap. 14 Harry Potter 4)

    La Guferia era una stanza di pietra circolare, piuttosto fredda e piena di spifferi, perché nessuna delle finestre era chiusa da vetri. Il pavimento era completamente coperto di paglia, cacche di Gufo e scheletri rigurgitati di topi e ratti. Centinaia e centinaia di gufi di tutte le razze immaginabili erano appollaiati lassù su trespoli che s’innalzavano fino alla cima della torre, quasi tutti addormentati, anche se qua e là un tondo occhio d’ambra scrutò torvo Harry. Lui individuò Edvige rannicchiata tra un Barbagianni e un allocco, e le si avvicinò rapido, scivolando un po’ sul pavimento ricoperto di escrementi.
Beauxbatons e Durmstrang (Cap. 15 Harry Potter 4)

    «Edvige attira troppo l’attenzione» rispose subito Hermione. «È vistosa. Una civetta bianca che continua a tornare nel posto dove lui si nasconde, ovunque sia… Voglio dire, non sono uccelli che si trovano dappertutto, no?»
Beauxbatons e Durmstrang (Cap. 15 Harry Potter 4)

    «Che Gufo devo usare?» disse Harry mentre salivano le scale. «Mi ha scritto di non usare più Edvige».
la Pesa delle Bacchette (Cap. 18 Harry Potter 4)

    Edvige ululò molto forte, e decollò così all’improvviso che i suoi artigli gli penetrarono nella spalla. Si tenne lontana da Harry mentre lui legava la lettera alla zampa di un grosso Barbagianni. Quando il Barbagianni fu volato via, Harry tese la mano per accarezzare Edvige, ma lei fece scattare il becco con rabbia e volò verso le travi, fuori tiro.
la Pesa delle Bacchette (Cap. 18 Harry Potter 4)

    «Ti è arrivato un Gufo» disse Ron in tono brusco, appena entrato. Indicò il cuscino di Harry. Il Barbagianni della scuola lo aspettava lì.
la Pesa delle Bacchette (Cap. 18 Harry Potter 4)

    Poi uscì dalla stanza senza guardarlo. Per un istante, Harry pensò di seguirlo — non sapeva se voleva parlargli o picchiarlo, entrambe le possibilità erano piuttosto allettanti — ma la risposta di Sirius lo attirava come una calamita. Harry raggiunse il Barbagianni, gli sfilò la lettera dalla zampa e la srotolò.
la Pesa delle Bacchette (Cap. 18 Harry Potter 4)

    Non posso dire tutto quello che vorrei per lettera, è troppo rischioso nel caso che il Gufo venga intercettato: dobbiamo parlare, faccia a faccia. Puoi fare in modo di trovarti da solo vicino al fuoco nella Torre di Grifondoro il 22 novembre all’una di notte?
la Pesa delle Bacchette (Cap. 18 Harry Potter 4)

    «Sei al primo posto alla pari, Harry! Tu e Krum!» disse Charlie Weasley, affrettandosi a raggiungerli mentre tornavano a scuola. «Senti, devo correre, devo mandare un Gufo a mamma, le ho giurato di dirle che cosa succedeva — ma è stato incredibile! Oh, si — e devi restare qui ancora qualche minuto… Bagman vuole parlarti nella tenda dei campioni».
La Prima Prova (Cap. 20 Harry Potter 4)

    Leo era cosi sovreccitato all’idea di una consegna che continuava a svolazzare attorno alla testa di Harry, ululando ininterrottamente. Ron afferrò il piccolo Gufo e lo tenne ben stretto mentre Harry gli fissava la lettera alla zampa.
Il Fronte di Liberazione degli Elfi Domestici (Cap. 21 Harry Potter 4)

    «Ecco fatto» disse Fred a Harry e Ron. «Semplicissimo». Si alzò sbadigliando: «Allora sarà meglio che usiamo un Gufo della scuola, George, andiamo…»
La Prova Inaspettata (Cap. 22 Harry Potter 4)

    «Ehm… in effetti, non ho idea di dove sia» disse Bagman. «È che ha… smesso di venire a lavorare. Ormai manca da un paio di settimane. Il giovane Percy, il suo assistente, dice che è ammalato. A quanto pare manda istruzioni via Gufo. Ma ti dispiace non farne parola con nessuno, Harry? Perché Rita Skeeter è ancora lì che s’impiccia dove può, e io ci scommetto che trasformerebbe la malattia di Barty in qualcosa di sinistro. Probabilmente scriverebbe che è scomparso come Bertha Jorkins».
Lo Scoop di Rita Skeeter (Cap. 24 Harry Potter 4)

    «Insomma, Hagrid, se stai cercando di ottenere il consenso universale, temo che resterai chiuso in questa capanna per un sacco di tempo» disse Silente, che ora lo scrutava con sguardo deciso attraverso gli occhialetti a mezzaluna. «Da quando sono diventato Preside di questa scuola, non ho passato una settimana senza ricevere almeno un Gufo di protesta per il modo in cui la dirigo. Ma che cosa dovrei fare? Barricarmi nel mio studio e rifiutarmi di parlare con chicchessia?»
Lo Scoop di Rita Skeeter (Cap. 24 Harry Potter 4)

    Per soddisfare il desiderio di Sirius di sapere tutto ciò che di strano accadeva a Hogwarts, quella sera Harry gli spedì una lettera via Gufo bruno, e gli raccontò tutto: che il signor Crouch era penetrato nell’ufficio di Piton, e della conversazione tra Moody e Piton. Poi rivolse tutta la sua attenzione al problema più urgente che gli stava davanti: come sopravvivere sott’acqua per un’ora il 24 febbraio.
La Seconda Prova (Cap. 26 Harry Potter 4)

    A meno due giorni, Harry cominciò a digiunare di nuovo. L’unica cosa buona della colazione il lunedì fu il ritorno del Gufo bruno che aveva spedito a Sirius. Sfilò la pergamena, la srotolò e vide la lettera più breve che Sirius gli avesse mai scritto.
La Seconda Prova (Cap. 26 Harry Potter 4)

    Mandami la data del prossimo fine settimana a Hogsmeade via stesso Gufo.
La Seconda Prova (Cap. 26 Harry Potter 4)

    «Fra due fine settimana» sussurrò Hermione, che aveva letto il messaggio da sopra la spalla di Harry. «Tieni… prendi la mia penna e rimanda subito indietro il Gufo».
La Seconda Prova (Cap. 26 Harry Potter 4)

    Harry scarabocchiò la data sul retro della lettera di Sirius, legò di nuovo quest’ultima alla zampa del Gufo bruno e lo guardò decollare. Che cosa si era aspettato? Un consiglio su come sopravvivere sott’acqua? Aveva pensato solo a raccontare a Sirius tutto di Piton e Moody, e così si era dimenticato di parlare dell’indovinello dell’uovo.
La Seconda Prova (Cap. 26 Harry Potter 4)

    «Non so» rispose Harry sordamente. La temporanea felicità che lo aveva pervaso alla vista del Gufo era svanita. «Andiamo… Cura delle Creature Magiche».
La Seconda Prova (Cap. 26 Harry Potter 4)

    All’inizio di marzo il tempo divenne più asciutto, ma venti crudeli mordevano le mani e il viso degli studenti tutte le volte che uscivano nel parco. Ci furono ritardi nella consegna della posta perché i gufi continuavano a essere dirottati. Il Gufo bruno che Harry aveva spedito a Sirius con la data del finesettimana di Hogsmeade ricomparve il venerdì mattina a colazione con tutte le penne arruffate contropiuma; Harry non fece in tempo ad aprire la lettera che quello prese il volo, chiaramente terrorizzato all’idea di essere rispedito là fuori.
Il Ritorno di Felpato (Cap. 27 Harry Potter 4)

    Leo era troppo piccolo per trasportare un prosciutto intero su per la montagna da solo, così Harry chiese anche l’aiuto di due allocchi di palude della scuola. Quando furono decollati nella luce del tramonto, tre bizzarre sagome che trasportavano insieme il grosso pacco, Harry si appoggiò al davanzale, guardando il parco, le cupe cime fruscianti degli alberi della Foresta Proibita, e le vele agitate della nave di Durmstrang. Un Gufo reale attraversò in volo il filo di fumo che saliva dal camino di Hagrid; planò verso il castello, circumnavigò la Guferia e sparì. Guardando in giù, Harry vide Hagrid scavare con foga davanti alla capanna. Si chiese che cosa stesse facendo; era come se stesse preparando un nuovo orticello. In quel momento Madame Maxime sbucò dal carro di Beauxbatons e raggiunse Hagrid. Cercò di coinvolgerlo in una conversazione. Hagrid si appoggiò alla pala, ma non sembrava desideroso di prolungare la chiacchierata, perché Madame Maxime poco dopo tornò alla sua carrozza.
La Follia del Signor Crouch (Cap. 28 Harry Potter 4)

    Un Gufo grigio planava verso di lei.
La Follia del Signor Crouch (Cap. 28 Harry Potter 4)

    Con sua sorpresa, il Gufo grigio atterrò davanti al suo piatto, seguito da vicino da quattro Barbagianni, un Gufo bruno e un allocco.
La Follia del Signor Crouch (Cap. 28 Harry Potter 4)

    «Cosa accidenti…» cominciò Hermione. Sfilò la lettera dal Gufo grigio, la aprì e cominciò a leggerla «Oh, roba da matti!» balbettò, arrossendo.
La Follia del Signor Crouch (Cap. 28 Harry Potter 4)

    Harry annuì, esitò per un attimo, poi si avvicinò lentamente al signor Crouch, che non lo guardò ma continuò a parlare con un albero li vicino: «…e quando hai finito, Weatherby, manda un Gufo a Silente per confermare il numero di studenti di Durmstrang che prenderanno parte al Torneo, Karkaroff ha appena fatto sapere che saranno in dodici…»
La Follia del Signor Crouch (Cap. 28 Harry Potter 4)

    «…e poi manda un altro Gufo a Madame Maxime, perché può darsi che voglia aumentare il numero di studenti della sua delegazione, ora che Karkaroff è arrivato a una dozzina tonda… lo farai, Weatherby, vero? Vero? Ve…» Il signor Crouch aveva gli occhi fuori dalle orbite. Rimase lì a fissare l’albero, mormorando in silenzio. Poi barcollò da un lato e cadde in ginocchio.
La Follia del Signor Crouch (Cap. 28 Harry Potter 4)

    «Tu riporti Harry a scuola, Hagrid» ripeté Silente con decisione. «Portalo difilato su alla Torre di Grifondoro. E Harry, voglio che tu vi rimanga. Qualunque cosa ti venga in mente di fare — qualunque Gufo tu voglia spedire — possono aspettare fino a domattina, mi hai capito?»
La Follia del Signor Crouch (Cap. 28 Harry Potter 4)

    Harry si allontanò dalla finestra e prese a scrutare le travi. Metà dei molti trespoli erano vuoti; ogni tanto, un altro Gufo piombava giù da una delle finestre, di ritorno dalla caccia notturna con un topo nel becco.
il Sogno (Cap. 29 Harry Potter 4)

    «Te l’ho detto. Stavo scherzando» insisté George. Si avvicinò a Fred, gli sfilò la lettera di mano e la legò alla zampa del Barbagianni più vicino. «Cominci ad assomigliare al nostro caro fratello maggiore, sai, Ron. Continua così e ti faranno Prefetto».
il Sogno (Cap. 29 Harry Potter 4)

    George portò il Barbagianni alla finestra e quello spiccò il volo. Poi si voltò con un gran sorriso.
il Sogno (Cap. 29 Harry Potter 4)

    «Sei pazza?» disse Ron. «Dirlo a Percy? Probabilmente farebbe come Crouch e li denuncerebbe». Fissò la finestra dalla quale era partito il Barbagianni di Fred e George, poi si riscosse: «Dai, andiamo a fare colazione».
il Sogno (Cap. 29 Harry Potter 4)

    Sirius rispedì indietro il loro Gufo la mattina dopo. Planò davanti a Harry mentre un allocco atterrava di fronte a Hermione, con una copia della Gazzetta del Profeta stretta nel becco. Lei prese il giornale, scorse le prime pagine, disse «Ha! Non ha saputo di Crouch!», poi si unì a Ron e Harry nella lettura dei commenti di Sirius sui fatti misteriosi di due notti prima.
il Sogno (Cap. 29 Harry Potter 4)

    Harry, che cosa ti viene in mente di andare nella Foresta con Viktor Krum? Voglio che tu mi giuri a stretto giro di Gufo che non uscirai di notte con nessuno. C’è qualcuno estremamente pericoloso a Hogwarts. E evidente che questo qualcuno voleva impedire a Crouch di incontrare Silente ed è probabile che tu ti sia trovato nell’oscurità a pochi metri da costui. Potevi rimanere ucciso.
il Sogno (Cap. 29 Harry Potter 4)

    Cavalcava un Gufo reale, e insieme planavano nel cielo azzurro chiaro verso una vecchia casa ricoperta d’edera aggrappata sul fianco di una collina. Volavano sempre più in basso, e il vento soffiava piacevole sul viso di Harry, finché non raggiunsero un’oscura finestra rotta al piano di sopra della casa, ed entrarono. Ora sfrecciavano lungo un corridoio buio, verso una porta alla fine… la varcarono ed entrarono in una stanza dalle finestre chiuse con tavole di legno…
il Sogno (Cap. 29 Harry Potter 4)

    Harry scese dal dorso del Gufo… lo guardò svolazzare attraverso la stanza e posarsi su una poltrona voltata verso il fuoco… c’erano due forme scure sul pavimento davanti alla poltrona… entrambe si agitavano…
il Sogno (Cap. 29 Harry Potter 4)

    «Sei fortunato, Codaliscia» una voce fredda e acuta si levò dalla poltrona su cui era atterrato il Gufo. «Hai davvero molta fortuna. Il pasticcio che hai combinato non ha rovinato tutto. È morto».
il Sogno (Cap. 29 Harry Potter 4)

    Quando Harry fu ai piedi della scala a pioli, comunque, non si diresse verso l’infermeria. Non aveva alcuna intenzione di andarci. Sirius gli aveva detto che fare se la cicatrice gli avesse fatto di nuovo male, e Harry avrebbe seguito il suo consiglio: stava andando difilato nell’ufficio del Preside. Percorse i corridoi pensando a ciò che aveva visto nel sogno… era reale quanto quello che lo aveva svegliato di soprassalto a Privet Drive… ripassò i particolari nella mente, cercando di ricordarli… aveva sentito Voldemort accusare Codaliscia di aver combinato un pasticcio… ma il Gufo aveva portato buone notizie, il guaio era stato rimediato, qualcuno era morto… quindi Codaliscia non sarebbe stato dato in pasto al serpente… questa sorte sarebbe toccata a lui, Harry…
il Sogno (Cap. 29 Harry Potter 4)

    «Voldemort ha ricevuto una lettera via Gufo. Ha detto una cosa tipo “il guaio di Codaliscia è stato rimediato”. Ha detto che qualcuno era morto. Poi ha detto che Codaliscia non sarebbe finito in pasto al serpente — c’era un serpente vicino alla sua poltrona. Ha detto… ha detto che al suo posto gli avrebbe dato in pasto me. Poi ha scagliato la Maledizione Cruciatus su Codaliscia… e la cicatrice ha cominciato a bruciarmi» concluse Harry. «Faceva così male che mi ha svegliato».
Il Pensatoio (Cap. 30 Harry Potter 4)

    Tutto ciò che Harry aveva visto nel Pensatoio, quasi tutto quello che Silente gli aveva raccontato e mostrato dopo, l’aveva confidato a Ron e Hermione: e naturalmente a Sirius, al quale aveva spedito un Gufo nell’istante in cui era uscito dall’ufficio di Silente. Quella sera Harry, Ron e Hermione rimasero di nuovo alzati fino a tardi in sala comune a ridiscutere il tutto finché a Harry non cominciò a girare la testa, e capì che cosa intendeva Silente parlando di una mente cosi affollata di pensieri che sarebbe stato un sollievo riversarli altrove.
La Terza Prova (Cap. 31 Harry Potter 4)

    La mattina della terza prova la colazione al tavolo di Grifondoro fu molto rumorosa. Comparvero i gufi postini e consegnarono a Harry una cartolina di auguri da parte di Sirius. Era solo un foglio di pergamena piegato in due con stampata davanti un’impronta fangosa, ma Harry la gradì comunque. A Hermione arrivò un Barbagianni con l’edizione del mattino della Gazzetta del Profeta, come al solito. Lei aprì il giornale, diede un’occhiata alla prima pagina e sputacchiò una sorsata di succo di zucca.
La Terza Prova (Cap. 31 Harry Potter 4)

    L’indomani mattina avrebbe messo la sveglia alle cinque, in modo da poter pagare il Gufo che consegnava La Gazzetta del Profeta: ma aveva senso continuare a comprarla? Harry dava appena un’occhiata alla prima pagina e poi la gettava via; quando quegli idioti del giornale avessero finalmente capito che Voldemort era tornato, sarebbe stata una notizia da titoloni, ed era l’unico genere di notizie che gli interessava.
Dudley Dissennato (Cap. 1 Harry Potter 5)

    «Ho una civetta, può prenderla in prestito» gemette Harry, chiedendosi se la sua spina dorsale si sarebbe spezzata sotto il peso di Dudley.
Un pacco di gufi (Cap. 2 Harry Potter 5)

    Un tonfo rimbombante riempì la cucina. Zia Petunia urlò, zio Vernon gridò e si chinò, ma per la terza volta quella notte Harry cercò la fonte di un rumore che non aveva provocato lui. La individuò subito: un Gufo stordito e arruffato era posato sul davanzale della cucina e aveva appena cozzato contro la finestra chiusa.
Un pacco di gufi (Cap. 2 Harry Potter 5)

    Ignorando l’urlo angosciato “GUFI!” di zio Vernon, Harry attraversò la stanza di corsa e spalancò la finestra. Il Gufo tese la zampa, alla quale era legato un piccolo rotolo di pergamena, scosse le piume, e ripartì non appena Harry ebbe preso la lettera. Con mani tremanti, Harry srotolò il secondo messaggio, che era scritto molto in fretta, tutto macchiato, con l’inchiostro nero.
Un pacco di gufi (Cap. 2 Harry Potter 5)

    Ma Dudley sembrava incapace di spiegarlo. Rabbrividì di nuovo scuotendo il testone biondo e Harry, nonostante il senso di torpido terrore che era calato su di lui all’arrivo del primo Gufo, provò una certa curiosità. I Dissennatori facevano rivivere a una persona i momenti peggiori della sua vita. Che cos’era stato costretto ad ascoltare il viziato, coccolato, prepotente Dudley?
Un pacco di gufi (Cap. 2 Harry Potter 5)

    Zio Vernon spostò lo sguardo da lei a Dudley a Harry, come nella speranza che qualcuno stesse per urlare “Pesce d’aprile!” Poiché nessuno lo fece, aprì di nuovo la bocca, ma la fatica di trovare altre parole gli fu risparmiata dall’arrivo del terzo Gufo della serata. Filò attraverso la finestra ancora aperta come una palla di cannone piumata e atterrò con un acciottolio sul tavolo di cucina, facendo sobbalzare dallo spavento tutti e tre i Dursley. Harry gli sfilò dal becco una seconda busta dall’aria ufficiale e la strappò mentre il Gufo tornava a volteggiare nella notte.
Un pacco di gufi (Cap. 2 Harry Potter 5)

    WHOOSH. Con un gran chiasso, un sibilo di ali e una morbida spruzzata di fuliggine, un quarto Gufo schizzò fuori dal caminetto della cucina.
Un pacco di gufi (Cap. 2 Harry Potter 5)

    Ma Harry stava già sfilando un rotolo di pergamena dalla zampa del Gufo. Era così convinto che la lettera fosse di Silente che spiegava tutto — i Dissennatori, la signora Figg, che cosa stava combinando il Ministero, come lui, Silente, intendeva sistemare le cose — che per la prima volta nella vita fu deluso nel vedere la grafia di Sirius. Ignorando la tirata di zio Vernon contro i gufi, ancora in corso, e strizzando gli occhi davanti a una seconda nuvola di fuliggine sollevata dall’ultimo Gufo che ripartiva su per il camino, Harry lesse il messaggio di Sirius.
Un pacco di gufi (Cap. 2 Harry Potter 5)

    Il quinto Gufo sfrecciò giù dal camino così veloce che si schiantò a terra prima di rialzarsi per aria con un alto stridio. Harry allungò la mano per afferrare la lettera, che era dentro una busta scarlatta, ma l’uccello si librò sopra la sua testa e volò diritto verso zia Petunia, che emise un urlo e si chinò, le mani sul viso. Il Gufo lasciò cadere la busta rossa sulla sua testa, si voltò e volò via su per il camino.
Un pacco di gufi (Cap. 2 Harry Potter 5)

    Harry ricopiò queste parole su tre diversi fogli di pergamena non appena fu alla sua scrivania nella camera da letto buia. Indirizzò il primo a Sirius, il secondo a Ron e il terzo a Hermione. La sua civetta, Edvige, era fuori a caccia; la gabbia era sulla scrivania, vuota. Harry fece su e giù per la stanza in attesa del suo ritorno, la testa che gli rimbombava, la mente troppo agitata per dormire, anche se gli occhi gli bruciavano e gli dolevano per la stanchezza. Gli faceva male la schiena per aver trascinato Dudley fino a casa, e i due bernoccoli sulla testa dove la finestra e Dudley lo avevano colpito pulsavano dolorosamente.
L’avanguardia (Cap. 3 Harry Potter 5)

    La civetta decollò all’istante. Non appena fu partita, Harry si gettò completamente vestito sul letto e fissò il soffitto buio. In aggiunta a tutte le altre sensazioni deprimenti, si sentiva in colpa per aver trattato male Edvige; era l’unica amica che avesse al numero quattro di Privet Drive. Ma con lei avrebbe fatto la pace quando fosse tornata con le risposte di Sirius, Ron e Hermione.
L’avanguardia (Cap. 3 Harry Potter 5)

    Colse un rapido scorcio di una tetra stanza con il soffitto alto e due letti gemelli; poi si udì un forte cinguettio, seguito da uno stridio ancora più forte, e il suo campo visivo fu completamente oscurato da una gran quantità di capelli molto cespugliosi. Hermione gli si era gettata addosso stringendolo in un abbraccio che quasi lo stese, mentre il minuscolo Gufo di Ron, Leotordo, sfrecciava eccitato attorno alle loro teste.
Grimmauld Place, numero dodici (Cap. 4 Harry Potter 5)

    La civetta candida come la neve fece schioccare il becco e gli mordicchiò l’orecchio con affetto mentre Harry la accarezzava.
Grimmauld Place, numero dodici (Cap. 4 Harry Potter 5)

    «NON LO VOLEVATE PROPRIO TANTO, EH, ALTRIMENTI POTEVATE MANDARMI UN Gufo, MA SILENTE VI HA FATTO GIURARE…»
Grimmauld Place, numero dodici (Cap. 4 Harry Potter 5)

    «Oh, Arthur!» esclamò disperato, senza guardare Harry. «Grazie al cielo, non sapevo che cosa fare, se aspettarti qui o no. Ho appena spedito un Gufo a casa tua, ma evidentemente l’hai mancato… è arrivato un messaggio urgente dieci minuti fa…»
Il Ministero della Magia (Cap. 7 Harry Potter 5)

    «Non per colpa del Wizengamot» ribatté la voce. «Ti è stato mandato un Gufo questa mattina. Siediti al tuo posto».
L’udienza (Cap. 8 Harry Potter 5)

    Lei lo lasciò andare e disse, senza fiato: «Be’, che cosa vuoi? A Percy avevamo regalato un Gufo, ma tu ce l’hai già».
Le pene della Signora Weasley (Cap. 9 Harry Potter 5)

    Si chinò sul baule, posò i vestiti sul fondo e finse di cercare qualcosa mentre Hermione andava all’armadio e chiamava Edvige. Passarono alcuni istanti; Harry udì la porta chiudersi ma rimase piegato, in ascolto; gli unici rumori venivano dal quadro vuoto sulla parete, che ridacchiava di nuovo, e dal cestino della carta straccia nell’angolo, che tossiva soffocato dalle cacche di civetta.
Le pene della Signora Weasley (Cap. 9 Harry Potter 5)

    «Ho pensato di organizzare una festicciola, non una cena seduta» disse. «Tuo padre e Bill stanno arrivando, Ron. Ho mandato un Gufo a tutti e due e sono eccitatissimi» aggiunse, con un gran sorriso.
Le pene della Signora Weasley (Cap. 9 Harry Potter 5)

    «Mamma e papà hanno appena rimandato Edvige». La civetta sbatté piano le ali e si appollaiò in cima alla propria gabbia. «Sei pronto?»
Luna Lovegood (Cap. 10 Harry Potter 5)

    «Harry, tu devi venire con me e Tonks» urlò la signora Weasley sovrastando gli strilli ripetuti di «MEZZOSANGUE! FECCIA! SUDICIE CREATURE!». «Lascia qui baule e civetta, ai bagagli ci pensa Alastor… oh, per l’amor del cielo, Sirius, Silente ha detto di no!»
Luna Lovegood (Cap. 10 Harry Potter 5)

    «lo porto il Gufo, se vuoi» disse Luna a Harry, e tese la mano per prendere Leo; Neville ripose con grande cautela Oscar in una tasca interna.
Luna Lovegood (Cap. 10 Harry Potter 5)

    Luna apparve reggendo la gabbia di Leotordo tra le braccia; il minuscolo Gufo cinguettava eccitato, come sempre.
Luna Lovegood (Cap. 10 Harry Potter 5)

    «Mia nonna dice che sono scemenze» intervenne Neville. «Dice che è La Gazzetta del Profeta che sta peggiorando, non Silente. Ha disdetto l’abbonamento. Noi crediamo a Harry» concluse con semplicità. Si arrampicò sul letto e si tirò le coperte fino al mento, guardando Seamus al di sopra di esse, come un Gufo. «Mia nonna ha sempre detto che Tu-Sai-Chi sarebbe tornato un giorno. E se Silente dice che è tornato, è tornato».
La nuova canzone del Cappello Parlante (Cap. 11 Harry Potter 5)

    Tra fruscii e sbatter d’ali, centinaia di gufi planarono dalle finestre in alto, portando lettere e pacchetti ai destinatari e spruzzando i ragazzi seduti a far colazione con una pioggia di goccioline d’acqua; evidentemente fuori pioveva forte. Edvige non c’era, ma Harry non ne fu sorpreso; il suo unico corrispondente era Sirius e dubitava che avesse qualcosa di nuovo da dirgli dopo solo ventiquattr’ore. Hermione, invece, dovette spostare in fretta il suo succo d’arancia per fare spazio a un grosso umido Gufo che reggeva nel becco una copia zuppa della Gazzetta del Profeta.
La Professoressa Umbridge (Cap. 12 Harry Potter 5)

    «Come mai continui a riceverla?» chiese Harry irritato, pensando a Seamus, mentre Hermione infilava uno zellino nella borsa di cuoio sulla zampa del Gufo, che decollò subito. «A me non interessa… dice un mucchio di sciocchezze».
La Professoressa Umbridge (Cap. 12 Harry Potter 5)

    «Sì» rispose Cho, guardandosi attorno in cerca di un Gufo adatto. «Buone condizioni per il Quidditch. È tutta la settimana che non esco, e tu?»
Percy e Felpato (Cap. 14 Harry Potter 5)

    Cho alzò lo sguardo, il pacchetto attaccato solo per metà alla zampa del Gufo.
Percy e Felpato (Cap. 14 Harry Potter 5)

    Le viscere di Harry si rigonfiarono così in fretta che gli parve di poter galleggiare a qualche centimetro dal pavimento coperto di cacche. Chi se ne importava di uno stupido cavallo volante? Cho era convinta che lui fosse stato proprio coraggioso. Per un attimo, pensò di mostrarle “casualmente” la mano ferita mentre la aiutava a legare il pacchetto al Gufo… ma proprio in quell’istante la porta della Guferia si aprì di nuovo.
Percy e Felpato (Cap. 14 Harry Potter 5)

    Cho spostava lo sguardo da Harry a Gazza, anche lei accigliata; il Gufo sul suo braccio, stanco di reggersi su una zampa sola, stridette in segno di avvertimento, ma lei lo ignorò.
Percy e Felpato (Cap. 14 Harry Potter 5)

    «Non c’è di che». Finalmente Cho fissò il pacchetto alla zampa del Gufo, un po’ rossa in viso. «Non stavi ordinando delle Caccabombe, vero?»
Percy e Felpato (Cap. 14 Harry Potter 5)

    «Chissà come mai ne era convinto» disse, portando il Gufo verso la finestra.
Percy e Felpato (Cap. 14 Harry Potter 5)

    Ma s’interruppe: stava arrivando la posta del mattino e, come al solito, La Gazzetta del Profeta planava verso di lei nel becco di un allocco, che atterrò pericolosamente vicino alla zuccheriera e tese una zampa. Hermione infilò uno zellino nella borsetta di cuoio, prese il quotidiano e scrutò la prima pagina con sguardo critico mentre il Gufo partiva.
Percy e Felpato (Cap. 14 Harry Potter 5)

   Il mattino dopo si aspettavano di dover setacciare La Gazzetta del Profeta di Hermione per trovare l’articolo menzionato da Percy nella lettera. Invece il Gufo postale era appena decollato dal bordo della brocchetta del latte, quando Hermione sobbalzò e spiegò il giornale sul tavolo, rivelando la grande fotografia di una sorridente Dolores Umbridge, che sbatteva lentamente le ciglia sotto il titolo di prima pagina.
L'Inquisitore Supremo di Hogwarts (Cap. 15 Harry Potter 5)

    «Temo di no» rispose evasiva la Caporal. «Non ne so molto più di lei. Ho ricevuto un Gufo da Silente, che mi chiedeva se avevo voglia di fare un paio di settimane di supplenza. Ho accettato. È tutto quello che so. Bene… Posso cominciare, allora?»
L'Inquisitore Supremo di Hogwarts (Cap. 15 Harry Potter 5)

    «Oh, mi è sempre piaciuta tanto quella civetta, è così bella» sospirò Lavanda rivolta a Calì.
Decreto Didattico Numero Ventiquattro (Cap. 17 Harry Potter 5)

    «Sto cercando la professoressa Caporal» spiegò Harry. «La mia civetta è ferita».
Decreto Didattico Numero Ventiquattro (Cap. 17 Harry Potter 5)

    «Una civetta ferita, hai detto?» La professoressa Caporal apparve alle spalle della McGranitt; fumava la pipa e teneva in mano una copia del La Gazzetta del Profeta.
Decreto Didattico Numero Ventiquattro (Cap. 17 Harry Potter 5)

    Harry non sapeva che cosa fossero i Thestral e non gli importava; voleva solo sentirsi dire che Edvige sarebbe guarita. La McGranitt, però, gli rivolse uno sguardo tagliente e chiese: «Sai che percorso ha fatto questa civetta, Potter?»
Decreto Didattico Numero Ventiquattro (Cap. 17 Harry Potter 5)

    «Dice che per nessuna ragione al mondo devi partecipare a gruppi segreti di Difesa contro le Arti Oscure. Dice che saresti espulso di sicuro e il tuo futuro sarebbe rovinato. Dice che avrai un sacco di tempo per imparare come difenderti e che sei troppo giovane per preoccupartene adesso. In più, consiglia» e gli occhi di Sirius si rivolsero agli altri due, «a Harry e Hermione di non andare avanti con il gruppo, anche se si rende conto di non avere autorità su di voi, e vi prega solo di ricordare che ha a cuore il vostro bene. Vi avrebbe scritto tutto questo, ma se il Gufo fosse stato intercettato voi sareste finiti in un guaio serio, e non può dirvelo di persona perché stanotte è di turno».
Decreto Didattico Numero Ventiquattro (Cap. 17 Harry Potter 5)

    «Silencio!» si affrettò a dire Hermione, puntando la bacchetta verso la rana di Harry, che si sgonfiò senza far rumore. «Be’, non deve farlo più, e basta. Però non so come riusciremo a dirglielo. Non possiamo mandargli un Gufo».
L'esercito di Silente (Cap. 18 Harry Potter 5)

    «Dobby ha il suo Gufo, signore!» annunciò una voce stridula.
L'esercito di Silente (Cap. 18 Harry Potter 5)

    «Dobby si è offerto volontario per riportare il Gufo di Harry Potter» squittì l’elfo, con espressione adorante. «La professoressa Caporal dice che ora sta benissimo, signore». Fece un inchino così profondo che il suo naso a matita sfiorò la superficie lisa del tappeto. Edvige, con uno stridio indignato, volò sul bracciolo della poltrona di Harry.
L'esercito di Silente (Cap. 18 Harry Potter 5)

    Neville respirava rumorosamente. Un Gufo tubò nel buio.
L'occhio del serpente (Cap. 21 Harry Potter 5)

    «Ecco qua, Agnes» disse allegra la Guaritrice alla donna pelosa, porgendole una piccola pila di regali di Natale. «Vedi che non ti dimenticano? E tuo figlio ha mandato un Gufo per dire che ti verrà a trovare stasera. Carino, no?»
Natale nel reparto riservato (Cap. 23 Harry Potter 5)

    La mattina del quattordici si vestì con cura particolare. Lui e Ron scesero a colazione appena in tempo per l’arrivo dei gufi postali. Edvige non c’era (non che Harry la stesse aspettando), ma mentre si sedevano al tavolo Hermione sfilò una lettera dal becco di un Gufo marrone sconosciuto.
Lo scarabeo in trappola (Cap. 25 Harry Potter 5)

    Entrarono nella Sala Grande per colazione proprio nel momento in cui i gufi recapitavano la posta del mattino. Hermione non era l’unica ad aspettare con ansia la sua Gazzetta del Profeta: quasi tutti volevano altre notizie sui Mangiamorte evasi, che nonostante i molti avvistamenti non erano ancora stati catturati. Hermione diede uno zellino al Gufo e aprì trepidante il giornale, mentre Harry si versava il succo d’arancia; visto che aveva ricevuto un solo biglietto in tutto l’anno, quando il primo Gufo atterrò davanti a lui con un piccolo tonfo, pensò a un errore.
Visto e imprevisto (Cap. 26 Harry Potter 5)

    «Benissimo» disse raggiante Caramell. «Fanne una copia, Weasley, e mandala al La Gazzetta del Profeta. Se usiamo un Gufo espresso dovremmo farcela per l’edizione del mattino!» Percy sfrecciò fuori dalla stanza, sbattendosi la porta alle spalle, e Caramell tornò a voltarsi verso Silente. «Quanto a te, adesso sarai scortato al Ministero per la formalizzazione dell’accusa, e poi ad Azkaban in attesa del giudizio!»
Il centauro e la spia (Cap. 27 Harry Potter 5)

    «Sì» annuì Hermione, voltando una pagina di Trasfigurazione Intermedia e fissando accigliata una serie di disegni che mostravano una civetta trasformarsi in un binocolo da teatro. «Sì, comincio a pensarlo anch’io. Purtroppo ci ha costretto a promettere…»
I G.U.F.O. (Cap. 31 Harry Potter 5)

    «Nel mese di luglio, via Gufo» rispose la professoressa McGranitt.
I G.U.F.O. (Cap. 31 Harry Potter 5)

    La stanza era disseminata di vari oggetti e di una certa quantità di rifiuti. Piume di civetta, torsoli di mela e carte di caramella ingombravano il pavimento, parecchi libri d’incantesimi giacevano alla rinfusa tra le divise aggrovigliate sul suo letto e una catasta disordinata di giornali si levava in una pozza di luce sulla sua scrivania. Uno dei titoli strillava:
Lettera e testamento (Cap. 3 Harry Potter 6)

    Ma il resto dell’articolo era coperto da una grossa gabbia: dentro c’era una magnifica civetta delle nevi. I suoi occhi d’ambra scrutavano la stanza con aria imperiosa, e la testa ogni tanto ruotava per consentirle di osservare il padrone intento a russare. Una o due volte fece schioccare il becco, impaziente, ma Harry dormiva troppo profondamente per sentirla.
Lettera e testamento (Cap. 3 Harry Potter 6)

    Per favore, manda la tua risposta con questo Gufo. A venerdì, spero.
Lettera e testamento (Cap. 3 Harry Potter 6)

    Ma Harry non aveva fatto i bagagli. Sembrava troppo bello per essere vero, venire sottratto dai Dursley dopo soli quindici giorni. Non riusciva a liberarsi dalla sensazione che qualcosa sarebbe andato storto: la sua risposta a Silente poteva essersi smarrita; Silente poteva avere qualche impedimento e non riuscire a venire; la lettera poteva rivelarsi non opera di Silente, ma un trucco o uno scherzo o una trappola. Harry non era riuscito ad affrontare l’idea di fare i bagagli, per poi restare deluso e dover disfare il baule. L’unica cosa che aveva fatto nell’eventualità di un viaggio era stata chiudere in gabbia la sua civetta, Edvige.
Lettera e testamento (Cap. 3 Harry Potter 6)

    «Signore… ho ricevuto via Gufo un opuscolo del Ministero della Magia sulle misure di sicurezza che dovremmo tutti adottare contro i Mangiamorte…»
Horace Lumacorno (Cap. 4 Harry Potter 6)

    Harry si fece avanti. La lettera indirizzata a lui era legata alla zampa del Gufo al centro. La slegò con dita incerte. Alla sua sinistra, Ron tentava di staccare la propria; a destra, le mani di Hermione tremavano tanto da far sussultare anche il Gufo.
Un eccesso di flebo (Cap. 5 Harry Potter 6)

    «Siete tutti a posto?» chiese la signora Weasley. «Comprato i vestiti? Bene, allora possiamo fare un salto in farmacia e all’Emporio del Gufo sulla strada per Fred e George… state vicini, ora…»
La deviazione di Draco (Cap. 6 Harry Potter 6)

    Né Harry né Ron comprarono niente in farmacia, visto che non avrebbero più studiato Pozioni, ma entrambi acquistarono grosse confezioni di noci per Edvige e Leotordo all’Emporio del Gufo. Poi, con la signora Weasley che controllava l’orologio ogni minuto, fecero un altro tratto di strada in cerca di Tiri Vispi Weasley, il negozio di scherzi di Fred e George.
La deviazione di Draco (Cap. 6 Harry Potter 6)

    «Ciao, Harry, io sono Romilda, Romilda Vane» si presentò a voce alta e sicura. «Perché non vieni nel nostro scompartimento? Non sei obbligato a stare con loro»aggiunse con un sussurro sonoro, indicando il sedere di Neville che spuntava di nuovo da sotto il sedile mentre lui dava la caccia a Oscar, e Luna che coi suoi Spettrocoli sembrava un multicolore Gufo demente.
Il Lumaclub (Cap. 7 Harry Potter 6)

    Gli parve di sentire il fruscio degli alberi che circondavano il lago, e il remoto tubare di un Gufo, ma nessun suono che indicasse una ricerca in corso, e nemmeno (si disprezzò un po’ per averlo sperato) voci di panico che si chiedessero dov’era finito Harry Potter. La disperazione lo assalì: immaginava il corteo di carrozze trascinate dai Thestral che saliva lentamente verso la scuola e le risate soffocate in quella di Malfoy, che raccontava ai compagni Serpeverde il suo attacco a Harry.
Il trionfo di Piton (Cap. 8 Harry Potter 6)

    «Sì, signor Gaunt. Gliel’ho già detto. Sono qui per Orfin. Abbiamo mandato un Gufo…»
La casa di Gaunt (Cap. 10 Harry Potter 6)

    Hermione strinse le labbra, arrabbiata e chiaramente in disaccordo, ma fu distratta da un terzo Gufo che atterrò davanti a lei con La Gazzetta del Profeta. L’aprì in fretta e scorse la prima pagina.
Una mano da Hermione (Cap. 11 Harry Potter 6)

    «Qualcuno gliel’ha mandato via Gufo, allora» suggerì. «Sua madre o qualcun altro».
Una mano da Hermione (Cap. 11 Harry Potter 6)

    «Fred e George li mandano sotto forma di profumi e pozioni per la tosse»rispose Hermione. «Fa parte del loro Servizio Ordini via Gufo».
Il voto infrangibile (Cap. 15 Harry Potter 6)

    «Senti» mormorò. Si chinò in avanti e posò una mano sulla Gazzetta del Profeta appena arrivata via Gufo per evitare che Hermione la aprisse, scomparendovi dietro. «Non ho dimenticato Lumacorno, ma non ho idea di come prendergli quel ricordo, e finché non mi viene un’illuminazione perché non scoprire che cosa combina Malfoy?»
La stanza delle necessità (Cap. 21 Harry Potter 6)

   Restava un bel cumulo di giornali sulla scrivania accanto a Edvige, la civetta bianca: uno per ogni giorno trascorso in Privet Drive quell'estate.
In memoriam (Cap. 2 Harry Potter 7)

   Si alzò da terra, si stiracchiò e si spostò alla scrivania. Edvige non si mosse mentre lui sfogliava i giornali e li lanciava uno a uno nel mucchio delle cose da buttare; la civetta era addormentata, o fingeva di esserlo; era molto arrabbiata con Harry per il poco tempo fuori dalla gabbia che le era stato concesso.
In memoriam (Cap. 2 Harry Potter 7)

   Harry attraversò la camera e fece scivolare via il frammento di specchio da sopra il giornale. Lo aprì: quella mattina, quando aveva preso il quotidiano ancora arrotolato dal Gufo postino, aveva dato solo un'occhiata alla prima pagina e dopo aver visto che non parlava di Voldemort l'aveva gettato sul letto. Harry era sicuro che il Ministero faceva pressione sul Profeta perché sopprimesse le notizie su Voldemort. Solo ora, quindi, notò ciò che gli era sfuggito.
In memoriam (Cap. 2 Harry Potter 7)

   Harry smarrì per un attimo il filo dei pensieri, ma la civetta non fece nulla per aiutarlo e tenne ostinatamente la testa sotto l'ala. Harry voltò le spalle all'ingresso.
I sette Potter (Cap. 4 Harry Potter 7)

   Una volta vestiti, i falsi Harry presero dal secondo sacco zaini e gabbie: ciascuna conteneva una civetta delle nevi impagliata.
I sette Potter (Cap. 4 Harry Potter 7)

   La scopa precipitò roteando, ma Harry riuscì ad afferrare la cinghia dello zaino e la cima della gabbia mentre la moto si raddrizzava. Un istante di sollievo e poi un altro lampo verde. La civetta stridette e cadde sul fondo della gabbia.
I sette Potter (Cap. 4 Harry Potter 7)

   Ma la civetta giaceva immobile e patetica come un giocattolo. Harry non riusciva a capacitarsene, e il suo terrore per la sorte degli altri schizzò alle stelle. Guardò indietro e vide una massa di gente in movimento, fiammate verdi, due coppie di persone a cavallo delle scope che filavano via, lontane, ma non riuscì a riconoscerle...
I sette Potter (Cap. 4 Harry Potter 7)

   Il peso dell'accaduto gli rovinò addosso: si vergognò di se stesso, le lacrime gli bruciavano gli occhi. La civetta era stata la sua fedele compagna, il solo profondo legame col mondo magico tutte le volte che era dovuto tornare dai Dursley.
Il Guerriero caduto (Cap. 5 Harry Potter 7)

   Lui gli avrebbe creduto, lo sapeva. Silente avrebbe saputo come e perché la sua bacchetta aveva agito da sola, perché Silente aveva sempre le risposte; sapeva tutto delle bacchette, aveva spiegato a Harry lo strano legame tra la sua e quella di Voldemort... Ma Silente, come Malocchio, come Sirius, come i suoi genitori, come la sua povera civetta, erano tutti andati dove Harry non avrebbe mai più potuto parlare con loro. Avvertì un bruciore in gola che non aveva nulla a che fare con il Whisky Incendiario...
Il Guerriero caduto (Cap. 5 Harry Potter 7)

   I due giovani erano al Paiolo Magico a Londra, pronti a partire per la Grecia la mattina dopo, quando un Gufo portò la notizia della morte della madre di Silente. 'Fiatodicane' Doge, che si è rifiutato di rilasciare interviste per questo libro, ha fornito al pubblico la propria sentimentale versione di ciò che accadde. Egli dipinge la morte di Kendra come un tragico
Vita e Menzogne di Albus Silente (Cap. 18 Harry Potter 7)

   Un'altra amica di famiglia credulona era Bathilda Bath, la celebre storica della magia che vive da molti anni a Godric's Hollow. Kendra, come sappiamo, aveva respinto il suo tentativo di dare il benvenuto alla famiglia appena arrivata. Parecchi anni dopo, tuttavia, la nota storica spedi un Gufo ad Albus a Hogwarts, per complimentarsi per il suo articolo sulla Trasformazione Transpecie pubblicato su Trasfigurazione Oggi. Questo contatto iniziale la portò a conoscere l'intera famiglia Silente. All'epoca della morte di Kendra, Bathilda era l'unica abitante di Godric's Hollow a intrattenere rapporti con lei.
Vita e Menzogne di Albus Silente (Cap. 18 Harry Potter 7)

   «Si, anche dopo aver passato tutta la giornata a discutere due ragazzi così intelligenti si intendevano come un calderone col fuoco a volte sentivo un Gufo beccare alla finestra della camera da letto di Gellert per consegnare una lettera di Albus! Gli era venuta un'idea e doveva farlo sapere subito a Gellert!»
Vita e Menzogne di Albus Silente (Cap. 18 Harry Potter 7)

   Un Gufo stridette e lui pensò con una stretta al cuore a Edvige. Tremava, i denti gli battevano orribilmente, eppure continuò a togliersi gli abiti finché non rimase in maglietta e mutande, scalzo nella neve. Posò in cima ai vestiti la saccoccia che conteneva la sua bacchetta, la lettera di sua madre, il frammento di specchio di Sirius e il vecchio Boccino; poi puntò la bacchetta di Hermione contro il ghiaccio.
La cerva d’argento (Cap. 19 Harry Potter 7)

   Il cancello cigolò quando lo aprirono. Il sentiero a zigzag che conduceva alla porta d'ingresso era invaso da una serie di strane piante, fra cui un cespuglio pieno dei frutti arancioni simili a rapanelli che a volte Luna portava come orecchini. Harry credette di riconoscere un Pugnacio e si tenne alla larga dal ceppo raggrinzito. Due vecchi meli selvatici, curvati dal vento e privi di foglie ma ancora carichi di piccoli frutti rossi, e folte ghirlande di vischio con le palline bianche facevano la guardia ai lati del portone. Un piccolo Gufo con la testa appiattita da falco li scrutò da un ramo.
Xenophilius Lovegood (Cap. 20 Harry Potter 7)

   «Il Cavillo ha cambiato linea editoriale, allora?» chiese Harry gelido. La sua mente lavorava veloce. «È questo che ha fatto quando è sceso in giardino, signor Lovegood? Ha spedito un Gufo al Ministero?»
La storia dei tre fratelli (Cap. 21 Harry Potter 7)

   «Tutto a posto» annunciò. «Olivander è sistemato, mamma e papà vi salutano, Ginny vi manda tutto il suo affetto. Fred e George stanno facendo impazzire zia Muriel, gestiscono un Servizio Ordini via Gufo da una delle sue stanze sul retro. è stata contenta di riavere la sua tiara, però. Ha detto che credeva che l'avessimo rubata».
Villa Conchiglia (Cap. 25 Harry Potter 7)

   «E arriverà davvero con un Gufo?» mormorò Lily.
La storia del Principe (Cap. 33 Harry Potter 7)

   «In realtà l'ho Confuso» sussurrò Ron a Harry mentre caricavano insieme il baule e il Gufo di Albus sul treno. «Avevo solo dimenticato di guardare nello specchietto retrovisore, e diciamocelo, per quello posso sempre usare un Incanto Supersensor».
La falla nel piano (Cap. 36 Harry Potter 7)

   James era ricomparso; si era liberato di baule, Gufo e carrello, e moriva dalla voglia di raccontare qualcosa.
La falla nel piano (Cap. 36 Harry Potter 7)